Un Cuba libre ma non per tutti
Mentre il Paese si divide sul collier donato da Berlusconi alla diciottenne di Casoria e la casa di Di Pietro pagata dal partito del medesimo, giunge da Cuba una notizia di quelle belle che meriterebbe un titolo in prima pagina, con fotografia e commenti vari. Invece niente, qualche riga e via andare. Dunque Yoani Sanchez ama la scrittura, di penna e di computer, ha un blog fertile, ha scritto un libro che si intitola Cuba libre, vivere e scrivere a l’Avana, da noi edito per i tipi di Rizzoli, è stata invitata alla Fiera del Libro di Torino, così come era stata invitata in Spagna per ricevere il premio Ortega y Gasset nella categoria giornalismo on line e, ancora, in Brasile per il convegno sulla libertà di stampa. Ma il governo democratrico cubano le ha negato la possibilità di lasciare il Paese, il clima è dolce, la vita è bella, perchè mai andar via dalla famiglia del lider maximo e dalla terra che profuma di zucchero e democrazia. Tra l’altro la Sanchez ha detto di avere qualche difficoltà a connettersi su internet e ha saputo in grave ritardo che un italiano, Gianni Vernetti, piemontese e onorevole ex Ulivo, Margherita, poi del Partito Democratico, ha chiesto chiarimenti in dibattito parlamentare, per conoscere la verità, avendo, il Vernetti, una delega ai Diritti Umani. A l’Avana non sono molto preoccupati della cosa, l’Italia è lontana, piccola, ininfluente, la senorita Yoani stia pure a su casa, se ha intenzione di navigare, si dimentichi del mare, al massimo lo potrà fare virtualmente, con il computer, pur tra qualche onda di disturbo. Cuba è libre, non per tutti, o no?

Caro Tony Damascelli, proprio perchè c’è difficoltà di collegamenti internet da e su Cuba, perchè nel blog Yoani Sanchez parla della vita a Cuba istante su istante, perchè lì sembra esserci un inizio di democrazia, è sbocciata la curiosità culturale di tutto il mondo ed è stata invitata a partecipare a diverse manifestazioni, ottenendo peraltro il divieto delle autorità cubane a parteciparvi, secondoil mio parere scontato con il Lider Maximo ancora in vita. Se la Sanchez tenesse lo stesso blog dalla scrivania accanto alla sua, al massimo qualcuno saprebbe che è una sua collega (aggiungo che parimenti non andrebbe da nessuna parte perchè in questo caso nessuno la inviterebbe). Non è un problema di libertà. Le notizie si diffondono ugualmente e mai l’assenza fisica le smentisce. La presenza offre un valore aggiunto: il pathos di viverle in prima persona.
E’ come nel gioco del calcio. Assistere ad una partita in diretta o guardarla in differita. Può mai cambiare risultato? No. Cambia solo la sensazione che ne traiamo.
Allora il problema deve essere un altro, al di fuori della libertà. Che successo sarebbe per la manifestazione farla arrivare direttamente da Cuba?.
Abbiamo trovato la risposta.
Stimato signor Damascelli quello che é libero a Cuba é il turismo a scopo di sesso.
“ha loro…”
signor giuseppe anzichè preoccuparsi di risolvere i problemi dei cubani ( che tanti ne hanno), si occupi dei suoi col verbo avere.
saluti
Caro tony damascelli diciamo che i cubani rimpiangono i tempi di fulgencio batista è insieme ha loro anche lei.