La “fiamma” francese e il lumicino (votivo) italiano

In Francia infiamma, in Italia è un lumicino (votivo). La fiamma tricolore svetta sull’Europa ma, al netto del mio daltonismo, i tre colori non sono quelli della bandiera italiana. Partiamo dalla coda: il Fronte Nazionale di Marine Le Pen ha potenzialmente stravinto le amministrative d’Oltralpe. Dico potenzialmente perché a livello nazionale l’estrema destra francese ( la chiamo così per convenzione, ma non ha più senso farlo) porta a casa un 7 per cento apparentemente striminzito, ma che in realtà è come una matriosca al rovescio: un piccolo risultato che ne contiene uno enorme. Perché il Fn si è presentato solo […]

  

Grillo, Letta, l’ambasciatore e la “manina” straniera

Grillo ha fatto il Grillo come sempre, nella lunga intervista concessa (è il caso di dirlo) a Enrico Mentana e,  tra molte battute e qualche gaffe, ha sganciato una notizia. A metà. La ha adombrata. Ha liberato un sospetto che ora, è facile immaginare, camminerà sulle pagine dei giornali e in rete fino a diventare, poco a poco, una certezza. L’ennesimo dubbio che le faccende italiane siano manovrate da qualche oscura manina straniera. Partiamo dalle parole di Grillo: “Poverino, Bersani è stato mandato al massacro dai suoi, è caduto nella trappola di non considerarci. Non voleva governare con M5s, voleva […]

  

Elogio della Boschi, antidoto al boldrinismo

Post femminista e disinvolta, Maria Elena Boschi è l’anti Boldrini. Corpo del renzismo e anticorpo all’ossessione sessista. La nemesi del femminismo che castiga e punisce il femminino. Finalmente. Finalmente un ministro che non ha bisogno di farsi chiamare ministra per dimostrare che è una donna. Si è presentata al giuramento con un tailleur blu acceso e tacchi (che barba la retorica delle scarpe basse!) che ha sconvolto non si sa bene chi. Ha ammonito i sempre acuti osservatori di soffermarsi più sulle riforme che sulle sue forme e ora nel salotto vespiano si è abbandonata a una dichiarazione che è un manifesto […]

  

“Matteo” e la retorica del nome proprio

Dice che lo farà anche col Senato ma al momento l’unica cosa che ha abolito Renzi è il cognome. Una spending review dell’identità. Nel fiume del renzismo confluiscono due fastidiosi affluenti: il confidenzismo e il buonismo. Massì, pacche sulle spalle e strizzatine d’occhio: siamo tutti amici e ci vogliamo bene. Siamo giovani e quindi ci diamo pure del tu. Anzi ci chiamiamo tutti per nome. Il cognome è roba da vecchi. Avete un problema con lo Stato (chi non ne ha, d’altronde)? E allora scrivete pure al premier, lo trovate all’indirizzo mail matteo@governo.it. Sì sì, proprio Matteo. Solo lui. Se nel […]

  

Gli sconosciuti che si baciano? Che schifo

E’ virale. Non come una notizia. Come una malattia, come uno scambio di saliva tra due sconosciuti. Sto parlando del video che in questi giorni “infetta” la rete e i social network. Una regista a corto di idee ha raccattato venti sconosciuti e gli ha chiesto di baciarsi per la prima volta, e forse unica, davanti alla telecamera. Risutato? Un tormentone. Battiti di mano e colpi di click. Sarà la primavera che risveglia gli ormoni, sarà il mai pago voyeurismo. D’altronde dopo esserci soffiati il naso apriamo il fazzoletto e lo scrutiamo con una curiosità inesausta, come se potesse racchiudere […]

  

Se abolissimo l’8 marzo?

Basta con l’8 marzo. Smettiamola con l’ipocrisia: la festa della donna è diventata una caricatura, un prolungamento del carnevale durante il quale le donne si travestono da femministe (per 24 ore). Uno schiaffo all’intelligenza femminile. Una data buona solo per dare agio alle Boldrini di spolverare le loro prosopopee elettorali, per riempire i ristoranti e vendere un fiore altrimenti inutile. (Fatemelo dire: ma che tristezza quelle tavolate dell’8 marzo in cui si autorecludono plotoni di donne. Mi ricordano le scuole di un tempo in cui maschi e femmine venivamo smistati in aule differenti.) Grattate la superficie di questa festa e […]

  

Renzi, la scuola e il leccaculismo

  C’è tutto. C’è proprio tutto nella storiaccia dei bambini a cui gli insegnanti fanno cantare i fasti di Renzi. C’è tutto il peggio dello spirito del nostro Paese. C’è quell’eccesso di saliva tipico di chi si vuole accreditare a tutti i costi, c’è la cerimoniosità affettata e innaturale, c’è lo spostamento maldestro sul carro del vincitore, il desiderio di genuflettersi al potente di turno, sempre e comunque. Ma soprattutto c’è l’imposizione. C’è l’utilizzo di un ruolo, quello della formazione, il più importante e delicato, per scopi impropri. Ora ce lo devono spiegare, il maestro e  il dirigente dell’istituto, se […]

  

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