E’ virale. Non come una notizia. Come una malattia, come uno scambio di saliva tra due sconosciuti. Sto parlando del video che in questi giorni “infetta” la rete e i social network. Una regista a corto di idee ha raccattato venti sconosciuti e gli ha chiesto di baciarsi per la prima volta, e forse unica, davanti alla telecamera. Risutato? Un tormentone. Battiti di mano e colpi di click. Sarà la primavera che risveglia gli ormoni, sarà il mai pago voyeurismo. D’altronde dopo esserci soffiati il naso apriamo il fazzoletto e lo scrutiamo con una curiosità inesausta, come se potesse racchiudere pepite e diamanti. Sarà quello che volete, ma mi fa un po’ schifo. Nel breve filmato, ovviamente strapoliticamente corretto, si baciano uomini e uomini, uomini e donne, donne e donne. In piena sintonia con i tic della politica italiana vengono rispettate tutte le quote. Ma non è questo che mi turba. Mi fastidia l’invadenza e la supponenza di chi pensa di poter accendere i riflettori su qualunque cosa, di poter analizzare, sviscerare e sezionare qualunque emozione. E’ un’autopsia, e le autopsie si fanno ai morti. Piuttosto è meglio un filmato di Youporn.

Ps.

Come hanno giustamente segnalato alcuni lettori il video era una sòla. Nessuna spontaneità: i “baciatori” erano attori e il filmato una pubblicità. Geniale, a giudicare dai clic raccolti in un giorno. Tanto di cappello a chi ha confezionato questa bufala di successo. Il senso di quanto scritto sopra, comunque, resta valido.