Ricapitoliamo un attimo la giornata, anche se più che un giornalista, per farlo, servirebbe uno psichiatra. Perché il resoconto dei fatti sembra un encefalogramma impazzito. Ma proviamoci. Una delegazione del Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto incontrare una pattuglia di parlamentari del Pd, per discutere la riforma elettorale. Che culo, direte voi, vedersi il 7 luglio, renzini e grillini, per discettare di preferenze e sistemi elettorali. Una noia mortale. In un Paese normale. In Italia anche queste cose diventano esilaranti. I democratici chiedono ai pentastellati di mettere le loro richieste per iscritto. I grillini gli dicono di comprarsi il Corriere della Sera di domenica, ché sua eccellenza Luigi Di Maio ha imbucato in via Solferino il verbo di Grillo. Il Pd fa lo gnorri fino a lunedì mattina e poi manda i grillini a spigolare. Grillo sclera, non è un termine elegante, ma in questo caso fotografa in alta definizione le dichiarazioni dell’ex (ma forse nemmeno troppo ex) comico genovese. Passiamo la parola direttamente al guru: “Qui andiamo verso una dittatura di stampo legale che la maggiorparte di persone magari non avverte, perché è condizionata a considerarla pezzo per pezzo, la giustizia, il lavoro, l`Europa, e mentre la guardi nei suoi pezzi si perde la visione globale. La visione globale è una dittatura fatta da questo ebetino, che è un ebetone pericolosissimo, quindi molto sottovalutato anche da me, e questo me ne dispiace, ma andiamo verso veramente una grande criminalità organizzata di stampo democratico”. Non solo: “Si prende atto che un confronto democratico e trasparente in Italia è oggi impossibile”. Una chiusura nettissima, apparentemente irrecuperabile, condita da un pesto di insulti. Un tono diversissimo rispetto a quello utilizzato il giorno prima dal sopraccitato aperturista Di Maio. Ma i due si parlano?, chiedono i più buoni. Non lo sappiamo se parlino, chattino o whatsappino. Probabilmente avevano poco campo. Sta di fatto che poco dopo Grillo precisa il pensiero di Grillo e dice: “Per chi non ha capito (siete voi che non avete capito niente, non è lui che l’ha fatta fuori dal vaso… Ndr.), o non ha voluto capire, tra il mio intervento di oggi e la conferenza stampa di Di Maio e Toninelli non vi sono contraddizioni, le porte per una discussione sulla legge elettorale per il M5S sono sempre aperte, né mai le ha chiuse nonostante continue provocazioni”. Ha cambiato di nuovo idea. Ma non è tutto. In serata, poco prima delle 20, sulla gazzetta ufficiale del Grillopensiero compare un nuovo post: dieci sì alle proposte di Renzi. Dieci sì. Una capitolazione. Totale. Sei ore prima, dopo pranzo, Renzi era un ebetino e un aspirante dittatore e Grillo aveva indossato l’armatura e l’alabarda per andare alla guerra. Per cena ha deposto le armi e pure calato le braghe.
Pareva impossibile, ma la politica è l’arte del possibile e i grillini sono già diventati i più politici tra i politici. Renzi sarà anche un ebetino, ma Grillo ha fatto proprio una figura da belinone.