Talvolta sono colto da un pensiero: vorrei diventare di sinistra. Per poter dire cose di destra senza che nessuno mi rompa le scatole inseguendomi con la mannaia di etichette fuori dal tempo. Poi, solitamente, rinsavisco. Ma il ragionamento resta comunque in piedi. Non ho preso un colpo di sole. Vi faccio qualche esempio: avete seguito la questione delle transenne anti-rom? Non preoccupatevi, se ve la siete persa potete recuperare le notizie perdute qui. Ve la faccio breve: nella rossa Firenze hanno scoperto che la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella è assediata da un esercito di mendicanti e accattoni. Quindi hanno deciso di transennare i binari. Ora, vi immaginate cosa sarebbe successo se un sindaco non di sinistra avesse blindato uno scalo ferroviario? Apriti cielo. Associazioni sul piede di guerra, fiaccolate in piazza, titoloni in prima pagina denuncianti il rigurgito razzista che mortifica il Paese. Invece la stampa locale ha applaudito l’iniziativa e quella nazionale non si è scomposta più di tanto. E, al momento, in piazza non si registrano ragguardevoli manifestazioni di dissenso. Copione simile a Napoli, dove Giggino De Magistris ha sistemato in piazza Carlo III le panchine col bracciolo. A cosa serve il bracciolo? A non far bivaccare i clochard, provate voi a dormire con un gancio di metallo in mezzo alla schiena!  Così anche a Venezia, Padova e Treviso, tre comuni amministrati dalla sinistra che hanno siglato un patto contro gli accattoni che prevede la schedatura dei mendicanti più molesti. Qual è la lezione? Che in Italia i sindaci di sinistra possono sceriffeggiare indisturbati, tutti gli altri sono “pericolosi razzisti”.