Attenti al canone. Il canone morde. Il canone abbaia. Il canone è rabbioso. Il canone non è un animale da compagnia ma da guardia e vigila su una proprietà pubblica che si è trasformata in privata. Non è un cucciolo di quelli  che piacciono tanto in rete, è una bestia. Ora, fatte queste premesse, spiegatemi per quale diavolo (eufemismo) di motivo io dovrei pagare questa odiosa tassa pur non avendo un televisore. Adesso, lo so che quelli che non hanno una tv in casa destano sempre qualche sospetto e sono in odor di pericoloso radicalchicchismo. Non è il mio caso, ve lo assicuro. Ma torniamo al tema di giornata: secondo il Messaggero (e come anticipato dal Giornale)il governo ha deciso. Pagheremo tutti il canone. Come? Nella bolletta elettrica. Quanto? In media 60 euro. Perché? Ma come perché? Perché siamo tutti potenziali spettatori di matrigna Rai. L’idea è semplice: pagheranno il canone tutti quelli che non saranno in grado di dimostrare di non guardarla. L’onere della prova è ovviamente rovesciato. Cioè: per non pagare la tassa dovete dimostrare di non possedere non solo un televisore ma neppure  qualunque device che vi permetta di collegarvi ai canali di viale Mazzini. Quindi un tablet, uno smartphone e probabilmente anche una lavatrice, visto che ormai qualunque cosa ha uno schermo e ha la possibilità di connettersi al web. In poche parole, a parte gli eremiti e l’uomo di Cro-magnon, saremo tutti spremuti dal balzello. Solo perché abbiamo in tasca un telefonino di ultima generazione. Anche se non ci sintonizziamo mai sulla Rai. Un capezzolo di Veronica Maya vale sessanta euro? Non mi pare proprio.

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