La tragedia di Catania e il silenzio di Renzi

Renzi, dove sei? Batti un colpo. Prendi un cavolo di volo blu e precipitati a Catania. Te lo paghiamo volentieri. Fai qualcosa. Non è possibile che in un giorno come questo solo la Merkel abbia parlato di immigrazione in Italia. Siamo un protettorato? Dobbiamo aspettare che lo faccia la Cancelliera questo gesto di umanità e di giustizia? Dove è finito il proverbiale tempismo del giovin fiorentino, la capacità di intercettare subito gli umori del Paese, di rispondere alle sue domande ancor prima che le ponga? Il vecchio Renzi, il rottamatore, sarebbe già volato dalla figlia della coppia massacrata dall’ivoriano. A […]

  

La sinistra e la libertà di parola a senso unico

++ Carceri:Camera,Buonanno con spigola in Aula, espulso ++

Partiamo da un presupposto: Gianluca Buonanno, europarlamentare della Lega Nord, è l’emblema del politicamente scorretto. E’ come quei bambini che nel bel mezzo della più formale delle occasioni iniziano a ripetere compulsivamente parolacce o che si scaccolano a tavola per fare un torto alla mamma. E la mamma in questa metafora buonanniana sono tutte le regole del galateo politico. Perché Buonanno dice sempre quello che non dovrebbe dire, quando non lo dovrebbe dire e nel modo più urticante possibile. Pessimo. E’ celebre per la schiettezza – spesso oltre il limite della volgarità – delle sue dichiarazioni. E, per inciso, credo […]

  

Fratello Pelù, che c… dici?

Faccio una premessa. Piero Pelù mi sta simpatico. Qualche anno fa mi è capitato di intervistarlo per il Giornale. Era il periodo in cui diceva che Pd non è il nome di un partito ma l’acronimo di una bestemmia e sosteneva che il padre di Renzi fosse gran maestro di non si sa quale immaginifica loggia massonica. Durante l’intervista fu spiritosissimo e autoironico, mi congedó con uno “stai rock fratello”. Sublime. Vado oltre: mi piacciono pure le sue canzoni (alcune) e credo che sia un personaggio televisivo divertente e folcloristico. Stop. Fine della sviolinata. Anzi dell’assolo di chitarra elettrica. Ma […]

  

Gli uomini come polli e gli sciacalli dell’accoglienza

austria

Ammassati. Senza spazio. Senza ossigeno. Senza vita. Un groviglio di carne umana incastrata in un tir che doveva trasportare carne di pollo. E’ l’ultima barbarie dell’immigrazione. Una vergogna. Per noi, per l’Italia, per l’Europa, per ogni essere umano. Ma soprattutto per gli alfieri dell’accoglienza a tutti i costi. Per quelli che le porte sono sempre aperte. Le porte di casa degli altri, ovviamente. Solo che poi, come è noto, di porte non se ne aprono. Perché non ci sono i soldi, perché non ci sono le condizioni per questa benedetta accoglienza (nel senso letterale, viste le pressioni di Cei e […]

  

E ora ignoriamo le parole del Papa

Il Papa parla, parla e straparla. E dice di porgere l’altra guancia. E cosa altro dovrebbe fare? È il suo mestiere. Anche lui ha un principale. Anche lui ha delle regole di ingaggio. Certo, magari lui tira un po’ la corda e si diverte a fare il grillino. Ma è un monarca assoluto e come tale ha la libertà di dire un po’ quello che gli pare. All’interno del suo seminato e del suo protettissimo Stato. Nel quale, infatti, non c’è l’ombra di profughi e clandestini, chè sennó le michelangiolesche guardie svizzere li prenderebbero ad alabardate nel sedere. Il Papa […]

  

Quelli che vogliono dare l’Italia alla culona

C’è voglia di estero. Non è il caldo, non è agosto. Non c’entrano le vacanze. C’è voglia di colonizzazione, voglia di Merkel. Non voglia di “una” Merkel italiana, quindi in fin dei conti di un capo del governo che pensi prima di tutto all’interesse dei suoi concittadini e non li metta infondo alla fila, dopo europei, zingari, profughi ed extracomunitari vari. C’è proprio voglia della Merkel, l’originale, la culona Made in Germany. Voglia di qualcuno che ci levi le castagne dal fuoco, che ci sollevi dall’incubo di dover badare a noi stessi, per farla finita una volta per tutte con […]

  

La migliore vignetta di Vauro: ha disegnato il razzismo della sinistra (non di Salvini)

E’ il gioco dell’estate. Ma potrebbe diventare anche quello dell’inverno. Nel Paese degli intoccabili, delle parole indicibili, delle zone traffico limitato del pensiero e dell’ossessione ipocrita del politicamente corretto c’è solo una persona che si può – anzi si deve! – insultare: Matteo Salvini. E’ brutto, sporco e cattivo. Per soprammercato razzista e fascista. Averlo mandato a quel paese, possibilmente in diretta tv ma più prosaicamente anche sui social, fa curriculum. E rende socialmente accettabili. Come con tutto il centrodestra, d’altronde. E’ una specie di patentino. E’chic. Ovviamente radical. E’ la dimostrazione pubblica che si sta seduti dalla parte del […]

  

Il blog di Francesco Maria Del Vigo © 2017