Il centrodestra è rinato e i cretini non invecchiano mai. I cretini sono quelli che hanno cercato in tutti i modi di impedire la manifestazione di Salvini, Berlusconi e Meloni. Bombe carta, incendi alle stazioni della Tav, tafferugli, isteriche minacce nel nome di un inutile antifascismo (innanzitutto per mancanza di fascisti). Per questi disadattati l’avversario politico è solo un nemico da neutralizzare, un pericoloso fascista (in settant’anni non sono ancora riusciti a trovare un insulto migliore) al quale tappare la bocca. Come è proprio delle dittature, anche se loro sono convinti di essere dei liberatori. Capite bene che non siamo nel campo della politica ma della psichiatria. è la patologia del “noismo” che ha a che fare con la noia – perché mettono in scena sempre lo stesso spettacolo – ma soprattutto si basa sul culto del no: no alla Tav, no alle trivellazioni, no a Expo e soprattutto no ai neuroni. A giudicare dal loro atteggiamento. Sono quelli dei centri sociali, che in realtà sono delle periferie asociali, dei ghetti dove gli antagonisti si autoghettizzano e fingono di giocare alla rivoluzione. Con il culo rigorosamente parato. Dallo Stato tollerante e impotente, dai genitori sessantottini o post sessantottini, dai comuni che sponsorizzano le boiate che organizzano e dalla fanghiglia – permissiva e violenta – della cultura di sinistra. Perché non possiamo chiudere gli occhi e dare la colpa solo a loro. Loro fanno quello che fanno perché c’è qualcuno che glielo lascia fare e cerca di coprire il clangore delle loro sprangate con dei peti culturali: che la destra non può scendere in piazza perché sono tutti razzisti, che infondo istigare alla violenza nei loro confronti non è un reato perché sono fascisti, che tappargli la bocca è un atto dovuto. E, badate bene, che la sinistra annacquata di Renzi ha perso per strada (fortunatamente) la sostanza comunista mantenendone tuttavia almeno una forma: quella della arroganza sociale e intellettuale. Non più tardi di due mesi fa il premier ha detto pubblicamente che “non serve il Pd contro la destra, ci sono gli umani contro le bestie”. Cosa potevamo aspettarci?, viene da dire. Eppure ogni volta mi stupisco: ma per quale motivo qualcuno dovrebbe impedire a qualcun altro di scendere in piazza? Ma a voi verrebbe mai in mente di vietare a un partito politico – di qualunque colore – la libertà di manifestare? Cosa si credono di essere: i monopolisti delle città, delle strade e delle piazze? Non è solo un atteggiamento illiberale, ma anche bambinesco. Da bambini viziati che chiudono a chiavi il campo da pallone per non farci giocare nessun altro. Quei bambini, un po’ problematici – una volta li chiamavano caratteriali – che anche se buttano per terra un compagno di classe la maestra non gli fa niente. Perché hanno dei deficit. Ma loro sono piccoli, ed è giusto così. Questi sono grandi, cattivi, violenti, impuniti, spesso sporchi e sempre stronzi.

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