Lo abbiamo capito. Finalmente. Bruxelles è capitale di qualcosa: del terrore. Non dell’Europa. In questo momento sembra che da lì tutti gli jihadisti nascano e lì vogliano tornare. All’ombra dell’Europarlamento. E il paradosso è tutto qui: i nostri governi sono paralizzati, vessati, dominati e umiliati da uno stato europeo che esiste solo sulla carta. E che ha come capitali – perché sono due, con tutto il dispendio che ne discende – due città anodine: Strasburgo e Bruxelles. Nessuno si sente cittadino della Ue. Perché la Ue non esiste. Non è una patria, non è un’idea e non ha una politica. È solo un’oppressione economica. Eppure a Bruxelles – che è una città di 175mila abitanti (con tutto l’agglomerato di comuni circostanti sorpassa il milione) – si decidono le sorti del nostro Continente. A Bruxelles ci sono gli euroburocrati che passano le loro giornate a misurare i cetrioli e imporci di mangiare le cavallette invece che la bistecca. E a pochi metri da loro c’è il cuore del terrorismo internazionale che vuole sbudellarci tutti. E i primi non si accorgono dei secondi. E i secondi agiscono – indisturbati – beffando tutti, probabilmente consapevoli che il motore di questa Europa senza anima è forse il posto più sicuro per sabotare l’Occidente. A Bruxelles ci sono quelli che dovrebbero difenderci e quelli che vogliono sterminarci. Tutti a un colpo di Kalashnikov.

Perché – infondo – la Ue è un “nonluogo”. Come gli aeroporti. Come le stazioni. Come i posti dove si mescolano le identità fino a disperdersi. Dove si nascondono i malintenzionati. Dove a un metro di distanza trovi il poliziotto e lo spacciatore, ognuno – a modo suo – impegnato nel suo lavoro. Indisturbato.

Che Bruxelles sia il cuore cattivo del terrorismo sembra una barzelletta. Ma è una tragedia. E se non fosse una tragedia, sarebbe una stupenda metafora del kali yuga del vecchio continente. Della debolezza di un’Europa che non ha una politica, una religione, un’idea, una personalità. Ha solo una bandiera sgualcita e sputacchiata, che è una moneta: quella banconota povera e odiata che abbiamo tutti (in modeste quantità) nel portafogli. Troppo poco, veramente troppo poco per difenderci da un nemico così violento.

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