I genitori di Valeria Solesin, la ragazza ammazzata da dei bastardi lo scorso 13 novembre a Parigi, hanno deciso di fare un funerale politicamente corretto. Che non è una cerimonia laica, ma devota alla religione del politicamente corretto. Tra le religioni, una delle più fondamentaliste. Perché disprezza l’altro da se. Una scelta legittima. Sono loro ad aver subito il lutto. E Valeria – sostenitrice di Emergency – molto probabilmente avrebbe voluto queste esequie. Hanno fatto bene. E tutte le più alte cariche del governo – dal presidente del Consiglio Renzi a quello della Repubblica Mattarella – hanno apprezzato, elevando questa cerimonia a un esempio. Ma se la vittima fosse stata – chessó – una leghista e i genitori avessero giurato vendetta ai fondamentalisti islamici ci sarebbe stata tutto questa partecipazione? Ci sarebbero stati Mattarella, Renzi e la Boldrini? Suvvia, non scherziamo. Per le vittime italiane al Bardo (e già il fatto di piangere solo le nostre vittime è una meschinità!) c’è stato lo stesso interesse? Temo di no. Spero di sbagliarmi. Altrimenti ci sarebbero morti di serie A (quelli socialmente impegnati e chiaramente di sinistra) e morti di serie B (quelli che erano lì per caso, ai quali non si può dare una medaglia d’impegno perché magari erano in vacanza). Legittimo celebrare con un Imam, un patriarca e un rabbino queste esequie. Ma non toglieteci il diritto di odiare chi ci odia. Perché a forza di porgere l’altra guancia questi ci sottomettono.

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