C’è un brutto clima. La gente ha paura. C’è chi annulla le vacanze, chi non salirebbe su un aereo nemmeno se lo pagassero, chi rimanda un invito al ristorante. E, infatti, i grandi del mondo, i potenti, si riuniscono per parlare del clima. Atmosferico. Proprio a Parigi. Ed è la perfetta sintesi della scollatura fra governi e popoli. Dell’esplosivo fallimento di questa democrazia rappresentativa.
Per carità lo abbiamo detto qualche giorno fa: quelli che hanno sfasciato Place de la Republique – e soprattutto le nostre gonadi – sono dei cretini. Senza appello. I soliti disadattati che fanno casino per dimostrare – prima di tutto a loro stessi – di esistere. Bene. Anzi, male. Ma vogliamo parlare dei capi del globo che si rintanano in una stanza a Parigi a questionare per giorni su due gradi del termometro globale? Ma lo sanno che sale la temperatura – nel senso che s’incazzano – a tutti quelli che li vedono tranquillamente attovagliati a disquisire del meteo del 2100? Stanno pensando a quando stendere le mutande? Ma in quale pianeta vivono? Perché questo è molto surriscaldato, ma in un altro senso. Alt. Fermatevi ecologisti estremi, commentatori ambientalisti che state per dirmi che sono approssimativo, ignorante e poco lungimirante. Avete ragione. Vedo poco. Sono nato miope. E pure daltonico. Il mio sguardo si ferma alle coste della Libia o alle periferie di Parigi. Mi spaventano di più i tagliagole dietro l’angolo che il futuro ed eventuale e incerto scioglimento dei ghiacci. Fatemene una colpa. Credo anch’io che ci sia un brutto clima. Ma non quello dei meteorologi catastrofisti. È brutto il clima tra la gente. Prima negli ascensori si parlava di pioggia, ora di terrorismo. Ma mi parehe ai piani alti si continui a parlare di nembi e cirri. Sono tra le nuvole. Mentre ai piani bassi ci occupiamo d’altro. E ho sempre l’impressione che ci vogliano prendere la temperatura sbagliata. E pure per via rettale.

PS
Per approfondire il tema del riscaldamento globale e delle ecoballe rimando alla lista degli articoli che il professor Franco Battaglia ha scritto per il nostro quotidiano.

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