Basta. Basta unioni civili, matrimoni gay, froci, diversamente etero. Chiamateli come vi pare. Non se ne può più di questa legge Cirinnà, che poi nessuno aveva mai neppure sentito nominare la Cirinnà e la stessa Cirinnà non ci capisce più un accidente della legge Cirinnà. Ma questo è normale perché nemmeno la Madia conosce la legge Madia. L’ignoranza fa scuola. Quindi niente di nuovo sotto al sole. Facciamola in fretta e occupiamoci di cose più serie.
Io sono da sempre favorevole alle unioni civili, per convinzione ma ormai un po’ anche per sfinimento. Gli omosessuali vogliono sposarsi? Peggio per loro. Abbiano questa iattura, se è quello che desiderano. Ma il governo ora può occuparsi di altro? O dobbiamo seguire giorno per giorno tutte le votazioni e gli emendamenti e gli starnuti e i peti di qualche oscuro deputato cattolico o gay sulla questione? Perché prima o poi – correndo il rischio di passare per omofobi – una cosa bisogna dirla: questa battaglia sarà gigantesca dal punto di vista etico ma soffre di nanismo per interesse pratico. Quanti sono gli omosessuali in Italia? Non si sa. L’ultima statistica dell’Istat risale al 2012 e parla di un 2,4 per cento (omosessuali dichiarati) della popolazione, spulciando qua e là, aggiungendo la paura dell’outing eccetera eccetera e arrotondando per eccesso qualche sito gay arriva a tre milioni di italiani lgbt. Presa. Va bene. Più o meno il 5 per cento (le coppie gay sono circa 8mila e solo 500 hanno figli). Ma se domani un disco volante precipitasse davanti un edicola e un alieno si comprasse un giornale penserebbe che in Italia siamo tutti gay. Vista l’importanza che diamo all’argomento.
Parliamo solo di quello e ci accapigliamo esclusivamente su questo tema. Un ottimo strumento di distrazione di massa per un governo che fa acqua da tutte le parti. Ma torniamo ai numeri: prendiamo per buono questo 5 per cento. Non è mica detto che tutti gli omosessuali vogliano sposarsi. Nemmeno gli etero lo vogliono. Quindi stiamo parlando di una minoranza di una minoranza. Mettiamo fuori altri numeri, anzi solo uno: 12,4 per cento. Sono i disoccupati in Italia. Gay, etero, transgender o come pare a loro. Vogliamo occuparci anche di queste cose? Questo è populismo? E allora evviva il populismo.

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