No Maria Elena. Non scadere anche tu in questi paragoni stupidi. In questo blog ho speso parole lodevoli per il ministro Boschi, quando veniva attaccata solo per la sua indubbia avvenenza. Può una bella donna essere un ottimo ministro? Certo che può. Ma non è il caso della Boschi. Interfaccia gradevole del sempre più sgradito Renzi. E la bellezza non c’entra un tubo. Ha sbagliato chi la ha crocifissa preventivamente – chè coi tacchi non si sale a giurare al Quirinale (e sarà meglio andarci con le Birkenstock??!?) e sbagliano quelli che oggi la graziano (non si parla male delle donne!). La bellezza è una questione di geni, di dna. Banca Etruria invece è una questione di stupidi e di genitori imbarazzanti. Che, certo, in un qualche modo hanno sempre a che fare con il dna. Ma non solo. È la bella Maria Elena non può fare finta di nulla e nascondersi sotto al letto durante la tempesta.

Altra storia è Casapound. Perché oggi il nostro splendido e invidiato ministro ha sostenuto che dire no al referendum costituzionale significa “fare come Casapound”. Cioè come i fascisti (del terzo millennio). Fascisti che, peraltro, alle democratiche elezioni di Bolzano hanno preso il 6 per cento delle preferenze… Quindi, nonostante Guzzanti jr, non sono proprio dei marziani. E forse nemmeno dei fascisti. Ma lei, che doveva essere l’icona della sinistra rottamatrice, finisce comunque a pescare nello stagno dei luoghi comuni della sinistra più impolverata. Quelli di Casapound saranno anche brutti, sporchi e cattivi ma non hanno truffato nessuno e non hanno avuto alcun aiuto dalle alte sfere. Pound (Ezra) scriveva che l’usura è peggio della peste. E già si sente odore di banche. I suoi nipotini – non riconosciuti, non s’incazzi Mary de Rachewiltz – avranno tanti difetti e il peccato originale di essere i fascisti del terzo millennio, ma fino a prova contraria sono onesti. Tra il metodo Casapound e quello Banca Etruria io scelgo tutta la vita Casapound.

 

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