La lezione inglese è semplice, semplicissima: uscire dalla Ue è possibile. Con una x su una scheda referendaria altrettanto semplice, non come i rebus che ci recapitano i nostri politici. Londra ci ha dato una lezione di democrazia e di libertà. Una lezione che da ora in poi si potrà sbandierare in faccia a tutti i timorati di Bruxelles; quelli che, ogni volta che qualcuno osa criticare le follie degli eurocrati, parlano con la spocchia di chi pensa di stare dalla parte della barricata che non crollerà mai. Perché è troppo forte. Perché non si può cambiare. Perché è il nostro destino. Ma il destino se lo scelgono i popoli, non se lo fanno imporre da qualche tecnocrate.

Oggi si è aperta una breccia. Londra balla da sola. Ma prima o poi potrebbe trovarsi in mezzo a una discoteca. E ora quei volti grigi e ingrugniti che da Bruxelles impongono – con compiaciuto distacco dal popolo – le loro leggi dovranno essere un po’ meno arroganti. Sono a tempo determinato anche loro. E anche se proveranno – e ci proveranno – a infliggere una punizione esemplare alla canaglia che ha osato spezzare l’incantesimo dell’inviolabilità dell’Unione, saranno comunque più deboli. Perché, purtroppo per loro, la libertà è un virus contagioso.
SEGUIMI SU FACEBOOK