Eroi per quarantotto ore. La retorica della Generazione Erasmus ha colpito ancora. Per poi schiantarsi contro un muro. Sono anni che ci calpestano le parti basse con la superiorità di questi ragazzi che siccome studiano all’estero sono degli esseri superiori, dei fenomeni, la nuova classe dirigente di un’Europa politica che non esiste. E c’è qualcuno che, nel delirio anti Brexit, ha anche cercato di pretendere che il loro voto valesse più di quello di mia nonna. E perché? Solo perché hanno preso una laurea (spesso inutile) e si sono fatti il giro di due Capitali? Ma l’analisi delirante di questi maestrini della democrazia è durata un paio di giorni, giusto il tempo di analizzare i flussi elettorali e vedere che questa benedetta generazione Erasmus a votare non è neppure andata. Ma per favore! La generazione Erasmus – che, per essere chiari, è la mia, anche se non ho mai fatto un Erasmus – è una generazione di sfigati, vittime di genitori ingombranti; vittime di una “contestazione” che è diventata dogma, religione e regime morale; di una ribellione che nella memoria è diventata regola; di una generazione (quella precedente) che ha fatto tutto quello che gli pareva e si porta pure a casa una pensione fuori dal tempo che paghiamo noi, coi nostri contributi. Una generazione disillusa e depressa, che pensa che non si possa più cambiare nulla, che si sente comparsa e non attore di una storia che subisce. Una generazione rassegnata e terrorizzata dal futuro, che a trent’anni si rinchiude già – da reduce dell’infanzia – nella nostalgia dei cartoni animati che guardava vent’anni prima. Una generazione che non figlia perché si sente ancora figlia e non genitrice. Una generazione che tenta solo di conservare quello che gli hanno lasciato i genitori, perché pensa di non poter costruire nulla. E viene fottuta ancora una volta da chi ha il coraggio di rischiare. E la speranza – e incoscienza – nel futuro si chiama gioventù. A prescindere dall’età anagrafica. Sono giovani anziani senza la saggezza della vecchiaia, ma non così stupidi da scegliere in massa l’Europa delle cariatidi.

 

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