C’è da scommetterci: l’effetto più clamoroso e imprevisto della già imprevista vittoria di Donald Trump riguarderà i parrucchieri. I convertiti dell’ultimo minuto, non sapendo più come dimostrare di avere qualcosa in comune al tycoon, inizieranno a pittarsi la testa di giallo. I primi effetti hanno già superato la soglia del ridicolo. Il premier Matteo Renzi, non sapendo più che pesci prendere, dopo l’elezione di The Donald ha fatto immediatamente rimuovere la bandiera dell’Unione Europea dal suo ufficio. Sostituita con una sfilza di Tricolori. Pare che il suggerimento glielo abbia dato il consigliere Jim Messina. non certo il guru Filippo Sensi, che nella notte delle elezioni twittava di prematura gioia per la vittoria della Clinton. Ma Renzi, essendo il più furbo, è stato solamente il primo a riallinearsi. Poi, con la rigidità che gli è propria, sono arrivati gli opinionisti, che hanno iniziato a smussare le loro taglienti analisi pre elettorali. Gli irriducibili si sono spinti ad accampare scuse surreali, sostenendo che la colpa è tutta di Facebook e del fatto che siamo in una democrazia post fattuale? Cosa significa? Praticamente che non capiamo un belino. Che ci raccontano un mucchio di balle e noi non ce ne accorgiamo. E prescindiamo dai fatti. Un’analisi da lettino dello psichiatra. Qui, gli unici che prescindono dalla realtà, sono quelli che non vogliono capire che il vento è cambiato e continuano a raccontare – e commentare – un mondo che non esiste più.  C’è anche chi ha messo preventivamente le mani avanti e ha voluto specificare che Trump non somiglia a Berlusconi. Excusatio non petita.

Ma torniamo ai trumpiani del giorno in dopo. In attesa che la Boldrini inizi a parlare di “negri” (per ora ha definito Trump inquietante… Sono curioso di vederla durante la prima visita di Stato del neo presidente in Italia), ci dobbiamo accontentare del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che passeggiando per le periferie della sua città in compagnia del presidente della Camera, ha un’illuminazione, un’epifania: improvvisamente (dopo l’ultimo accoltellamento) si rende conto che gli immigrati in città sono un’emergenza. E chiama l’esercito. Come gli sia venuto in mente di fare una richiesta del genere alla Boldrini, poi, è un’altra bizzarria. Boldrini che fino a poco tempo fa si sarebbe sciolta in disperate lacrime davanti a una richiesta così militaresca, machista e forse pure un po’ fascista…. Poco dopo si desta dal torpore anche Virginia Raggi e, pure lei, chiede che i militari – di stanza per il Giubileo – non abbandonino Roma. Insomma, al momento sono diventati tutti militaristi. E’ solo l’inizio, sono solamente le prime mèches bionde. Ne vedremo delle belle.

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