Napolitano, vattene in pensione

Basta. Non se ne può più di Napolitano. Dei suoi sotterfugi, dei suoi pizzini, delle sue manovre di palazzo, del suo spregio delle basilari norme democratiche e della sua allergia al suffragio. Gli auguriamo lunga vita, ma fuori dalla politica. Che se ne vada in pensione e la smetta di fare il presidente ombra, il gran burattinaio dei disastri del Paese. Nella sua vita ha fatto tutto – ci permetta – il peggio di quello che si può fare in politica: è stato comunista ortodosso, ha difeso i carriarmati sovietici, ha fatto e disfatto governi: ha cacciato Berlusconi, ci ha […]

  

Caro Renzi, sono una bestia. E ne sono fiero

Sono una bestia. Mi era già capitato che me lo dicesse qualcuno, ma in altri contesti e per altri motivi. Adesso che me lo ha detto il presidente del Consiglio è ufficiale, ne prendano nota anche gli animalisti e quelli del Wwf. Va a finire che in quanto appartenente al regno animale avrò anche più vantaggi che come essere umano. Sicuramente più che come italiano. Magari sono anche esentasse. Sì, sono una bestia e me ne vanto. Meglio essere una generica bestia che essere sciacallo. Che pur sempre bestia è, ma tra le peggiori, quelle che si nutrono di cadaveri. […]

  

La sinistra e la libertà di parola a senso unico

++ Carceri:Camera,Buonanno con spigola in Aula, espulso ++

Partiamo da un presupposto: Gianluca Buonanno, europarlamentare della Lega Nord, è l’emblema del politicamente scorretto. E’ come quei bambini che nel bel mezzo della più formale delle occasioni iniziano a ripetere compulsivamente parolacce o che si scaccolano a tavola per fare un torto alla mamma. E la mamma in questa metafora buonanniana sono tutte le regole del galateo politico. Perché Buonanno dice sempre quello che non dovrebbe dire, quando non lo dovrebbe dire e nel modo più urticante possibile. Pessimo. E’ celebre per la schiettezza – spesso oltre il limite della volgarità – delle sue dichiarazioni. E, per inciso, credo […]

  

Fratello Pelù, che c… dici?

Faccio una premessa. Piero Pelù mi sta simpatico. Qualche anno fa mi è capitato di intervistarlo per il Giornale. Era il periodo in cui diceva che Pd non è il nome di un partito ma l’acronimo di una bestemmia e sosteneva che il padre di Renzi fosse gran maestro di non si sa quale immaginifica loggia massonica. Durante l’intervista fu spiritosissimo e autoironico, mi congedó con uno “stai rock fratello”. Sublime. Vado oltre: mi piacciono pure le sue canzoni (alcune) e credo che sia un personaggio televisivo divertente e folcloristico. Stop. Fine della sviolinata. Anzi dell’assolo di chitarra elettrica. Ma […]

  

Gli uomini come polli e gli sciacalli dell’accoglienza

austria

Ammassati. Senza spazio. Senza ossigeno. Senza vita. Un groviglio di carne umana incastrata in un tir che doveva trasportare carne di pollo. E’ l’ultima barbarie dell’immigrazione. Una vergogna. Per noi, per l’Italia, per l’Europa, per ogni essere umano. Ma soprattutto per gli alfieri dell’accoglienza a tutti i costi. Per quelli che le porte sono sempre aperte. Le porte di casa degli altri, ovviamente. Solo che poi, come è noto, di porte non se ne aprono. Perché non ci sono i soldi, perché non ci sono le condizioni per questa benedetta accoglienza (nel senso letterale, viste le pressioni di Cei e […]

  

E ora ignoriamo le parole del Papa

Il Papa parla, parla e straparla. E dice di porgere l’altra guancia. E cosa altro dovrebbe fare? È il suo mestiere. Anche lui ha un principale. Anche lui ha delle regole di ingaggio. Certo, magari lui tira un po’ la corda e si diverte a fare il grillino. Ma è un monarca assoluto e come tale ha la libertà di dire un po’ quello che gli pare. All’interno del suo seminato e del suo protettissimo Stato. Nel quale, infatti, non c’è l’ombra di profughi e clandestini, chè sennó le michelangiolesche guardie svizzere li prenderebbero ad alabardate nel sedere. Il Papa […]

  

La migliore vignetta di Vauro: ha disegnato il razzismo della sinistra (non di Salvini)

E’ il gioco dell’estate. Ma potrebbe diventare anche quello dell’inverno. Nel Paese degli intoccabili, delle parole indicibili, delle zone traffico limitato del pensiero e dell’ossessione ipocrita del politicamente corretto c’è solo una persona che si può – anzi si deve! – insultare: Matteo Salvini. E’ brutto, sporco e cattivo. Per soprammercato razzista e fascista. Averlo mandato a quel paese, possibilmente in diretta tv ma più prosaicamente anche sui social, fa curriculum. E rende socialmente accettabili. Come con tutto il centrodestra, d’altronde. E’ una specie di patentino. E’chic. Ovviamente radical. E’ la dimostrazione pubblica che si sta seduti dalla parte del […]

  

Meglio provinciale che internazionale

Gli italiani hanno sempre un vicino col prato più verde. Tutto, a parte il cibo, è sempre meglio oltre i confini. Le autostrade all’estero? Sono dei tavoli da biliardo. E manco si pagano (spesso). I giornali stranieri? Neutrali. Incorruttibili. Praticamente senza editori. Finanziati dallo spirito santo. C’è solo da imparare. Capiamo che Roma fa schifo solo quando lo scrive il New York Times. Se lo scrive (tutti i giorni) un giornale italiano è uno scherzo. Sono dei cospirazionisti, forse dei fascisti. Sicuramente dei bugiardi, interessati. Le code? Ullallà, non parliamo delle code. All’estero sono tutti felici di stare in fila […]

  

Lunga vita alla “destra becera” e al “populismo”

Populismo. Quasi una parolaccia. Una bestemmia della democrazia, di questa imitazione di democrazia, almeno. Sicuramente un insulto versatile, buono per ogni occasione. È populista Grillo, perché vuole mandare a fanculo tutti: la casta, i ricchi, i potenti, i padroni e chiunque gli stia sulle balle. In una sorta di comunismo valido per tutti tranne che per Grillo, ovviamente. È populista Salvini, perché se la prende con gli immigrati e con gli zingari. È – ed è stato – populista Berlusconi perché non tollera le tasse, innanzitutto. Fate due calcoli e, se le cose fossero veramente così, più della metà dell’elettorato […]

  

La Boldrini è il vero sponsor di Salvini. Più di Salvini

Dai, Matteo, di’ la verità: la Boldrini è a libro paga del Carroccio. Qualcuno deve averti suggerito questa geniale mossa di comunicazione: assumere il – pardon la – presidente della Camera e farla giocare di sponda per carambolare i voti tra le tue braccia. Non c’è altra spiegazione. Perché ormai è evidente, plastico, lapalissiano che il maggior sponsor delle camicie verde – anche se oggi va più di moda la felpa tra i lumbard – è proprio lei. Guardando l’ultima puntata di Dimartedì ho avuto l’illuminazione. Salvini può riposarsi e smettere la maratona catodica che ormai lo spinge ad affacciarsi […]

  

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