La notizia è di quelle che non lasciano indifferenti. Fino a oggi ci siamo abituati a vedere bar e ristoranti ovunque, dalla vetta di grattacieli girevoli alle piattaforme petrolifere, ma l’idea di inaugurarne uno sulle guglie del Duomo di Milano in vista di Expo 2015 turba le coscienze. Sicuramente quella del sovrintendente Artioli, secondo cui le libagioni a pochi metri dalla dorata Madonnina sarebbero “inopportune e incompatibili con la funzione del luogo”. La Veneranda Fabbrica che ha lanciato la proposta  (il bar per fedeli e turisti le farebbe incassare 500mila euro l’anno…) è ricorsa al Tar ricordando che un punto di ristoro sulle terrazze della cattedrale c’era già negli anni ’60. Da che parte stare? Certo, tra sacro e profano, la proposta non pare più blasfema di quella che fu messa in atto dal Comune di Milano quando offrì Palazzo Marino, la casa dei milanesi, alla grande festa degli ambrogini Dolce e Gabbana. Ma c’è chi insorge: il Duomo è il Duomo e non si può trasformare in happy hour. E chi risponde: perchè i concerti sì e l’acqua minerale no? Qual è la vostra opinione?

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