GLAUCO

Nella Milano di Expo, che a torto o a ragione ha visto nell’ultimo anno una vera e propria corsa alla ristorazione, non è facile far sentire la propria voce. E non sempre la qualità può bastare in una metropoli dove ora più che mai vige la legge del fashion food e delle pierre. Ma se la qualità fa rima con classe ed eleganza, la scommessa si vince. E la scommessa l’ha vinta Glauco, nome mitologico che dà il titolo a un piccolo ristorante interamente devoto al mare, in via Maiocchi 29 (tel. 02 241973). Nel cuore del quartiere di Porta Venezia, territorio di movida  e di cucine, il gestore Antonio Tomaino propone da circa sei mesi un locale specializzato nel pescato di alta qualità. Gli esperti e i lettori sanno che, quando si parla di mare in cucina, la cartina tornasole è la semplicità e la purezza. Glauco mette a disposizione del pubblico una carta generosa che vince la sfida del crudo nelle versioni tartare e carpacci che nei plateau di crostacei, ostriche e frutti di mare. In cucina però, lo chef Luca Gragnano sa anche cglauco2ome accontantare i palati più esigenti, quelli che al mare prediligono affiancare i profumi mediterranei, le erbe aromatiche, le ricette del sud dellaPenisola e le loro creative rivisitazioni: ecco allora i paccheri di Gragnano ripieni di baccalà rosso mantecato o gli spaghettoni di Gragnano alla Glauco,o i tagliolini al ragù di gambero rosso di Mazara del Vallo e pesto classico. Il locale – la cucina chiude a mezzanotte – ha la dimensione ideale per una serata intima ed elegante, in un’atmosfera classica e contemporanea allo stesso tempo. Una tappa da non perdere per gli amanti del buon gusto, non solo al palato.

Tag: , ,