Quando vado da Milano a Roma in treno o in aereo finisco
sempre per incontrare qualcuno che conosco. Spesso si giudica la politica in
base a ciò che si legge sui giornali o si vede in tv; nel mio ultimo viaggio ho
incontrato Dario Allevi, Presidente della Provincia di Monza e Brianza, con il
quale ho chiacchierato a lungo. Sono emerse due tematiche, una ovviamente a
livello nazionale ed un’altra che riguarda più strettamente il dibattito in
corso sull’abolizione delle Province.

A livello nazionale Allevi auspica un atto di coesione nel
centro-destra, partendo dal presupposto che dovrebbero essere tutti concordi su
due punti fondamentali: la leadership di Silvio Berlusconi e la necessità da
parte di tutti i membri del partito di restare uniti. Le minoranze interne al
movimento, facendo parte di un’organizzazione di
così importanti dimensioni, in assenza di una convergenza programmatica, dovrebbero
adeguarsi alla linea della maggioranza interna al partito senza minacciare
scissioni deleterie per tutti. Allevi è convinto che Angelino Alfano debba fare
una marcia indietro ed allinearsi con Berlusconi e che soprattutto non si debba
far irretire da cattivi consiglieri. Per età e prospettive è teoricamente in
una posizione diversa rispetto agli altri. Ritengo molto interessante che politici
locali talvolta abbiano una visione molto più lucida e lungimirante di chi
invece si occupa della cosa pubblica a livello nazionale.

Abbiamo poi parlato delle Province, argomento su cui  inizialmente
ero molto scettico. La Provincia ha tipicamente un ruolo intermedio tra Comune
e Regione, che spazia dal trasporto pubblico ai centri per l’impiego, dalle scuole
ai rifiuti, dalla pianificazione territoriale alla Protezione Civile. Effettivamente
è stato facile convincere l’opinione pubblica di quanto sia inutile questa cerniera.
La realtà è che questo tipo di regia è indispensabile per superare gli
interessi particolari dei singoli comuni e coordinare armoniosamente il territorio.
Pensandoci bene la Provincia è un organo che esiste in tutta Europa e non si
capisce perché l’Italia debba fare una scelta in totale controtendenza. Italia
prima della classe oppure la prima a prendere una decisione scellerata?
In un momento dove il vento dell’antipolitica spira così forte,
la “casta” è stata obbligata a dare dei segnali. Quest’ultima ha ritenuto molto più
semplice seguire la strada dell’abolizione delle Province piuttosto che
intraprendere quella molto più tortuosa di dimezzare il numero dei Parlamentari.

Del resto anche la Corte dei Conti ha stroncato il disegno
di legge Delrio e non ci sarebbe alcun tipo di saving per il paese; semplicemente
assisteremmo ad uno spezzettamento di competenze tra Comuni e Regioni con un
risultato ovviamente paradossale: il personale attualmente impiegato nelle
Province finirebbe per essere inglobato dalle Regioni ed andrebbe persino a
guadagnare di più; i servizi da qualcuno dovranno pur sempre essere erogati.  Saving o l’ennesima bufala per i cittadini?
Come al solito a voi il giudizio!

Se vuoi rimanere aggiornato sui miei post mi trovi su Facebook e su Twitter. (Davide Erba)

Tag: , ,