Anche oggi è stata una giornata di duro lavoro per me in
azienda, tra una riunione e l’altra fino a tardi, ma questa è la vita dell’imprenditore
e si sa. Sarà forse proprio perché sono un imprenditore che ho una forma mentis
molto lontana da quella di certi personaggi che invadono le prime pagine dei giornali con
dichiarazioni varie; nemmeno l’ultimo dei più sprovveduti dirigenti d’azienda,                                                                                                                                             che sa leggere un bilancio a malapena, parlerebbe come fa Renzi. Ma andiamo per
ordine e procediamo con un’analisi assieme.

Renzi “Taglierò un miliardo alla politica”. Ho
probabilmente troppo rispetto per gli italiani, di qualsiasi schieramento essi
siano e per il mio paese, cui tengo particolarmente, per credere che una
piccola percentuale creda alla valenza di queste parole. Onde evitare che determinate
“sparate”, volutamente demagogiche, diano speranze ad alcuno, è bene ricordare che
già nel 2015, i soli interessi sul debito pubblico toccheranno quasi 100
miliardi di euro. Se anche questi tagli avvenissero concretamente sarebbero la cosiddetta
“gocciolina nel mare”. “Da qualche parte si dovrà pur cominciare” qualcuno
potrebbe obbiettare, certamente ma di certo l’Italia ha bisogno di ragionare su
ben altri numeri e strategie a medio termine che non possono essere solo “tagli”
ma devono essere “investimenti”. Solo investendo si crea valore, anche i sassi lo sanno.  Dei tagli di Monti ne abbiamo avuto
abbastanza. Sia ben chiaro che i veri costi della politica, come qualcuno vuol
far credere, non sono solo i lauti stipendi dei parlamentari, bensì sono legati
ad una macchina statale e parastatale immensa, ovvero di decine e decine di
miliardi di euro. Diciamo che  “non parliamo di noccioline”

Renzi poi menziona un grandissimo piano per il lavoro.
Sarebbe interessante capire di cosa si tratta. Vuol rivoluzionare i contratti
di lavoro? Vuol rendere il lavoro più flessibile? Vuole detassare le aziende però
mettendo la patrimoniale sul ceto medio? Chiarisca quali sono le sue posizioni. Un giorno sì ed un giorno no, sembra cambiare idea.
Noi uomini d’azienda siamo abituati a ragionare su piani strategici di medio e
lungo termine, non su “dichiarazioni a caso” per prendere qualche voto qui e
là. Infine il suo terzo punto che fa davvero sorridere. La politica di
austerity dell’Europa sarebbe causata dalla mancanza dell’Italia di “farsi
valere sull’Europa”. Vorrei ricordare a Renzi che l’Italia non è altro che uno
dei paesi membri e dal momento in cui è entrata in Europa deve sottostare alle
decisioni che vengono prese dall’Europa stessa. Se così la pensa davvero, esca
allo scoperto assumendo una posizione radicale nei confronti dell’Europa.  Piaccia o non piaccia “così è se vi pare”. E’
come al solito una questione di numeri…ma è altrettanto certo che ai poteri
forti europei uno come Renzi fa davvero comodo..eccome se fa comodo.

 

 

 

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