Allo stato attuale è ancora una bozza però, se devo dirla tutta, non promette bene, proprio per nulla. Come imprenditore sono preoccupato da così tanta demagogia e dilettantismo allo stato puro. Andiamo con ordine sui vari punti menzionati.

  • Aumento delle imposte per rendite di carattere finanziario. Questa è la classica proposta imbroglio che, se apparentemente vuole colpire le entità finanziarie del paese (che molto spesso risiedono all’estero), in realtà colpisce i pochi risparmi investiti in titoli del piccolo risparmiatore, pensionato o lavoratore dipendente.
  • Eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Il motivo ufficiale è quello di fermare lo strapotere delle burocrazie ministeriali. E’ una novità questa, molto pericolosa per due motivi. 1) non possono esserci regole diverse tra il pubblico e il privato. Solo gli scarti del settore privato opterebbero per il settore pubblico. Di tutto abbiamo bisogno fuorché di diminuire il livello dei profili professionali nel settore pubblico. 2) La coalizione al governo potrebbe imporre con estrema facilità profili amici, essendoci incarichi a termine. Non che adesso non sia così, ma è bene non aggravare il problema
  • Tutele crescenti. Molto bene in un mondo ideale, molto male in un mondo pratico dove il lavoro è sempre meno. Mi chiedo se ci si renda conto che le aziende stanno scappando all’estero, stanno chiudendo, soprattutto a causa di tutele e di tasse inaccettabili per chi fa impresa. Proporre maggiori tutele fa sicuramente prendere voti, promettere posti di lavoro ancora di più.
  • Unico contratto a tempi indeterminato. E’ sicuramente vero che ci sono ad oggi oltre 40 tipi di contratti e pertanto serve una semplificazione, ma mi chiedo quali tipo di effetti abbia nell’occupazione una scelta così radicale. Non bisogna dimenticare che c’è una fetta importante della popolazione che ad oggi riesce a campare grazie ad alcuni contratti a termine, sia tra i giovani che tra quelli di età avanzata. Ovviamente questo va regolamentato senza che vi sia un utilizzo improprio di tali contratti da parte delle aziende.

Ad oggi la Job Act è un perfetto spot per prendere voti, speriamo che resti solo una bozza. Poi se il paese andrà ancora più a rotoli di come sta andando adesso, non sarà di certo un problema per la casta, sempre e perennemente al riparo. Del resto sono sempre i comuni mortali a rimetterci… ma a questo siamo tutti abituati.

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Il job act è come la corazzata Potemkin, 8.3 out of 10 based on 13 ratings
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