Non nascondo che ci sono certi momenti in cui provo un grande sconforto e rabbia guardando chi sta disintegrando il nostro paese. Poi grazie al lavoro che assorbe il tuo tempo da mattina presto fino a sera tardi, tra l’entusiasmo e la gioia di vedere crescere l’azienda e le nuove iniziative e start up finisci per distrarti un po’ da quello che sta succedendo attorno a te. O meglio lo vedi, ma con un pizzico di ipocrisia fingi con te stesso di non comprenderlo fino in fondo per sostituire la tranquillità all’angoscia per le sorti future del paese. Peccato però che questo paese è anche il tuo, il mio, di tutti noi: non è di questi politici né di questi faccendieri, ahimè presenti in tutte le fazioni.

Le strade della superbia sono infinite. Superbo è chi ha la pretesa di comandare un paese senza averne le competenze oppure chi vuole riformare il mondo del lavoro, senza mai aver lavorato un singolo giorno. Lo è chi pretende di conoscere il mondo delle imprese senza mai aver fondato un’impresa o seguito da vicino realtà aziendali. E’ superbo chi vuole guidare una nazione, senza aver mai guidato una realtà organizzata. Lo è chi vuole sembrare un grande innovatore, quando ogni sua azione è mossa solo dall’ambizione e dall’arrivismo, come chi scambia lo stato come un’entità da cui attingere soldi e risorse sicure invece di consideralo come un’entità cui dare qualcosa.

Se una persona dice una cosa qualche ora prima e poi fa esattamente l’opposto pensi che sia incoerente o un bugiardo e ti chiedi come sia accettabile che la decisione presa di staccare la spina ad un esecutivo avvenga così, come se fosse un gioco, senza spiegazioni. Ti chiedi che cosa implichi tutto questo. In poche ore si decide di buttare via tutto ciò che è stato fatto in un anno. Non noccioline, ma si parla di miliardi di euro e risorse spese in stipendi, in consulenze, in studi, in viaggi, tanto è lo Stato che paga… no?

Ci pensi, ci dormi sopra, ci ripensi ancora e non riesci a fartene una ragione. Vorresti fare qualcosa per il tuo paese, poi ti tiri indietro e decidi di non farlo, per tutelare te stesso, la tua famiglia, la tua vita privata, tutto quello che ti sei costruito con il sudore. Posi il giornale schifato e ti rimetti all’opera non per gloria ma per creare risorse per te stesso e per chi lavora con te.. ma l’impulso di fare qualcosa rimane eccome se rimane.

 

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Che voglia di scendere in campo!, 8.3 out of 10 based on 75 ratings
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