Mi sono visto il video messaggio di Silvio Berlusconi uscito un paio di giorni fa dove ha annunciato le conclusioni cui è arrivato il suo partito e i suoi collaboratori ovvero in merito alla proposta di una tassazione del 20% per tutte le imprese e la creazione di una no tax zone sotto i 13000euro di reddito annuale. Pur capendo che di questi tempi i proclami renziani vanno di moda e l’essenziale è “spararle più grosse possibile” ritengo che sia assolutamente insensato azzardare politiche economiche prive di fondamento.

Stupisce che Silvio Berlusconi citi come esempio da seguire quello di Hong Kong, Repubblica Ceca, Georgia, Ucraina, Serbia ed altri paesi i quali hanno optato per la flat tax. Nel caso di Hong Kong la flat tax può funzionare, peccato che si stia parlando di un paese di pochi milioni di abitanti e che è considerato “paradiso fiscale”. La tassazione è bassa proprio perché vi è un extra-gettito dovuto ai capitali e ai redditi di non residenti, ovvero si tratta di un’economia falsata e in nessun modo paragonabile a quella italiana. Per quanto riguarda gli altri paesi menzionati, il motivo di misure così radicali è legato all’esigenza di industrializzare il paese ed attrarre investimenti esteri. Questo approccio può funzionare per il basso costo della manodopera incentivato da una tassazione bassa e semplificata. Inoltre sono stati menzionati paesi dove il costo della macchina statale è relativamente bassa (ad eccezione di Hong Kong), a discapito della qualità dei servizi dati ai cittadini. (sanità, trasporti, infrastrutture etc). Anche se la tassazione fosse zero in Italia le imprese estere non si fiderebbero del nostro sistema decadente ed inefficiente.

Ammettendo che si opti per la scelta della Flat Tax si assisterebbe ad un’impennata immediata del debito pubblico e alla creazione di un pericoloso buco nelle casse dello stato, con drammatiche ed immediate ripercussioni sul paese e sulla stabilità economica dello stesso.  Mi chiedo come sia possibile anche ipotizzare di poter adottare misure così radicali e soprattutto quali siano gli stretti collaboratori di Berlusconi ad azzardare o supportare un’ipotesi così irreale e demagogica.

Ritengo invece che l’Italia abbia bisogno di una politica di piccoli passi, non fatta di proclami ma di azioni concrete ovvero:

  • Efficientamento della macchina statale, enti pubblici ed eliminazione degli sprechi enormi che passano inosservati. (decine di miliardi sperperati senza che nessuno batta ciglia)
  • Seria normalizzazione dei contratti di lavoro
  • Monitoraggio sulle attività delle banche e sui clientelarismi in essere
  • Investimenti cospicui per poter velocizzare i tempi della giustizia
  • Lotta alla corruzione
  • Investimenti sulle infrastrutture
  • Politica internazionale seria e coerente

Fatte tutte queste cose, diventerebbe possibile un graduale abbassamento dell’imposizione fiscale.

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