Non è un mistero che non abbia mai avuto fiducia in Matteo Renzi, come non ho simpatia verso tutte le persone che vengono calate dall’alto per giunta insediate senza essere state votate. Noi Italiani del resto ci siamo da tempo abituati a non scegliere più il nostro Presidente del Consiglio: il salvatore della Patria Monti, il Letta sereno, il “bomba” Renzi fotografano alla perfezione l’Italia, entità sempre di più allo sbaraglio. Il Job Act è una presa in giro per i lavoratori, per gli imprenditori, per la destra, per la sinistra per i sindacati. In perfetto stile renziano l’obiettivo è sempre lo stesso: varare riforme che non accontentano alcuno e prive di visione a lungo periodo.

  • Detassazione per i primi tre anni. Un’azienda lungimirante non può pensare di assumere delle persone con una visione temporale a tre anni. Dal quarto anno la tassazione diventa ordinaria e mi chiedo che cosa sia cambiato rispetto al passato.
  • Abolizione dei contratti a progetto. Una forma di lavoro flessibile che ha permesso negli anni di assicurare un lavoro ed un reddito seppur modesto a chi difficilmente si sarebbe inserito nel mondo del lavoro. Molti di questi hanno raggiunto un’assunzione a tempo indeterminato dopo aver dimostrato le proprie capacità ed aver maturato esperienza.
  • Ciò che è trapelato è molto confusionario. Tutele crescenti ed assenza di reintegro a parte i licenziamenti disciplinari e discriminatori. Come al solito tutto entra in una sfera giuridica interpretativa, pane per avvocati, giudici. Traduco per le aziende: parcelle agli avvocati, transazioni stragiudiziali e chi più ne ha più ne metta.
  • Statali esenti da queste riforme. Nel 2015 mi chiedo ancora perché gli statali debbano avere dei trattamenti privilegiati.
  • Le partite iva come al solito vengono escluse da ogni forma di tutela.

Ancora una volta Matteo Renzi sta rottamando per davvero il futuro degli Italiani.

Tag: ,