Lasciate in pace gli elettori

“Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Forse è il caso di rispolverare l’articolo 48 della Costituzione. Rispolverarlo e farlo rileggere a tutti quei politici che prima chiamano gli italiani al voto, li adulano e li blandiscono, salvo poi criticarli quando non votano per loro. Lacrime di coccodrillo, scaricabarile o alibi da perdenti: fate voi. Ma, a mio avviso, si dovrebbe parlare semplicemente di mancaza di rispetto. Grillo se la prende coi pensionati, i parlamentari pentastellati parlano di “Stato di coglioni” (vedi Emanuele Cozzolino), di “un’Italia prostrata culturalmente” (vedi Carla Ruocco), Dario […]

  

Il ministero sbaglia. Ma il contribuente paga

Qualche giorno fa avevo portato alla luce il caso di un imprenditore che era stato multato dal Ministero del Tesoro in quanto l’assegno da lui ricevuto non recava la dicitura NON TRASFERIBILE. La sanzione era di 43 euro più cinque euro per il versamento. Soltanto che il “bollettino” precompilato inviato all’imprenditore era di un importo di 55 euro. E gli altri 7 euro? Da dove spuntano fuori?, si era chiesto il protagonista di questa vicenda. Bene. L’arcano è stato svelato. Dopo aver contatto il funzionario che ha seguito la pratica, ho ricevuto una risposta che ha svelato il mistero. Eccola qui: […]

  

Occhio agli assegni (e alle multe del Tesoro)

Fate attenzione a quando ricevete un assegno. E badate bene che rechi la dicitura “Non trasferibile“. Sì, è vero: ormai tutte le banche emettono solo assegni non trasferibili, ma vi potrebbe accadere quello che è successo a Paolo Federici, imprenditore nel settore della logistica. Lui lo ha raccontato nel suo blog, ma trovo utile riportarlo anche qui per evidenziare come ogni cavillo sia buono pur di racimolare soldi dai contribuenti. Succede che il protagonista di questa storia riceve un assegno intestato alla sua società, lo gira alla sua banca e incassa il denaro. Fin qui nulla di strano. Ma, come […]

  

Genny’a carogna non è il male assoluto

Genny’ a Carogna non è il male assoluto. E forse neanche quello relativo. Seguitare a prendersela con lui non fa altro che alimentare il vizio tutto italiota di scagliarsi contro l’albero senza guardare (figuriamoci estirpare) la radice. Perché il marcio vero non è la sbruffonaggine con la quale il capo ultras stava a cavalcioni sulle barriere di protezione della curva, ma la tranquillità con cui ci stava. Il marcio vero non è che fosse il figlio di un camorrista né tantomeno che fosse già stato soggetto a Daspo (divieto di assistere a manifestazioni sportive), ma l’impunità e la compiacenza con […]

  

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