Quello struzzo di Di Maio

di ma

Non voglio dilungarmi ancora sull’analisi dei risultati delle elezioni regionali in Umbria. Ormai tutto è stato detto. Vorrei solo fare un sommesso appunto a Luigi Di Maio che oggi afferma che il M5s non si alleerà più con nessun partito e che deve tornare a gareggiare da solo perché “rappresenta un’alternativa quando va oltre la destra e la sinistra”. Ecco, vorrei solo rammentare a Di Maio i seguenti numeri. Alle Politiche del 2018 il M5s in Umbria prese 140.731 voti. E correva da solo. Alle Regionali del 2015 il M5s in Umbria prese 51.203 voti. E correva da solo. Alle Europee […]

  

Sulle tasse ci prendono in giro

PIL 2008 IN CALO - SOLDI E BANCONOTE

Ma come? Non ci avevano detto che una delle priorità era il taglio delle tasse? E invece scopriamo che più tagliarle ne stanno trovando delle nuove. Alcune nascoste, altre ben visibili. In totale fanno circa 12 miliardi di imposte. Circa 9 miliardi se si tolgono i tre miliardi di euro destinati al taglio del cuneo fiscale (misura che riguarderà solo i redditi fino a 35mila euro e che dovrebbe tradursi in circa 40 euro di media al mese in più per i contribuenti interessati). Briciole. Soprattutto se si paragono alle entrate previste. Anche sull’evasione fiscale prima ci avevano detto che […]

  

“Molti più di cento, di sicuro meno di duecento”

bruscaFalcone e Borsellino

“Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la prima volta: avevo già adoperato l’auto bomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso. Molti più di cento, di sicuro meno di duecento”. Queste sono parole di Giovanni Brusca, ex uomo di Cosa Nostra e diventato poi collaboratore di […]

  

Salvini bullizzato per la pancia

salvini e gruber

Non c’è più il sessismo di una volta. E anche Lilli Gruber non è più la stessa. Lei, regina di eleganza, osannata per il suo stile, per la raffinatezza con la quale intervista i suoi interlocutori, alla fine è caduta sulla pancia. Per di più quella di Matteo Salvini. Sarà stata la stanchezza o forse l’impotenza dinnanzi alle ribattute del leghista, fatto sta che ai titoli di coda la conduttrice di Otto e mezzo ha deciso di puntare sul fisico dello “sporco, brutto e cattivo, fascista”. “È contento di non girare più per le spiagge italiane da ministro dell’Interno in […]

  

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