Riina in tv è giornalismo

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Quando è stata l’ultima volta che si è parlato di mafia in tv? Chiedetevelo. Io non me lo ricordo. Potrei azzardare quando il figlio di Vito Ciancimino faceva le sue comparsate nel salotto di Santoro. Ma parliamo già di anni fa. Non voglio comunque fare come Gasparri che, a torto o ragione, per difendere l’intervista di Vespa al figlio di Riina cita quelle dell’ex conduttore di Servizio Pubblico. Non sono i conduttori il punto, bensì gli intervistati. La mafia è una realtà atroce ma è fatta da una pluralità di racconto e quella dei figli dei mafiosi è una delle […]

  

Cara Bignardi, non prendiamoci in giro

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“Questa faccenda del mio renzismo è veramente una sciocchezza. Quando Renzi venne a Le invasioni barbariche non lo trattai benissimo tanto che il giorno successivo i social mi massacrarono. Andate a verificare voi stessi”. Ecco, ho seguito il consiglio di Dario Bignardi e ho deciso di verificare e di andarmi a rivedere i 44 minuti della sua intervista al presidente del Consiglio realizzata il 14 gennaio 2015 (se volete vederla anche voi ecco qui il link). Premetto che è stata una sofferenza. Diciamo che entrambi i soggetti non brillano in quanto a capacità di tenerti incollato al video. Però l’orecchio […]

  

Renzi e le censure a sua insaputa

Rohani a Roma:coperte alcune statue di nudi musei capitolini

Vorrei coprire con un velo questo articolo per non urtare la sensibilità di Matteo Renzi. Ma non sono né il premier né il presidente dell’Iran. Mentre la figuraccia delle statue capitoline censurate per la visita di Rohani fa il giro del mondo, l’esecutivo cerca un capro espiatorio su cui scaricare la colpa e Renzi si dice inorridito del fattaccio, va rilevato un piccolo particolare: come mai non si disse inorridito pure quando pochi mesi fa nella sua Firenze successe la stessa cosa? Era il 6 ottobre 2015 e il presidente del Consiglio ricevette lo sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, […]

  

Renzi e gli interessi in conflitto

Matteo Renzi closing campaigning European elections

”Il conflitto di interessi è il più classico degli autogol. Ogni volta che lo diciamo si alza uno del centrodestra e dice: perché non l’avete fatto? Alla domanda vuoi fare o no il conflitto di interesse, se fossi a Roma direi sì, ma non è su questo argomento che vai a prendere il consenso”. Così parlava l’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi nel 2010 durante il programma In Onda su La7. E adesso che è premier tutto torna. Il conflitto di interesse? Non fa prendere consenso. Se poi di interessi in conflitto al governo ne hai a iosa, peggio ancora. […]

  

Pure i vescovi erano piazzisti?

Settanta migranti dispersi dopo il naufragio in Sicilia

Alfredo Garzia, presidente della fondazione della Conferenza episcopale italiana Migrantes: “Il problema degli immigrati va risolto politicamente, a livello europeo, portando sviluppo nei Paesi poveri, perché finché ci saranno forti diseguaglianze sociali ed economiche l’emigrazione continuerà”. Mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como: “Bisogna accoglierli tutti nei limiti del possibile e dell’opportuno. Per esempio, nel caso di persone che sono chiaramente su posizioni criminose, vanno fatte tornare al loro Paese. Non esiste un diritto all’invasione di un Paese come l’Italia o di un altro Paese d’Europa. Bisognerà che le forze del potere politico abbiano a farsi valere seriamente in modo da […]

  

Chi sono i veri sciacalli?

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Populismo, demagogia, sciacallaggio. In una parola sola: destra. Il presidente del Pd Matteo Orfini da perfetto chirurgo terminologico ha cucito alla perfezione il pensiero unico della sinistra acculturata e intellettualmente superiore. Dopo le proposte del grillino Vittorio Bertola, riportate sul blog di Beppe Grillo, Orfini non ha perso tempo a etichettare il leader pentastellato col termine sciacallo invitandolo a iscriversi al club più numeroso e più rinomato degli sciacalli: cioè la Lega di Salvini. Sorveglianza dei profughi nei sistemi d’accoglienza, stretta sui permessi di soggiorno e intensificazione dei rimpatri: eccole le proposte tanto vituperate dal democratico. Non è questa la […]

  

Alfano e la presunzione di innocenza a targhe alterne

C’è un articolo della Costituzione che vale soltanto per i politici. Si tratta del numero 27 e recita così: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. Trattasi della presunzione di non colpevolezza, sancita anche dall’articolo 6, n. 2 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dall’articolo 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. È un tema che coloro che si definiscono garantisti dovrebbero conoscere come l’Ave Maria. Invece, il ministro dell’Interno Angelino Alfano lo ha totalmente dimenticato.  Erano passate da poco le 18 quando ieri dichiarava: “Secondo quanto rilevato dal […]

  

Lasciate in pace gli elettori

“Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Forse è il caso di rispolverare l’articolo 48 della Costituzione. Rispolverarlo e farlo rileggere a tutti quei politici che prima chiamano gli italiani al voto, li adulano e li blandiscono, salvo poi criticarli quando non votano per loro. Lacrime di coccodrillo, scaricabarile o alibi da perdenti: fate voi. Ma, a mio avviso, si dovrebbe parlare semplicemente di mancaza di rispetto. Grillo se la prende coi pensionati, i parlamentari pentastellati parlano di “Stato di coglioni” (vedi Emanuele Cozzolino), di “un’Italia prostrata culturalmente” (vedi Carla Ruocco), Dario […]

  

Caro Elkann, chiedimi scusa

Ospito in questo blog una lettera che mi ha molto colpito e che credo rappresenti fedelmente l’indignazione che moltissimi ragazzi hanno provato sentendo (ancora una volta) dichiarazioni come quella di John Elkann: “I giovani perdono occasioni di lavoro perché stanno bene a casa”. Tuttavia, prima di riportare il testo della missiva, condivido con Claudia Rizzo – autrice della lettera – l’indignazione nei confronti dei “pontificatori” di professione: quelli che da un salotto di lusso o da uno scranno iperpagato sparano sentenze o elargiscono elucubrazioni socio-antropologiche senza che nessuno glielo chieda e soprattutto da una posizione privilegiata. Prima ci fu Tommaso […]

  

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