Moscovici, deficit di coerenza

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Il concetto di deficit per Pierre Moscovici è molto “relatif”, per dirlo alla francese. Relativo. Dipende dal momento, dal ruolo che si ricopre e soprattutto dal paese nel mirino. E sul tema il commissario intransigente di capriole ne fatte parecchie. Quando era ministro dell’Economia con il governo Ayrault parlava quasi come un Di Maio moderato. “Le riforme strutturali sono un dovere. E con queste la Francia diventerà più forte, tuttavia una forte riduzione del deficit non ci porta avanti”, dichiarava il 7 maggio 2013 aggiungendo poi che l’abbattimento del deficit deve tener conto della situazione del Paese e il ritmo del consolidamento del bilancio deve rendere possibile la crescita. […]

  

Renzi, un gratta e perdi per l’Italia

Matteo Renzi closing campaigning European elections

A Renzi piace solo la bella stagione. Potrebbe fare il testimonial dei gratta e vinci. Perché a lui piace vincere facile. Ponzi-ponzi-po-po-po. Non parliamo soltanto della miriade di tweet dal tono rigorosamente positivo, ché se uno seguisse soltanto questi, penserebbe quasi di stare nel paese del Bengodi. Parliamo anche, e soprattutto, di presenza fisica. Quella che manca quando c’è da incassare una critica, da affrontare un problema, da rispondere a un appello disperato. Ormai è una scena che si ripete. L’ultimo caso è quello di Marino. A Roma impera il caos, il Pd è in tilt, i romani non sanno […]

  

Snobbare la pressione fiscale

“Si parla molto della pressione fiscale dell’Italia. Sicuramente è elevata, ma non così distante dalla media di altri paesi”. Chi lo ha detto? Maria Cannata, direttore generale della direzione del debito pubblico al Ministero del Tesoro. Non la prima arrivata, bensì un dirigente di tutto rispetto e di grande competenza. Tuttavia, la sua frase sembra appartenere un po’ alla logica del “mal comune, mezzo gaudio” o, peggio ancora, della minimizzazione. Vada a dirla agli imprenditori, questa frase. Quella della Cannata rappresenta una voce stonata di un coro unanime (anche se improduttivo) che da tempo disquisisce sull’importanza di ridurre al più […]

  

Tutta colpa di Prandelli

Non prendiamoci in giro. L’arbitro, gli infortuni e il clima non c’entrano niente. Al massimo sono soltanto concause. Smettiamola di piangerci addosso e di raccattare alibi. E soprattutto piantiamola con il politically correct. La verità è che l’unico vero colpevole della disfatta azzurra è Cesare Prandelli. Punto. Lui che è proprio l’emblema del politically correct. Il ct ha fallito su tutta la linea. Ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza: elegante, leggera, “pulita”, ma soprattutto arida, priva di grinta e di cuore, oltre che di idee. Ha difeso, puntato tutto e insistito con Balotelli, ha illuso un Giuseppe […]

  

Il carrozzone pubblico dell’Enit

Ma dov’è finita la discussione sui carrozzoni pubblici e sui loro esorbitanti costi? Sembra sparita. Nel dubbio, la riporto in auge riprendendo la lettera che mi ha scritto Paolo Alberto, un italiano che vive e risiede a Londra. Parliamo dell’Enit (Ente nazionale italiano del turismo) che dovrebbe promuovere il brand italiano all’estero. Bene. Ecco il quesito che si pone Paolo: “L’ufficio londinese pratica i seguenti orari al pubblico: Lunedì – Venerdì 9-17. Ora mi chiedo, come si fa a promuovere l’offerta turistica nazionale? A chi la propongono? In questi orari mediamente la gente lavora, e se si vuole promuovere l’Italia […]

  

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