E’ tornato il variabile sul barometro dei rapporti tra Silvio Berlusconi e Giancarlo Galan. Sembrava “bello stabile” dopo la cena del 29 settembre, compleanno del premier, che annunciò la ricandidatura del Doge padovano alla guida del Veneto; ora tutto è tornato in discussione. Non si tratta soltanto della poltrona di governatore, perché altri segnali negativi sono partiti da Roma verso Venezia. Come l’emendamento del Senato che sopprime la società che gestisce il Passante di Mestre dirottando i pedaggi dalla regione all’Anas: il primo esperimento di “federalismo stradale” sembra destinato a restare l’ultimo. Già partita una lettera aperta di numerosi sindaci veneti a Berlusconi. Nervosismo anche nei rapporti con la Lega Nord (il consigliere pidiellino Dario Bond, promotore della sottoscrizione pro Galan quater-governatore, ha diffuso ieri una nota feroce contro il film su Barbarossa), mentre il Carroccio mantiene invidiabili nervi saldi. E poi c’è l’altro schiaffo, quello delle Olimpiadi. Venezia è stata la prima a presentare la candidatura per i Giochi del 2020: a lato la foto bipartisan scattata oggi dopo il vertice che ha ufficializzato la decisione con Cacciari (Pd), Gobbo (Lega), Galan (Pdl), Zanonato (Pd) e il presidende degli industriali veneti Tomat. Ma l’affascinante idea è stata fatta propria anche da Roma, poi da Palermo e perfino Bari. Sempre più ostacoli sul cammino di “Galan grande”.

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