A Roncade, vicino a Treviso, è in costruzione un grande “outlet” di abbigliamento, quelle città dello shopping che hanno segnato una svolta nel modo di spendere soldi da una quindicina di anni in qua. Doveva aprire a Natale, in tempo per i regali di fine anno, invece è tutto rinviato a primavera. “I negozi non hanno soldi per aprire”, fa sapere la società proprietaria dell’immobile. E così la crisi strangola uno dei simboli degli ultimi Anni 90: le cittadelle del risparmio. Ne sono sorte decine in località facilmente raggiungibili in autostrada da città e metropoli, per portare le grandi firme a portata di tutti i portafogli. Il sabato e la domenica sono diventate giornate dedicate ai forzati dell’acquisto in queste piazze virtuali, dove si arriva al mattino, si macinano chilometri da una vetrina all’altra in cerca dell’ultima occasione o della griffe fino ad allora inavvicinabile, si riparte alla sera stanchi, contenti e con il conto in banca alleggerito, dopo aver santificato il weekend. La crisi colpisce anche le città della moda mentre rialzano la testa i negozietti di quartiere che si preparavano tristemente a chiudere. Un altro segnale che le nostre abitudini sono destinate a cambiare in profondità.

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks