Casarini, il no-global diventato padroncino
Per un disguido misterioso, sul sito del Giornale non appare il mio articolo di stamattina sulla metamorfosi di Luca Casarini (nella foto), l’ex leader dei disobbedienti e dei centri sociali del Nordest trasformatosi in piccolo imprenditore. Adesso che lavora e non scorrazza più nei cortei anti-tutto, Casarini sembra un misto tra Bossi, Berlusconi, la Marcegaglia, i padroncini della Brianza o le partite Iva di Treviso, cioè i suoi obiettivi preferiti di un tempo. Per una volta, il copia-incolla lo faccio io.
Travolto da un insolito destino, Luca Casarini ha smesso la tuta bianca con cui dava l’assalto al mondo globalizzato e ha cambiato guardaroba. Non okkupa più, adesso l’ex leader dei disobbedienti veneti è occupato. Lavora. Niente tuta blu, quella è prerogativa di chi sta alla catena di montaggio. Lui no, fa l’imprenditore, un po’ colletto bianco e un po’ manager di se stesso. «Ho aperto un’impresa individuale di consulenze sul marketing e design pubblicitario e la scorsa settimana l’ho registrata», rivela. Il signore sì che di marketing se ne intende: aveva poche centinaia di seguaci, i frequentatori dei centri sociali, ma per anni ha seminato il panico nelle città del Nord. A ogni piazzata richiamava un numero di agenti anti-sommossa inversamente proporzionale alla cerchia di fedeli.
Il marketing è stato l’asso nella manica dei no global. Internet pullula ancora di siti antagonisti del tipo «Boicotta la Coca Cola» oppure «Guerriglia marketing», sottotitolo «fottere il mercato per entrarci». Casarini non poteva che dedicarsi all’arte in cui eccelle: ottenere il massimo della visibilità con il minimo degli investimenti. Oggi il marchio antagonista non tira più. I vecchi leader del movimento come Vittorio Agnoletto e Francesco Caruso sono arnesi da museo. Lo stesso Casarini è un reduce che colleziona guai giudiziari: l’ultimo (9 novembre) è un rinvio a giudizio con 40 compagni che nel 2007 bloccarono la stazione di Mestre con un corteo anti americano.
Ed ecco il salto. Casarini, veneziano, figlio di operai, 42 anni e una famiglia da mantenere (la compagna e un figlio di tre anni), aveva tentato di inventarsi come romanziere. La sua opera prima, «La parte della fortuna», un «social-noir» (definizione sua) non memorabile, è stato pubblicato l’anno scorso nientemeno che dalla berlusconiana Mondadori nella collana «Strade blu» che raccoglie anche i libri di Roberto Saviano e Mario Calabresi. La vera svolta è delle scorse settimane, a fianco della «classe più debole di quest’epoca»: le partite Iva del Nordest. I piccoli capitalisti non più brutti sporchi e cattivi.
«I disobbedienti sono al capolinea – ammette Casarini al “Corriere del Veneto” – ora sto con la piccola impresa contro le tasse e lo stato. Prometto di dare battaglia insieme a loro». Centri sociali addio, l’ex tuta bianca apre una società tutta sua, si iscrive a Confartigianato e scopre un mondo nuovo. Il fisco «iniquo e vessatore». Gli studi di settore «mannaia dei politici della sinistra». I costi «impressionanti di un’impresa che si affaccia sul mercato». Gli imprenditori « schiavi del fisco costretti a pagare senza avere un ritorno».
Sono gli slogan dell’Italia che produce, che piega la schiena per arrivare a fine mese, simboli arrabbiati della creatività imprenditoriale che non riceve gli ecoincentivi delle grandi aziende in crisi ma soltanto le visite della Guardia di finanza. È la nuova frontiera di Casarini. Che ormai parla come un leghista della prima ora: «Dove finiscono i miei soldi delle tasse? Se avessi l’asilo nido gratis per mio figlio pagherei volentieri. Ma siccome finiscono per il 90 per cento in spese di guerra, in superstipendi di manager pubblici, in emolumenti di politici, non ci sto. I soldi non devono più finire a Roma e poi sparire nel nulla».
Una volta combatteva la globalizzazione. Ora, convinto che «la storia ci ha dato ragione», ha chiuso la fase delle marce, dei social forum, dei passamontagna e dei manganelli; i viaggi alternativi a Seattle e Porto Alegre sono cartoline ingiallite, la folle violenza di Genova purtroppo no. Ma per il nuovo Casarini c’è sempre un nemico da combattere: non più le superpotenze mondiali, ma la sinistra nostrana. «Perché devo pagare l’Irap, una tassa sul lavoro? È ipocrita la sinistra che guarda alle partite Iva come evasori. Politici che non hanno mai lavorato in vita loro. Si aprano una partita Iva, poi ne riparliamo. Ci provi anche Bersani. E anche Visco, l’ho vista la sua villetta a Pantelleria…».
Sembra di sentire Silvio Berlusconi che se la prende con i «professionisti della politica», non un «neomarxista critico» come si definisce Casarini, con una spruzzata di «federalismo vero», anzi di «autonomia» («mai avuto passione per questo stato che impone e non garantisce») e una strizzata d’occhio agli evasori: «Li capisco bene, anche se preferisco parlare di obiezione fiscale». Perché nella parabola del no global diventato piccolo imprenditore c’è una costante: un tempo era l’esproprio proletario, adesso è l’obiezione fiscale, ma ora e sempre guai a chi gli tocca il portafogli.

pagliaccio! chiudere subito tutti i cessi sociali, cancro del Paese.
Dedicato a tutti gli imbecilli che lo seguivano……………………………….
Leggendo alcuni post capisco che molti non hanno ben chiara la figura di Casarini : Casarini è sempre stato a suo modo un imprenditore usando le battaglie ideologliche dell’ultra sinistra e i suoi servi attivisti del centri sociali per rimpinguare il suo porfafoglio che stava bene a destra: a Padova non era un caso se lo vedevi passare a bordo della sua Porsche , noto simbolo comunista, o qualche volta con una più discreta BMW cabrio. Per tutti quelli che lo seguivano provo solo un sentimento : la pietà.
OT per Stefano Filippi
Sottotitolo: Da Casarini prima no global e poi imprenditore ai magistrati prima pm e poi masanielli
Ho appena letto il suo articolo odierno sulla trasmissione di ieri di Sant’Oro.
Divertentissimo! A cominciare dal “capello santoriano (…) virato dal biondo sbarazzino al brizzolato serioso, autorevole, censore, tribunalizio”.
Aggiungerei solo una riflessione: ma quando lavora il pm Ingroia?
Ultimamente l’abbiamo visto molto impegnato in tutt’altre faccende, tra cui prediche da “ipse dixit” durante le manifestazioni dell’Idv per imbonirci sulla “pericolosa” politica del Governo sulla giustizia, per cui il bravo giudice ha come principale obiettivo quello di “ribaltare il corso degli eventi”.
A riprova del fatto che non esistono magistrati rossi!
Vabbe’ che Ingroia risparmia tempo con i papelli di Ciancimino junior, ma non sarebbe opportuno che dedicasse tutte le sue energie ad accorciare la durata dei processi?
E poi non si è detto che i magistrati non solo devono essere, ma anche apparire imparziali?
Caro Ermes Uguccioni, questa proprio mi mancava!
Anche il “proletario” Capanna è o è stato un protagonista di quell’affittopoli in cui hanno sguazzato tanti dei nostri politici.
Però, però, però… Se si deve soprassedere sulle male azioni dei politici destri (briganti per definizione), quelli sinistri, sempre a favore della “povera gente” – a parole e bla-bla-bla – dovrebbero sparire per la vergogna. Invece…
Premetto che non ho mai condiviso le posizioni e le iniziative di Casarini e dei cosiddetti ”disobbedienti”. Nè condivido le sue osservazioni di oggi sullo Stato e sulle Tasse. Penso però che ci sia anche l’aspetto “umano” e quello “sociale” da tenere sempre presenti e che entrano in gioco per tutti ed anche per il “povero” Casarini.
Povero Casarini!!! Hai sbagliato tutto!! Hai un sacco di difetti!! Ed ora vuoi riciclarti? Vuoi addirittura lavorare come imprenditore? Ma sei matto? Non hai ancora capito che ci sarà sempre qualcuno a dirti che, qualunque cosa tu farai, sei stato e sarai comunque un fallito, uno che ha sempre sbagliato e continuerà ancora a sbagliare?
Dai retta, lascia perdere tutto e sparisci! Oppure pentiti amaramente, rinnega tutte le tue idee presenti, passate ed anche quelle future, fai un serio “mea culpa”, “sputtana” e “sconfessa” tutto il tuo passato ed anche le tue idee di oggi, ammetti di avere sempre sbagliato e cambia indirizzo politico, naturalmente col capo ben cosparso di cenere e può darsi che, se sei molto bravo a riconvertirti, tu possa trovare una particina da recitare nella nostra società ed un cantuccio dove poter vivere tranquillo ed avere anche successo, naturalmente se sarai in perfetto accordo con le linee guida che ti verranno date da chi oggi ti critica. Cosa ne pensi? Mi sembra una buona idea. Fatti coraggio e provaci!
Mi ricorda quella antica storiella, certamente già nota, che mi raccontava la nonna sul Vecchio con la Nipotina e l’Asinello. I Paesani che lo vedevano dicevano: ma guarda che fesso, hanno un Asino e vanno tutti e due a piedi! Il Vecchio mise la Nipotina sull’Asino ed i Paesani dissero: ma dimmi tu la ragazzina và comoda sull’asinello ed il povero Vecchio a piedi, che vergogna!! Il Vecchio mise a terra la ragazzina e salì lui sull’Asino. I Paesani dissero: che egoista il Vecchio è bello comodo e la povera bambina è a piedi. Allora il Vecchio mise la bambina sull’Asino e vi montò anche lui. I Paesani dissero: povero Asino guarda come lo hanno caricato, che gente senza cuore!
Povero Casarini!!! Stai pur certo che non te la puoi scampare!! Qualunque cosa tu faccia.
Da noi si dice “quando il corpo se frusta l’anima se giusta” da veneziano Casarini dimostra di ben conoscere il detto
Ma è cambiato, Casarini? Se non lo ha cambiato l’essere scrittore, perché, sì, l’essere imprenditore?
Ha forse rinnegato i suoi maestri?
“Per me Toni Negri, oltre che un compagno di lotta, è un grande maestro” (al “Gazzettino di Venezia”, 5 dicembre 2004).
Cosa insegna il suo grande Maestro?
“Basta con l’ipocrisia borghese e riformista contro la violenza! (…) Parliamone con chiarezza della nostra violenza proletaria come di un ingrediente necessario, centrale del programma comunista”. (A. Negri - “Il dominio e il sabotaggio”, Feltrinelli, 1978)
Buon giorno a tutti,
se e’ vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio, magari come atto di ribellione evadera’ le tasse!
Non credo che se si trattasse di uno di destra avrei parole dolci a riguardo; per me una persona che e’ ed agisce contro lo Stato dovrebbe essere trattata diversamente e non lasciata libera di fare. Il comportamento di chi occupa case e incita la lotta contro la proprieta’ privata e ne avalla l’espropriazione di fatto, dovrebbe essere censurato per incostituzionalita’! Ricordiamoci che La nostra Costituzione sancisce la proprieta’ privata come diritto e ne agevola l’accesso a tutti. Questi pseudo rivoluzinari ripuliti rimangono pericolosi anche quando si travestono da bravi ragazzi, anzi ora corriamo il rischio di sottovalutarli.
Staremo a vedere.
CQRO FRANZ POSSIAMO DIRE TUTTO E QUELLO CHE DICI E’ SACROSANTO….PERO’ SE FOSSE STATO UNO DI DESTRA IN QUESTO BLOG SI SAREBBE GRIDATO AL MIRACOLO DEL CAMBIAMENTO!
Caro Ermes Uguccioni, allora Capanna è come Casarini. Il buon Casarini ha vissuto per anni (abusivamente) in un appartamento a Marghera, proprietario il Comune di Venezia, perché, ha pontificato da Radio Sherwood, “è giusto occupare le case, così come è giusto autorecuperarle e autoriassegnarle”.
A Talita: A proposito di Capanna.
Fosse tutto lì,carissima, sarebbe ancora il meno.
D’altro canto, chiunque a sinistra abbia avuto a che fare con il ‘68, ha sempre saputo bene, sia come ricicciarsi (Non dimentichiamo il sempre mitico D’Alema, passato da giovine tiratore scelto di molotov a nientepopòdimeno che Premier, sia pure non eletto) sia come campare allegramente a spese del prossimo.
Innanzitutto, occorre dire che i veri proletari,son sempre stati pochi tra i contestatori.
Pasolini, quando scriveva le sue poesie sui figli dei ricchi che al mattino contestavano, ed a pranzo salivano mestamente sulla mercedes di papà trascinandosi eskimo e zainetto, mentre dall’altra parte a prendere sputi c’erano poliziotti figli di poveracci, non si era mica inventato niente.
Tornando al caso di Capanna, sapeva che fino al ‘99/00, il ns viveva in un bilocale di proprietà del comune in Via Dogana, a fianco al Duomo, al popolarissimo prezzo di 500mila lire al mese?Ignoro se poi Albertini sia riuscito a farlo sgombrare o pagare di più,ma ne dubito.
Il fatto è che quando passano dall’altra parte della barricata, comunque mantengono i contatti utili ed i “privilegi” dell’essere stati “compagni di lotta”.
E’ un virus cui non si sottrae quasi nessuno.
D’altronde, Cincinnato è morto da un pezzo.Celibe sospetto,non ha lasciato discendenza.
No no Lupo Grigio, ancora non ci siamo. Non stiamo parlando dei No global e di quanto sono bravi ad individuare i mali del mondo e, soprattutto, a indicare soluzioni percorribili (fosse quello l’argomento mi leverei tante soddisfazioni…). Il tema era Casarini che da no global diventa capitalista. Tira in ballo i lavoratori: quali sono i risultati e le battaglie che Casarini ha portato a termine a favore dei lavoratori? Mai visto Casarini nelle fabbriche per capire i lavoratori, ascoltare le istanze, dialogare con gli imprenditori, proporre soluzioni etc.? Quando Casarini ha studiato le strade per l’aumento dei salari? Quante famiglie di lavoratori ha aiutato Casarini?
vogliamo parlare dei lavoratori Le statistiche riportano di continui infortuni e morti sul lavoro. Solo nel 2006 i lavoratori uccisi in Italia per soddisfare la sete di profitto dei propri padroni sono stati 1302 (quasi 4 al giorno di media!) e poco meno di un milione gli infortuni. La notizia del suicidio di Luigi Roca, operaio interinale alla “Berco” di Busano, azienda del gruppo ThyssenKrupp, è piombata come un macigno ieri a Rocca Canavese. Vicini di casa e amici volevano sapere dei due biglietti lasciati da Luigi (”Senza lavoro ho perso la dignità”) e se era vero che l´azienda non gli avesse confermato il contratto perché si era impegnata a ricollocare alcuni dipendenti dell´acciaieria Thyssen di corso Regina Margherita chiusa dopo il rogo del 6 dicembre costato la vita a 7 operai.
stanno dicendo che il lavoro a tempo indeterminato è meglio
dei coo coo co del lavoro interinale ecc ecc
questi qui lo hanno sempre detto : i no global
come hanno sempre detto che l’ acqua è un bene pubblico.
A Lupo Grigio e Henry
E’ certo che Casarini non è l’unico che ha fatto del male a questo mondo! Ma possiamo dire che non è proprio raccomandabile un tizio che per 20 anni vive di “contro tutto senza se e senza ma” inneggiando “10-100-1000 Nassiriya”, che organizza varie guerriglie cittadine (che a Genova crea le condizioni che portano pure ad un morto, oltre che centinaia di feriti) e poi, da un giorno all’altro, apre una partita IVA e rinnega tutto quello che ha fatto? Possiamo dirlo o dobbiamo dire che la gente normale fa così? Possiamo denunciare che per 20 anni ha creato costi evitabili allo stato e quindi ha vissuto sulle spalle della gente che lavora? E che adesso blatera contro le tasse e lo stato pachiderma? Voi tirate sempre fuori qualcosa su Berlusconi o Bossi o Cip&Ciop e via dicendo. Non vedo cosa c’entra, ma se vi accontentate…
Sale a tutti.. un appunto solo.. Casarini ha sbagliato tanto.. tanto.. Caruso ed Agnoletto lascian senza parole.. forse quando si deve essere veramente responsabili, perche’ si diventa padri, si cambia.. i no global son nati nel 99 a Seattle per motivi molto diversi a quelli che avevano i nostri no global.. e non erano di sinistra gli originali, erano apolitici.. ero li.. certo han lanciato un’idea su come “campar” senza far fatica.. certo han attaccato tutto ed il contrario di tutto.. ma l’osteria “allo sbirro morto” quello non e’ esser no tutto.. quello e’ altro.. non so se e’ trasformismo, genialita’ o semplice “ingenuita’” (qui sorrido..).. vi ricordate quanti fascisti in italia nel 43? quanti comunisti nel 46? quanti di centro destra ora? mah.. Casarini cambia.. sara’ la sondrome del 43, 46 o 2008?..
saluti..
Caro Henry,
non finisci mai di stupirmi. Vuoi dire che possiedo una sfera di cristallo?
Ti assicuro che non conosco il tuo quasi omonimo Harry Potter.
Eddai, non dire scempiaggini!
In che modo potrei conoscere in anticipo l’argomento del blog?
E, secondo te, quanti nanosecondi occorrono per documentarsi su un QUALSIASI argomento?
Rispondi, ti prego!
Non farmi stare in ansia!
SECONDO ME TU SAI IN ANTICIPO L’OGGETTO DEL BLOG ,COSI TI DOCUMENTI E RIBATTI! NON SI SPIEGA ALTRIMENTI,CARA TALITA!
Giovanni il romano, ti accontento volentieri.
Caruso è la prova vivente che anche la politica ci può fornire personaggi da “Vacanze di Natale” e senza neppure dover acquistare un biglietto per vedere il film.
Dunque, sappiamo tutti che Ciccio (da Francesco) si definisce “sovversivo a tempo pieno”, ma poi dimostra di esserlo solo a tempo parziale e determinato.
In pratica, quando è con la sua piccola gang di bulletti, mostra i muscoletti. Quando si trova nelle peste, invece, balbetta, chiede scusa e si genuflette. A orologeria.
Mica male per un sovversivo!
Tra le sue molte e varie gesta “eroiche”, seguite da scuse farfuglianti, ricordo – per esempio – quando nel caso Raciti, Ciccio dichiarò al mondo: «La morte di un poliziotto vale quella di un ultrà». Tutti s’incavolarono (anche quelli della sua parte politica) e allora lui ci ripensò e disse: «Sono stato travisato».
E poi quando, in occasione di una delle innumerevoli manifestazioni a Napoli, Ciccio promise: «Verremo armati». Tutti si ri-incavolarono e allora lui ritrattò: «Era solo una provocazione».
Ma in una specifica circostanza (maggio 2009) Ciccio si è messo a belare apertamente e pietosamente: quando la famiglia Biagi gli ha fatto causa per diffamazione, chiedendo un risarcimento di 600.000 euro.
Che aveva fatto Ciccio? Aveva pressappoco apostrofato come “assassini” sia l’allora ministro Treu sia il giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Br. Secondo Ciccio, cioè, entrambi erano assassini dei lavoratori!
Di fronte a quella montagna di “euri”, però, i muscoletti di Ciccio si sono sgonfiati di colpo e lui ha diramato le sue scuse alla vedova e ai figli di Biagi. (Soprattutto perché il Parlamento aveva deciso di negargli l’immunità per le sue cavolate).
Sempre più terrorizzato, Ciccio ha continuato a belare anche sui giornali, dichiarando al Corrierone di essere «pronto a fare il volontario ovunque la famiglia indichi, per scusarmi e non monetizzare il dolore che ho provocato».
Ecco, l’importante è non monetizzare. Meglio belare!
grande lupo grigio!! oramai funziona cosi, se fai il no global sei cattivo..se cambi vita e fai l’imprenditore sei un trasformista…se invece ti rimetti agli ordini del padre padrone(e sappiamo di chi si parla) sei un grande!
fa piu male casarini o ricucci
fa piu male ” o fiorani
” ” ” ” o tanzi
ecc ecc
il genio di Casarino non è avezzo dal fare il consulente : se la partita iva prima non la teneva comunque beccava 5mila euro ( delle nostre tasse ) al mese per fare il consulente sull’osservatorio droghe sotto il ministro (Minestra ) Turco. Certto non si discute, se lo chiamano a far consulenze sulla droga a 5mila euro al mese una esperienza ce l’ha di sicuro.
Talita dai…ci racconti le ultime su Caruso??????
Dopo Casarini imprenditore, mi piacerebbe scoprire il caruso minatore….o anche pastore….visto che parli di pecorella belante
Dunque, riflettendo sul fatto che Casarini si è improvvisato consulente di marketing e design pubblicitario, sono andata a spulciare un po’ di notizie biografiche sul “consulente” in questione.
Purtroppo nulla si trova sul suo titolo di studio, mentre il suo curriculum si limita a sfasci vari e alla famosa “dichiarazione di guerra” ai leader del mondo durante il tristemente noto G8 di Genova: forse a imitazione di Don Chisciotte e dei suoi sanguinosi assalti ai mulini a vento.
C’è da dire, però, che Casarini non ha mai dimostrato coerenza.
Nemico delle istituzioni, non si è fatto mancare una candidatura (vana) a sindaco di Genova nel 1999.
Nemico del Cavaliere, si è fatto pubblicare il suo libro da Mondadori.
Nemico del mercato globale, oggi vuol fare il consulente di marketing: a meno che non si tratti del classico “mercato delle pulci”, non capisco che consigli possa dare un omino che nel tempo si è scagliato contro tutto e tutti.
D’altra parte, a sinistra sono sfilati altri fulgidi esempi del più puro e comico trasformismo. A cominciare dall’antico Mario Capanna, il quale – da leader del Movimento studentesco nel Sessantotto – si riciclò successivamente in diversi ruoli istituzionali, fino ad approdare nel mare magnum della “difesa dell’ambiente” (calderone in cui può bollire tutto e il contrario di tutto) e istituire infine un pomposo “Consiglio dei diritti genetici”: ultimamente accusato di spargere panzane contro gli Ogm e perfino di minacciare gli scienziati e i media discordi.
Quindi seguirò con molto interesse la carriera del nuovo “consulente” Casarini, augurandomi soprattutto di poter conoscere la tipologia dei suoi clienti. Eventuali.
Sarebbe stato pure meglio se avesse iniziato un mestiere VERO (falegname, elettricista, idraulico, calzolaio), ma per quelli ci vogliono anni di serio apprendistato.
Anche cosi’, comunque, é ironico, e mi vien da dire “meglio tardi che mai”. Povero Casarini, nel 2001 pensava di diventare un grande trascinatore, tra Genova e i no global, poi pero’ arrivo’ l’11 settembre e il mondo riscopri’ le dovute proporzioni.
Ora restano quei criminali di Agnoletto e dell’ex onorevole Caruso, sono possibilista.
Saluti
Casarini è solo l’ultimo esempio di ex marxisti
diventati imprenditori. Il bello è( parlo a ragion
veduta perchè ne conosco alcuni) che una volta
diventati padroni o padroncini si comportano nei
confronti dei loro dipendenti molto peggio dei loro ex datori di lavoro.
Francesco
una cosa ho sempre visto i no global contestare le multinazionali quindi i ricchi non li ho visti contestare i poveri cristi.li vedo dalla parte dei deboli faccio fatica a vedere berlusconi dalla parte dei precari. perche in questo momento alla camera stanno discutendo del decreto-legge n. 135 del 2009: Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee (Approvato dal Senato) (A.C. 2897) stanno privatizzando l’acqua una banda di ladri.trovano
argomentazioni che non stanno in piedi dicono che è l’unione europea che indica al governo di prendere queste decisioni la lega poi dovra mettere la testa sotto
terra voglio vedere quando ritornano in padania e diranno che l’ acquedotto di monza viene gestito da una multinazionale. una banda bassotti
Giusto quindici giorni fa discutevo con mio padre di dove fossero finiti i disobbedienti di professione. Quelli a cui, guardando la Tv, dicevamo sempre “Tagliati i capelli e và a lavorare!”. Ma saremmo stati contenti di veder accolto almeno il secondo invito (quello del “và a lavorare”).
Ed ecco che Filippi mi risponde: il grande combattente Casarini si mette a fare l’imprenditore! E parla di lavoro, Iva, Irap, servizi pubblici…sorprendente!
Però, dài, fa ridere che si metta a contestare i politici di professione che non hanno mai lavorato! Lui, la partita IVA l’ha aperta ieri. Sarebbe interessante che lo stato potesse “staccargli la fattura” per il rimborso dei danni di Genova 2001. Altrochè Irap, Casarini!
CIAO TALITA…..
HENRY (November 18th, 2009 at 5:23 pm)
Non mi sembra proprio che tu abbia altro a cui pensare.
NIENTOLOGO!
E vabbe’, Henry! Continua a svicolare.
Ma di quale proprietà transitiva stai parlando? Se ti dico che sono UGUALI, che caspita deve transitare?
Dai, piantala!
PER LA PROPRIETA’ TRANSITIVA..CARUSO FASCISTA. TALITA,SVEGLIA!
Poi, se vuoi parlare dei gruppi neo-fascisti, accomodati pure!
Per me sono esattamente uguali ai no-global. Tutti fascisti!
Leggi bene, caro Henry!
“I vecchi leader del movimento come Vittorio Agnoletto e FRANCESCO CARUSO sono arnesi da museo.” (Stefano Filippi)
Ecco introdotto l’argomento “Caruso”.
Che problemi hai?
Abbi pazienza e ti racconterò diffusamente. Con i dovuti paralleli con Casarini. Ok?
cara talita ho altro a cui pensare..di caruso di casarini dei neo fascisti, pensaci tu, TUTTOLOGA!
vogliamo stravolgere l’ggetto della discussione? si parla di casarini e non di caruso, cara la mia Talita!pero se vuole possiamo parlare dei gruppi neo-fascisti.
Heeenry! Mi fai tenerezza.
Hai mai sentito parlare dei no-global e dei loro capetti sfascia-tutto?
Però, a dopo.
Adesso sto lavorando.
SIG. TALITA MA CARUSO CHI E’???? CREDO LEI ABBIA UN PO’ LE IDEE CONFUSE!
CASARINI,VENEZIANO,FIGLIO DI OPERAI!
Come usavano dire e ci hanno insegnato i nostri cari antenati latini ” pecunia non olet “.
Sia che provenga dalle nuove ” imprese ” del Casarini, sia che vengano dalla odiatissima, quanto berlusconiana, Mondadori…..
Eeehhh!!!! e quanti ancora ne vedremo di questi ” nuovi ” imprenditori…
Credo sia ancora attualissimo, appunto, quel vecchio detto ” pecunia non olet “….
E COMUNQUE A ME DI STOB CASARINI PROPRIO NON MI IMPORTA NULLA. RAZZISTA?MA NO, FEDERALISTA!
Henry, adesso sei pure razzista?!
Che cosa vuol dire “tipico della gente del Nord”?
Il signor Caruso – trasformista più di Fregoli – è figlio di latifondisti del Sud. Per esempio.
Adesso non ho tempo, ma più tardi ti racconterò l’ultima meschina avventura del signor Caruso: da capetto a… capretto. Belante.
IL TRASFORMISMO E’ TIPICO DELLA GENTE DEL NORD.
visto il trasformismo spero di vedere silvio con i disobbedienti e i black bloc.