Il lavoro c’è ma gli italiani lo rifiutano
Il provocatorio titolo del “Giornale” di oggi (stavolta hanno ragione i negri) pone il tema del rapporto tra immigrati e lavoro, e merita un approfondimento.
Secondo il sociologo Luca Ricolfi, che non è certo un berlusconiano, negli ultimi due anni (quelli segnati dalla peggiore crisi economica dal 1929) l’occupazione degli italiani è diminuita di 773mila unità, mentre quella degli stranieri regolari è salita di 366mila, quasi tutti posti di lavoro fissi a tempo indeterminato. Non precariato o bracciantato governato dai caporali, ma impiego stabile. Ciò significa che l’Italia continua a produrre lavoro nonostante la crisi: un lavoro disdegnato dagli italiani ma ben accetto dagli stranieri. Molti disoccupati di casa nostra, in altre parole, sono disoccupati volontari perché il lavoro c’è ma non gli piace. Troppa fatica, troppo sacrificio. Gli immigrati invece sono come eravamo noi cinquant’anni fa, disposti a ogni impiego pur di guadagnare e migliorare la propria condizione sociale ed economica. Compresa la raccolta degli agrumi in Calabria regolata dalla ‘ndrangheta e pagata una miseria.
Altra considerazione riguarda il peso economico della criminalità organizzata al Sud, che impedisce la crescita della libera imprenditoria. Un amico calabrese che aveva aperto la filiale di una società di lavoro interinale mi raccontava di aver ricevuto minacce dalla ‘ndrangheta (girava sotto scorta) perché le sottraeva manodopera. Gli scontri di Rosarno nascono dunque dalla combinazione tra lavoro (che c’è, nonostante quanto falsamente sostengono molti disfattisti), immigrazione clandestina e malavita organizzata.
Ma mi chiedo anche perché i giovani disoccupati del Sud si ribellano a parole senza rimboccarsi le maniche. L’altra sera ad Annozero una precaria inveiva contro Roberto Castelli, chiedeva tutela allo stato, e il leghista rispondeva: cominciate col darvi da fare. Perché i disoccupati non protestano? Perché accettano che la ‘ndrangheta sfrutti i clandestini? Perché non mettono in piedi imprese agricole che comincino a contrastare il monopolio malavitoso? Perché aspettano soltanto un posto pubblico?

Quanta tristezza.
Mi chiedo come dei giornalisti siano cosi asserviti al mondo poltico e sociale da non riuscire più a vedere oltre.
Mi riferisco all’articolo di due pagine dell’altro giorno, precisamente martedi 3 cm, se non vado errato, (non ho il giornale sottomano)dedicato allo sciopero degli extracomunitari.
Premetto che non sono razzista, non ho nulla contro queste persone,vengo al dunque: come si può credere che se si fermano gli extracomunitari si ferma l’italia?
Io spero sia stata una provocazione, altrimenti qualcuno mi spieghi, cosa fanno i tanti appassionati, degli extracomunitari per farli integrare.
Assumendo manodopera a nero?
Facendoli lavorare oltre gli orari sindacali?
Dandogli una misera paga tanto da costringerli a bivaccare in casermoni abbandonati?
Facendogli credere che i tempi cambieranno?
Facendogli credere che sono utili all’economia italiana?
Facendogli credere che se aprono un impresa di servizi e dopo un anno, due, falliscono e nessuno se ne fotte dei loro problemi?
Che tristezza,manipolare la massa debole per prenderli in giro, mortificarli,emarginarli ma fargli credere che sono importanti.
Io, negli anni settanta ottanta, ero a lavorare alle dipendenze dei vari caporali che dal mio paese della basilicata,ci trasportavano nel metapontino per la raccolta delle fragole, dei pomodori e delle pesche, con uno stipendio di bontà loro duemila lire giornaliere.
Preciso che il giorno per me,ma anche di tutti quell come me, iniziava alle quattro di mattina e terminava al calar del sole con la promessa che ci avrebbero corrisposto la doppia giornata. Fenomeno questo ancora esistente al mio paese, seppur molto attenuato, perche soppiantato dalla manodopera di poveri extracomunitari, al quale basta mandare 50euro al loro paese,per poter sostenere i loro familiari.Mi chiedo, se gli extracomunitari, cominciassero a pretendere i diritti sindacali degli italiani,quante “imprese” assumerebbero questi e non un connazionale. Ma non per privaleggiare i connazionali,ma sono sicuro che sparirebbero tanti buoni samaritani che si riempono la bocca con il sudore di tanti disgraziati.
Per terminare, dei problemi di voi operai, perche è questo il problema che viene sviato, “chi se ne fotte” che siete connazionali o no, per i nostri politici la cosa non cambia, con tanti ringraziamenti ai giornalisti che sanno fotografare con tanta arguzia e sensibilità i problemi veri di questa nostra povera ITALIA.
complimenti. mario.
@ELEONORA
carissima Eleonora, sono laureata in psicologia del lavoro con 2 master in gestione delle risorse umane, uno preso in Inghilterra uno in Italia. Ho lavorato e vissuto 2 anni in Inghilterra, parlo fluentemente l’inglese.
Mi mantengo da sola da quando avevo 19 anni. Non ho mai aspettato che nessuno mi desse il lavoro sotto casa, ho preso laurea e master grazie alla borsa di studio vista la media eccellente.
Ho fatto qualsiasi tipo di lavoro, dalla promoter al call center, dalla cameriera, alla barista. Ora sono costretta a stare in Italia per lo stato di salute dell’unico genitore che mi è rimasto, altrimenti sarei ancora in Inghilterra dove avevo un ottimo lavoro, pagato profumatamente e me ne infischierei di esprimere un parere sulla disastrosa condizine dei lavoratori in Italia.
Mi pare proprio quindi che le sue espressioni, e cito testualmente ” vuole a tutti i costi avere il lavoro sotto casa?” e anche “bhe cara sara solo così si riesce nella vita sgomitando e non attendendo che gli altri facciano per me” non si addicano decisamente al mio caso. Legga con più attenzione il mio intervento.
Distinti saluti
Ben detto Eleonora. Anch’io, laureato e senza un lavoro come geologo, me ne sono andato all’esrtero dove ho lavotato come idraulico, poi come perforatore in miniera e finalmente, appena padrone dell’inglese, sono riuscito a far carriera come geologo. I miei figli, una nata in Sud Africa e la p[rima nata in Italia ma cresciuta qui si sono diplomate e non hanno fatto le “bamboccione”, lavorando in ristoranti e come Desk jobs durante gli studi, sono uscite di casa sui 20 anni.Si dice che in Italia gli stipendi e gli affitti sono fuori fase e cosi’ si trova la ragione di rimanere sulle spalle dei genitori i quali invece, dovrebbero pensare di risparmiare per poter vivere decentemente nella vecchiaia. Ma l’ambiente creatosi da tempo,in Italia, non e’ piu’ favorevole per creare giovani che abbiano la coscienza di cio’ che i genitori hanno fatto e tutt’ora fanno per loro e si adagiano “ipso facto”
in casa sfoderando anche il diritto di non lavorare se il lavoro non e’ vicino a casa o se non e’ quello che vorrebbero. Vita facile, alle spese di chi, invece, dovrebbe preparasi ad affrontare una vecchiaia che inesorabilmente avanza e non promette di certo un vita pensionistica invidiabile.
a sara . non so che laurea lei abbia , si specializzi , guardi le richieste di lavoro e prenda una specializzazione. vuole a tutti i costi avere il lavoro sotto casa ? cara sara mi sono ritrovata sola a 38 anni con una figlia da crescere . ho cambiato città perchè il lavoro che avevo non mi dava risorse sufficienti per mantenere me e mia figlia . mi ero specializzata . ho rimboccato le maniche e facevo anche due lavori , uno era autonomo , bhe cara sara solo così si riesce nella vita sgomitando e non attendendo che gli altri facciano per me. anch’io sono laureata e anche mia figlia. ci si accontenta inizialmente , e poi , se è il caso , si va anche all’estero. ciao cara sara ed in bocca al lupo
Mah Roberto, speriamo davvero che quest’anno qualcosa si muova finalmente… mi piacerebbe, a 31 anni, poter fare progetti a lungo termine e non vivere alla giornata… mi piacerebbe pensare di poter mettere su famiglia un giorno non troppo lontano, e magari di avere un figlio. Di questi tempi è diventato un privilegio anche quello….
In bocca a lupo anche a te.
ciao sara. ti esprimo tutta la mia solidarietà.
siamo in tanti con gli stessi problemi, ma ancora non abbastanza perché qualcuno decida di trovare una soluzione.
in bocca al lupo per il lavoro!!
E’una questione complessa.
Le responsabilita’ di questo malcostume non sono certamente accollabili ad una sola parte.
Lo Stato, inteso come istituzioni tutte, e’ in parte responsabile della situazione attuale in quanto non e’stato in grado di prevedere il degenerarsi di certe situazioni ne’di condurre una efficace lotta al malaffare e al malcostume, soprattutto al sud.
Non sono esenti da responsabilita’comunque anche le generazioni dei giovani in eta’da lavoro dagli anni 90 in poi, che rifiutando di fare certi lavori hanno reso necessario il ricorso da parte dell’industria alla mano d’opera straniera.
Buona parte dell’immigrazione di oggi la dobbiamo infatti proprio alla riluttanza dei nostri giovani di ieri a fare la valigia e andare a lavorare dove il lavoro si trovava, in buona parte al nord, non capaci di rendersi conto che i titoli di studio non bastano a garantire un lavoro adeguato.
Se non si comincia da qualche parte infatti il tempo passa e con il tempo le opportunita’si riducono. Ma questo dovrebbe essere cosa ovvia….
Oggi, siamo al paradosso;
nonostante livelli di disoccupazione Italiana preoccupanti impieghiamo forse un milione di lavoratori stranieri in regola oltre a qualche centinaia di migliaia di lavoratori stranieri in nero.
Con quale risultato?
Con un aggravio rilevante di costi per la comunita’ e un disagio sociale crescente.
Il lavoratore straniero viene infatti in Italia generalmente per lavori temporanei anche se con regolare permesso.
Buona parte del suo reddito viene spesso, anzi nella maggior parte dei casi, inviato a sostegno dei familiari nella patria di origine.
Dovrebbe essere evidente anche a chi non sa fare di conto quindi che questa immigrazione non giova alla collettivita’ ma solo agli interessi di pochi.
Mi spiego meglio:
L’immigrato tipo, quando assunto regolarmente, e’generalmente impiegato come manodopera a basso costo e quindi con stipendi medi bassi. Spesso inoltre porta con se nuclei familiari numerosi,
Ne consegue che la sua contribuzione verso il paese che lo ospita (le tasse che paga) e’generalmente inferiore al costo sociale della sua integrazione nel sistema.
Se poi consideriamo:
- che una parte cospiqua della sua retribuzione ritornando in patria non e’reinvestita nel ciclo produttivo,
- che ci sono almeno altrettanto lavoratori Italiani disoccupati,
e’evidente che il saldo costi benefici di tanta immigrazione non puo’essere che negativo per la collettivita’.
Se prendiamo l’immigrazione irregolare poi gli effetti sono ancora piu’pesanti.
Questo tipo di immigrazione, alimentando infatti l’industria del lavoro nero e della criminalita’, rende ancora piu’difficile la lotta al lavoro nero ed alla criminalita’da parte delle autorita’preposte (che si trovano a combattere contro dei fantasmi che anagraficamente non esistono).
La ricetta per cercare di cambiare questo stato di cose?
- Stop all’immigrazione clandestina con leggi severissime ed applicate sia verso gli immigranti che i datori di lavoro
- Reimpatrio dei lavoratori stranieri con permessi temporanei che hanno perso il lavoro (come del resto succede in tutte le parti del mondo)
- Uffici di collocamento riformati con sistema a lotteria, alla seconda proposta rifiutata si perdono tutte le tutele, ergo si pagano a prezzo pieno tutti i servizi pubblici incluso dottore e ospedali.
- Condanne serie per chi impiega lavoratori in nero
- Presa di coscienza da parte degli Italiani del fatto che non si salva il mondo permettendo a qualche milione di immigrati di “invadere”il nostro paese ma che al contrario si rovina solo l’Italia, gli Italiani tutti e puri i lavoratori stranieri onesti e integrati e desiderosi di fare dell’Italia la loro nuova patria.
Aperto ad altri suggerimenti, possibilmente non demagogici
Ma che bell’articolo !!! Vince due Oscar contemporaneamente : quello della demagogia e della retorica.
Sono un italiano che ha perduto il lavoro; sono laureato esperienza di quindici anni nel settore.
Perchè non ho lavoro? PErchè nel settore edile , questo grande Stato che si chiama Italia (governi sia di destra che di sinistra) stabilisce che, al primo acenno di crisi vengono bloccati TUTTI i finanziamenti per i cantieri degni di tale nome e quindi tutti a casa !!!!!!!!!!
Perchè non accetto di raccogliere pomodori in meridione, vivendo in una baracca senza servizi igiegici a 10 euro al giorno senza contributi e assicurazione?
Ma te ne rendi conto di quello che scrivi??
Tu con questo articolo offendi italiani come te !!!!
Vai a casa tua a fare della retorica senza senso !!!!!!!!!
Vero che gli Italiani lo rifiutano, ma attenzione a non aapprofondire sul perché i “neri” lo accettano. Perché lo accettano? e per quanto lo faranno?
Ci sono dei lavori dove si rishia la salute ad esempio….ma i neri non lo sanno.
Le raccolte di pomodori ecc, ecc sono appannaggio dei clandestini, cioè a dire che se non lo fossero (clandestini) quasi sicuramente non lo farebbero.
Mmm… non lavoro la terra, sono laureata e da anni lavoro nei call center perchè paradossalmente nessuno mi prende in considerazione per lavori come la commessa al supermercato o la segretaria. Perchè? Perchè il mio grado di istruzione è superiore a quello richiesto da questi lavori, che io svolgerei senza alcun problema e per i quali mando regolarmente il mio curriculum ahimè senza alcuna risposta positiva. Non trovo ovviamente lavoro nel mio campo. Ho anche fatto l’emigrata per diverso tempo, per non dire che non avevo voglia di spostarmi. Sono una figlia del precariato, della superflessibilità, dei contratti di un giorno, si, avete letto bene, un giorno. Mi disgusta che noi poveri italiani dobbiamo sempre piegarci a novanta per 30 euro al giorno, in nero… poi magari cadiamo dai pontili, moriamo, e diventiamo un numero che fa statistica nei bilanci delle morti bianche. Ma vogliamo finirla con tutte queste leggende metropolitane che noi italiani saremmo diventati schizzinosi e non vorremmo sporcarci le mani con lavori umili? Perchè i sindacati non la smettono di fare i loro interessi e non si danno una mossa per combattere queste ingiustizie da terzo o quarto mondo? E parlo per esperienza personale perchè quando ho avuto bisogno io, il sindacato è stato solo bravo a prendersi la quota che avevo deciso di versare nella mia busta paga, ma tutele non ne ho viste. E poi, ma è mai possibile che le prediche debbano arrivare da chi, comodamente seduto in poltrona, si sbaffa diecimila euro al mese, cifra che io non vedo nemmeno in un anno di massacrante lavoro in nero dodici ore al giorno?
Consiglio: prima di dichiarare certe alienità si faccia un giro nei cantieri, nei campi, nei magazzini di periferia che di italiani sfruttati ce ne sono finchè si vuole.
condivido le parole di chi lavora a 20, 25 euro al giorno, a giorni alterni, quando il lavoro c’è, per poi venire mandati a casa con metà paga perché “oggi si lavora poco”; le condivido per esperienza personale e non per sentito dire.
a tutti quelli che dicono che non abbiamo voglia di lavorare, vi invito a venire a lavorare un giorno con me, poi vediamo se a fine serata avete il fiato corto e se riuscite a fare quadrare i conti con 20 euro.
riguardo castelli,una precisazione: lui si rimboccava le maniche a venti anni, negli anni ’60, durante il boom economico, ora ci troviamo con la più grande crisi di tutti i tempi, un po’ di differenza ci sarà? se poi qualcuno insiste che lavoro ce n’è a iosa, mi mandi una mail ed accetto il lavoro ad occhi chiusi.
VERO!
caro lupogrigio sei tu l’anormale, oramai se non hai un avviso di garanzia in italia non sei nessuno!piu’ ne hai e piu’ fortuna in politica avrai.
ma basta con questo fatto che gli italiani rifiutano il lavoro! venissero a fare i controlli!! le offerte di lavoro che fanno sono inaccettabili! uno straniero accetta di andare a lavorare 12 ore al giorno per 25/30 euro a nero e noi italiani cosa dovremmo fare? accettare questi ricatti da datori di lavoro che pensano solo a sfruttarci? ora basta! io ho perso il lavoro e non trovo altro che proposte di lavoro simili: vieni a lavorare 12 ore al giorno, ti pago 30 euro a nero e siamo tutti contenti. Se non accetti c’è sempre qualcuno che lo fa, quindi o lavoriamo così o stiamo a casa… bella l’italia (con la i minuscola)
Vi racconto la vita di mio marito in poche parole: perde il lavoro di operaio agricolo specializzato ( 13 anni di esperienza) per chiusura dell’azienda e inizia a cercare un nuovo lavoro…ma a 45 anni non ti prendono facilmente neanche a spalare letame; dopo un bel po’ di lavoretti rimediati pagati a 25/30 euro a giornata piegato sulla terra e rigorosamente in nero sbuca un contratto da spazzino per un’azienda privata per 3 mesi…lo accetta al volo! Inizia così una serie che dura da anni fatta di 3 mesi di contratto e 6\7 a casa poi altri 3 mesi e così via….durante i mesi buchi si sbatte sempre da un’azienda agricola all’altra facendo le solite giornate in nero…ma sapete cosa succede ad altri come lui assunti a tempo determinato ,ma con la differenza (umanamente irrilevante ma in questo caso enorme) che sono stranieri? Ebbene gli stranieri hanno contratti di minimo un anno! Abbiamo chiesto alla direzione se ci fosse un motivo valido per cui anche mio marito non potesse avere lo stesso trattamento…ci hanno risposto che i poveri immigrati se non lavoravano in regola abbastanza da dimostrare un certo reddito li rimandavano a casa. E noi italiani allora ce ne andiamo sotto al ponte? Abbiamo 2 figli di 16 e 18 anni che vanno a scuola e d’estate lavorano, io lavoro per fortuna senza problemi…non muoriamo di fame pero’ non ci piace lo stesso che si abbia questa mania politically correct nei confronti dello straniero ( che poi nasconde il fatto che con queste persone si rischia meno di avere vertenze lavorative in caso di problemi). Il lavoro se ce lo offrono lo prendiamo, eccome, ma sembra preferibile per molti farlo fare ad altri
si è vero illavoro cè, a 25 euro al giorno, che totale al mese fà 650 euro. se riesci a viverci con questo stipendio e mantenerci una famiglia vacci, perchè si fà presto a scrivere un articolo percependo 2000 euro al mese senza sapere realmente come stanno le cose.
una grande famiglia
ma mi domando :mio nonno mio padre io e mio figlio non abbiamo mai avuto problemi con la giustizia .
io 2 punti tolti alla patente e 78 euro di multa.
loro o di qua o di la ci sono sempre.
)Paolo Berlusconi condannato a 4 mesi di carcere
Paolo Berlusconi condannato per Cerro Maggiore
12 gennaio 2010
La quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a quattro mesi di carcere per Paolo Berlusconi inflitta dalla Corte d’appello di Milano nel 2008 per false fatturazioni dal valore di circa 5 miliardi delle vecchie lire, emesse dal ‘93 al ‘95 con la società Simec che gestiva la discarica di Cerro Maggiore. Il sostituto procuratore della Cassazione, Mauro Iacoviello, stamani in udienza aveva chiesto il rigetto dei ricorsi e quindi la conferma della condanna. I giudici della quarta sezione penale, presieduta da Graziana Camponato, hanno accolto le richieste del pg e quindi hanno rigettato il ricorso avanzato dalla difesa di Paolo Berlusconi con condanna anche alle spese processuali.
basta con questo blog :
se posso dare un consiglio
assumi un extracomunitario dopo averlo nutrito e data la possiblita di lavarsi di vestirsi . poi procuragli un permesso,e poi il passaporto e
un lavoro e mi dici di parlare di rosarno.
le problematiche dell’ italia le devono risolvere gli amici del parlamento .
primo perche sono pagati x questo e profumatamente (i piu pagati al mondo).
secondo noi possiamo solo criticare sollevare problematiche varie ma sono camera e senato che guidano
la macchina italia.
ma come tu non sai al senato parlano del giusto impedimento e alla camera del processo breve.
o sparano cazzate come quella del ministro alfano che aumenta di 30.000 i posti letto nelle carceri.
la finaziaria è gia fatta forse il ministro se lo scorda
e senza dire almeno dove li prendera tutti questi soldi.
ricordo che le carceri accolgono 50.000 detenuti.
svegliati al governo ci siete voi .
grande grandissimo
abbiamo trovato uno che molla amico o amica
guarda che i tuoi amici al parlamento se ne fanno un baffo delle critiche della minoranza, anzi compatti e decisi avanti
sempre con le leggi ad personam ecc ecc .
piccola nota li mio amico vincenzo ha avuto la pensione decurtata di 5 euro .
FRANZ,FORSE PREFERISCI QUALCUNO CHE OGGI NE DICE UNA E DOMANI LA SMENTISCE????
Qualcuno, che si firma: BASTA CON QUESTO BLOG (January 13th, 2010 at 2:58 pm ), ha scritto:
“I vari Lupogrigio, Carlo, Riccardo, Henry e compagni mi
hanno stufato. Non si può mai discutere pacatamente di
qualsiasi cosa senza che loro tirino in ballo, NATURALMENTE
CRITICANDOLO PERCHE ESSENDO DI SINISTRA HANNO LA VERITA’
DATA PER GRAZIA DI MARX, Berlusconi ed il Suo Governo.”
Per la parte che mi compete, invito il Signore in questione a rileggere le mie seguenti note scritte negli ultimi tre giorni:
January 10th, 2010 at 9:07 pm, January 11th, 2010 at 11:05 am, January 12th, 2010 at 10:24 am,
dove, come si può facilmente verificare, il nome di Berlusconi non compare assolutamente e si parla proprio dei fatti di Rosarno da lui richiesti.
Quindi caro ILLUSTRE SCONOSCIUTO ed ANONIMO, prima di parlare a “mazzi”, leggi bene le Note.
Se poi hai anche delle buone idee da proporre o delle giuste critiche da fare, fatti sotto, io sicuramente, ma credo di poter dire anche gli altri, ti aspettiamo, col massimo rispetto e molto ansiosi di conoscere i tuoi pensieri.
I vari Lupogrigio, Carlo, Riccardo, Henry e compagni mi
hanno stufato. Non si può mai discutere pacatamente di
qualsiasi cosa senza che loro tirino in ballo, NATURALMENTE
CRITICANDOLO PERCHE ESSENDO DI SINISTRA HANNO LA VERITA’
DATA PER GRAZIA DI MARX, Berlusconi ed il Suo Governo.
Smettetela ed al posto di triti slogan proponete qualcosa
di diverso ma FATTIBILE che aiuti la problematica italiana, da Rosarno ai nazitirolesi
Non leggerò più questo blog.
Cordiali saluti a Filippi ed a tutti quello commentano il
post rimanendo in argomento.
non c’entra con la discussione ma è un bel inizio d’anno
SE IL livello di un pranzo si capisce dall’antipasto, mai come ieri l’esordio di Berlusconi ha fatto capire agli astanti che il Silvio del 2010, quanto a voglia di liberarsi dai processi, è identico a quello del 2009. La cronaca gli offre lo spunto. Giusto alle 12 e 13 gli arriva sulla scrivania la notizia che il 25 febbraio la Cassazione deciderà la sorte della condanna di David Mills, il suo coimputato.
Arrivano i commensali e lui dichiara perentorio:
“O i giudici decidono nel senso che sostengo io o faccio una dichiarazione a reti unificate per dire che la magistratura è molto peggio della mafia”.
mi dite dove trovate un umile servitore dello stato come silvio negli ultimi 150 anni.
Il “senso” di Berlusconi è presto detto: la Cassazione deve annullare la sentenza perché i pm di Milano hanno artatamente posticipato di un anno la data del reato e quindi la decorrenza della prescrizione.
grande silvio grande?
Amici, è tornato Henry!
Purtroppo con lui tornano anche gli slogan falsi e tendenziosi…ma sei mai stato nel Nord Est, Principe Henry? Quali paesi hai visitato? Ci sono molti stranieri, molti dei extracomunitari…ma non solo! Credo non si possa dire nemmeno la maggioranza. In certi settori, peraltro,sono pochissimi.
Dai Henry, su, te lo ripeto, un pò di sano realismo.
lo stato dovrebbe interrompere tutti i sussidi che elargisce a piene mani. solo allora l’ITALIANO andrà a lavorare. Quande persone percepiscono sussidi ( cassa integrazione,disoccupazione,ecc)poi lavorano in nero risultando nullatenenti e sono a totale carico dello stato cioe della comunità.Fino a quando lo stato mantiene queste persone chi ci va a lavorare?
IL NORD EST OPERA SOLAMENTE CON MANOVALANZA EXTRACOMUNITARIA!
a Carlo. Purtroppo la “disonestà” dei Calabresi è talmente endemica e radicalizzata che non bastano le buone intenzioni. Per curarla, il Calabrese deve imparare a temere lo Stato – inteso come Legge – più che la malavita. Allora forse la smetterà di degradare la Calabria e se stesso e accetterà di vivere secondo le regole della società civile e non delle sue proprie. E la mia preghiera vale sia per l’uomo privato che per quello rintanato negli uffici pubblici… Preciso che amo la Calabria, l’ho scelta io trenta’anni fa, e il mio non è disprezzo, ma la rabbia di una madre che vede un figlio sprecare le sue possibilità.
Anita dice: “si dovrebbero mettere in galera praticamente tutti i Calabresi “ e “la Calabria va dichiarata in fallimento e messa in amministrazione controllata ”.
Scusa Anita, capisco il tuo “sbotto” di rabbia ed il tuo più che giustificato pessimismo, ma voglio farti un altro esempio che io e tantissimi altri ( quasi tutti ) abbiamo vissuto in particolare modo dal 1975 fino al 1993, il così detto Periodo del “10% fisso”, il periodo della pratica delle Tangenti, messe in atto in modo sistematico e scientifico specie dal ex PSI e dai suoi Dirigenti ed Amministratori.
Era un periodo in cui io lavoravo con le Pubbliche Amministrazioni in qualità di Fornitore di Beni e Servizi e ti assicuro che vivere e lavorare in quella situazione e sotto la “Spada di Damocle” della “Tangente” non è stato né facile né piacevole per uno, come ero io, che voleva restare fuori da quel sistema e non violare mai i propri principi di legalità ed onestà.
Negli anni ’90 ti assicuro che non si sapeva più come uscire da quella situazione di “delinquenza e corruzione diffusa”, accettata da tutti come “normale” e “fisiologica” e di cui bisognava prendere atto e conviverci quasi fosse ormai “legale”.
Io, in quel tempo, facevo le stesse identiche affermazioni che tu fai ora, solo che io non ero in Calabria, ma in tutt’altra parte d’Italia dove non è presente né la Mafia né la ‘Nrangheta né la Camorra.
Per me, per la mia esperienza, i Processi di Mani Pulite che si sono anche allargati a tutta l’Italia hanno rappresentato allora la “Rinascita” di un Paese che è ridiventato veramente normale, sono stati l’equivalente di quel Commissariamento Purificatore che tu oggi auspichi per la Calabria e per i Calabresi.
Quindi io sostengo che oggi in Calabria e nel Meridione d’Italia la Legalità può ancora vincere, bisogna volerla ed applicarla fino in fondo e lo Stato, se vuole, ha tutti i mezzi per farlo.
Va detto però che serve anche necessariamente il Piano Tattico/Strategico di cui ho già parlato, altrimenti la sola applicazione della Legalità ( Indagini, Processi e Arresti ), in questo contesto di Degrado Socio-Culturale ed Economico, non è sufficiente.
Credo che si possa e si debba avere Fiducia e Buona Volontà di applicare fino in fondo le Leggi esistenti e fare improrogabilmente ed inderogabilmente il più presto possibile tutti gli interventi dello Stato che sono necessari e sono certo che, nel medio periodo, si potrà finalmente “Emergere”.
perche’ l’ultima volta che alzarono la cresta, Garibaldi e Bixio li fucilarono. li chiamavano “picciotti” e ci speravano veramente. ma il caro Camillo e il caro Savoia, ovviamente, preferirono lasciare il popolo nelle mani del clero e della vecchia aristocrazia. oggi e’ lo stesso.
Salve!? Il ponte di Messina,oltre a creare lavoro,credo x 10.000 persone,attirerà x la sola curiosità tanti turisti.E basta con questi aiuti,ke poi non si sa la fine! ma siamo veramente tutti stupidi noi italiani?ke senza l’aiuto statale non sappiamo far altro? e…ke…azz.Allo stato,dico;solo di lasciar lavorare e non far sentire il fiato sul collo degli imprenditori ecc.Notte gente.
Pensavo di essere nel 2010, ma se rileggo gli scritti di Pasquale Villari, Franchetti e Sidney Sonnino sulla Questione del Mezzogiorno, mi rendo conto che siamo ancora nella Locride del 1866-1875. Mi ripeto la domanda di Villari: “Di chi é la colpa?”
Anita, apprezzo la tua analisi e la condivido. La gente ha paura e la capisco. Funzionari dello Stato, nei vari apparati, non adempiono le funzioni come dovrebbero. Porzioni del nostro territorio, nelle varie regioni o città, sono, di fatto, “santuari” della malavita. I media ne ascrivono il perdurare alla mancanza di senso civico nelle persone. E non giustificano paure, reticenze e silenzi.
La mia sola ironia era rivolta a tutti quei giornalisti che fanno propria una tale visione; forse perché sotto i loro panni si cela una grande esse.
non c’entra con la discussione :
DUBLINO – Il primo ministro dell’Ulster, Peter Robinson, leader del partito unionista Dup, si è autosospeso dall’incarico per sei settimane e ha chiesto alla collega Arlene Foster, attualmente ministro locale per le imprese, di prendere il suo posto. La decisione è stata presa in seguito allo scandalo scoppiato per la relazione di sua moglie Iris, 60 anni, con un diciannovenne al quale aveva prestato 50mila sterline.
La notizia, data all’Assemblea nazionale dell’Ulster dallo ‘speaker’ William Hay, è arrivata poco dopo che Robinson aveva ricevuto una conferma di massimo sostegno dal suo partito. La sospensione dovrebbe durare quanto una possibile inchiesta sul suo operato sul prestito ottenuto dalla moglie, del quale sapeva ma che non dichiarò, come invece impone di fare la legge.
capito mi hai questi qui si incazzano di brutto x 50 000
sterline non dichiarate.
fa riflettere ,il diverso modo di comportamento dei politici italiani ,e il giusto peso che danno loro ad una vicenda di evasione.
Risalve tutti!? Leggo,si parla di Mafia e Ndrangheta,e ognuna ha la sua appartenenza.Mi spiace,credo una volta sì! ora vedo queste due (sigle o organi?)in tutti i comuni d’Italia!.Nel senso ke lo skifo è nelle amministrazioni pubblike! altro ke Sicilia,Calabria,Campania,Puglia ecc.ecc..Poi,non si è capito,ke ki comanda sono i Sistemi di Potere.Primo organo:Il Cleb. 2)secondo ordine Il colosso di Ginevra. 3)terzo organo:I suggeritori.quarto organo:Think Tanks.Quinto organo:L’Europa dei burograti non eletti.Sesto Organo: il Tribunale degli Investitori e degli Speculatori Intrernazionali.E tanti altri.Ognuno di questi organi ha un potere inimmaginabile!.Qualke organo,addirittura può condizionare la finanziaria di un Paese ecc.Sse vedemm gente.
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Latina
a Fedenrico. Non sono sicura di capire la tua ironia.. La reazione della gente di Napoli davanti al cadavere del bar è stata instintiva. Indegna, vigliacca, disumana, ma instintiva. Se tu fossi cresciuto in un ambiente da sempre controllato dalla malavita, il tuo primo istinto sarebbe proprio quello: non vedo, non sento e probabilmente non parlo. I coraggiosi che l’hanno fatto – vedere, sentire, parlare – se ne sono pentiti perché compiuto il loro dovere, lo Stato li molla come un calzettino sporco.
Sto cercando da due giorni di spiegarvi che tutto in Calabria è una catena perversa di cause ad effetti tra Stato e Calabresi, la ‘ndrangheta è marginale e si insinua solo nelle maglie deboli, un colpo nelle maglie dello Stato – appalti – un colpo in quelle della popolazione – droga, usura, pizzo. Il più grande responsabile dell’andazzo è lo Stato, che negli ultimi cinquant’anni si è accontentato di spedire ogni tanto un pacco regalo di qualche miliardo di lire, per esempio sotto forma dell’abominevole 488, comprandosi il pacchetto di voti necessari ad andare avanti. Vi cito un esempio: in Lorena (Francia) c’è una cittadina, Amnéville, che era un grandissimo centro siderurgico e miniero. Arrivata la crisi e stoppate tutte le attività, nel giro di 5 anni, Amnéville è rinata come stazione termale, parco divertimento, golf, pista di sci estivo con neve artificiale, ecc. Bagnoli era nelle stesse condizioni e aveva le stesse possibilità. Vi risulta che c’è turismo intensivo a Bagnoli? Mi spiace dirlo ma questo Stato italiano è un cattivo genitore che compra il videogioco al figlio pur di farlo stare buono e zitto, salvo poi lamentarsi che è ingrato, ignorante e sfaticato. Lo ripeto, il Calabrese può aiutare lo Stato, ma spetta allo Stato dirigere i lavori di risanamento. Ma perché continuo a scrivere Stato con la maiuscola ?!
Brava, Anita!
A ciascuno il proprio ruolo. Agli apparati dello Stato l’assolvimento dei loro compiti. Prima di scaricare sul cittadino l’onere del “reagire”, s’interroghino sulle proprie funzioni, così scopriranno che quel “reagire” è specifico compito loro.
La televisione mostra il cadavere a terra di un uomo assassinato, il killer gli è accanto; una persona e poi un’altra ancora passano loro vicino con “indifferenza”.
La televisione inquadra venditori di droga; una persona e poi un’altra ancora passano loro vicino con “indifferenza”.
Dio mio, che vergogna!
Fosse passato di lì il bravo giornalista con la sua famigliola, sia killer che trafficanti non l’avrebbero passata liscia.
Anchio parlo di retribuzione netta, quella cifra in basso a destra; al metalmeccanico gli spettano 1300/1400 €. ma ne prende solo 1000/1050. Lo Stato incassa sì tasse e contributi, ma perde dopo, perché al MMC gli mancano 1/3 di stipendio da spendere onestamente.
Per il resto mi sembrava di avere scritto chiaramente che il lavoro di pulizia spetta allo Stato, ma i Calabresi non devono chiedere aiuti soprattutto economici dallo Stato, quelli aiuti costanti e indiscrimati hanno fatto solo danni, non un solo risultato positivo. Una soluzione sarebbe una pulizia totale delle Amministrazioni locali mandando a casa gli eletti oltre i trent’anni e lasciando spazio ai giovani che sono ancora incorrotti e pieni di buona volontà. La prova sta nell’ottimo risultato della legge 608 del 96 ricondotta poi nel 2002, quella del Prestito d’onore. Ma lo Stato ci levi di torno la ‘ndrangheta! Potremmo farlo noi, ma purtroppo non siamo votati al martirio e alla pelle ci teniamo. Lo Stato invece ha forza e mezzi.
Allora Anita, il problema non è tutto nella busta paga.
(Io parlavo di retribuzioni nette: perchè, come dice Ennio Doris, è il netto quello che conta!). Il vero problema è che la Calabria va rivoltata come un calzino! E sono d’accordo con te.
Però allo stato lasciamo la caccia alla ‘Ndrangheta, al popolo calabrese, tocca invocare più responsabilità, più libertà, più educazione e non più assistenza.
Franz January 11th, 2010 at 12:13 pm.
Si dà il caso che abiti in Calabria e abbia dei terreni agricoli…
Adesso spiegherò a lei e Filippi perché i giovani del sud rincorrono il lavoro statale anche se nel privato il lavoro abbonda. Il problema è tutto nella busta paga, che è uguale a quella di una segretaria di Milano, di un metalmeccanico di Firenze, di un operaio agricolo della Padania, ma al momento del pagamento dello stipendio l’operaio metalmeccanico si ritrova si e no 1000 euro in mano. Perché sulla carta è pagato secondo gli accordi sindacali ma in realtà gli daranno dai 45 ai 50 euro al giorno, anche se sta in cantiere 10 ore. E si vi date la pena di controllare vedrete che la situazione è questa in tutto il comparto privato: commercio, edilizia, agricoltura, servizi ecc.. Ah certo, potrebbe rivoltarsi, denunciare il datore di lavoro, interessare i sindacati, e poi stare a casa ad aspettare dei sussidi che non arriveranno! Vi chiederete perché il datore di lavoro agisce il questo modo ? andate a leggervi gli esiti delle gare d’appalto nel sud.. i ribassi vanno mediamente dal 20 al 28%, mentre lo stesso lavoro nelle Marche per esempio, è aggiudicato con un ribasso del 6/8%. Per forza si cerca poi di risparmiare su tutto, a cominciare dalle paghe. Poi succede che il nostro metalmeccanico abbia bisogno di fare lavori in casa o di fare riparare la sua macchina o di mandare i figli dal dentista. Mancando il 20 sino al 50% dello stipendio, si arrangia e paga al nero tutti quanti, i quali a loro volta usano gli studi di settori per pagare le tasse necessarie ma non quelle realmente dovute. Basterebbe un semplice controllo sulla dichiarazione IRPEF dei possessori di BMW, Mercedes, e SUV vari. E’ vero che spesso questi veicoli sono intestati alla ditta, così come vengono scaricate le fatture del televisore da 40″, le provviste di casa acquistate al Metro o simile con la partita IVA, la benzina, le assicurazioni, la gita al ristorante, magari anche l’albergo degli invitati al matrimonio del figlio, il personal computer della figlia, ecc.
Vede Caro Bogan, si dovrebbero mettere in galera praticamente tutti i Calabresi. Anche gli statali. Perché si sono “venduti” per un posto fisso innamovibile e pagato correttamente, ma i soldi non bastano. Allora il professore dà lezioni private. In nero. Il geometra del comune fa pratiche private a casa. In nero. Ognuno si dà da fare. In nero. Poi c’è quell’imensa truffa ai danni degli Italiani, chiamata “energie alternative”. Ormai i terreni agricoli non sono più coltivati: si affittano per posa di campo fotovoltaici e/o eolici sovvenzionati dallo Stato così che in 6/7 anni l’impianto è ripagato e si campa di rendite.
A proposito nel post di ieri, mia figlia mi ha fatto notare che tra le spese affrontate dai nostri giovani agricoltori c’è anche il pizzo. E le posso credere dato che è laureata in agronomia e ben al corrente nell’andazzo.
Finisco.
Per Carlo che esponeva un piano strategico/tattico, gli risponderò semplicemente che la Calabria va dichiarata in fallimento e messa in amministrazione controllata. Lo Stato ha fatto anche troppo ma non quello che doveva fare: lo Stato. La Calabria va rivoltata come un calzino, passata al pettine fino – quello dei pidocchi per intenderci. Lo Stato si occupi di levare di torno la ‘ndrangheta, se vuole lo può. Poi azzeri la lavagna, inutile correre dietro evasori e furbetti. Ma da lì in poi chi sgarra paga con la galera. Senza sconti.
Anita, il problema non mi pare si risolva con i Nati in Italia esclusi dal computo non essendo per giunta ancora Cittadini Italiani e che creerebbero comunque una ulteriore discriminazione. La “sgangheratezza” della Proposta di Legge resta tutta, la Gelmini ha dei “limiti” seri ed insieme a lei anche i suoi compagni di governo che non “capiscono” e “vedono” la palese “anomalia” di carattere “Generale” insieme anche alla altrettanto chiara difficoltà di applicazione pratica della Proposta di Legge, senza che vengano lesi di fatto i Diritti Universali della Persona all’Istruzione.
Ma, della situazione italiana e meridionale, in particolare emersa con i fatti di Rosarno, che ne dici?
Condivido in toto le domande di Filippi sulla questione lavorativa.
In molti, nei loro commenti al post, si affaticano a cercare alibi, “tirando in ballo” il lavoro sottopagato, il sindacalismo meridionalista, l’antileghismo di maniera, lezioni di estimo e economia agraria da ante guerra (Anita January 10th, 2010 at 7:30 pm: ma dove abiti, dov’è che 10mila metri quadrati di terreno costano 20 mila euro? Nel Mali? Io sono figlio di agricoltori e ti assicuro che i prezzi della terra sono ben più alti.), e via dicendo…ma è proprio come dice Filippi!
In estate, nella Pianura Padana puoi fare anche 3mila euro al mese sulle macchine agricole (a qualcuno serve l’indirizzo?). Puoi mungere le vacche, per circa 3.500 euro/mese: lavoratori ricercatissimi, certamente la sveglia è alle 5 (serve indirizzo?). Puoi saldare in una carpenteria a circa 2.000 euro/mese. Puoi rispondere al telefono, circa 1.200 euro/mese. Certo, si inizia con 3-6 mesi di stage, spesso gratis, senza rimborsi. Ma si comincia!
Perchè solo a Rosarno i giovani intervistati (Tg1, Tg5, Tg2)negano che dietro agli immigrati sfruttati ci sia la ‘Ndrangheta?? Quanti “Lo stato ci ha abbandonati” dovremo ancora sentire???
A carlo January 11th, 2010 at 11:05 am
Lei non è stato affatto buon profeta, ha solo dimostrato di bersi qualsiasi cosa senza verificare. Se si prendeva il disturbo di leggersi la Circolare Ministeriale in bella vista sul sito del M.I.U.R. avrebbe letto che il 30% si riferisce agli alunni NON italiani. C’è scritto almeno 40 volte, bastava volere sapere. Ma lei è pronto solo a fare le pulci al ministro, vero? La Gelmini ha avuto il torto di volere corregere gli articoli dei giornali e precisare, le sarebbe bastato dire “andate a leggervi il Comunicato, st***** !”
Salve tutti!? Lupo,i contadini del mi paese si son fatti tutti una o più case,certo lavorando e la mattina e il pomeriggio:Se non lo sai,il contadino (almeno da noi)fa le 5-6 ore a “secondo il tipo di lavoro” e lavorando anke il pomeriggio incrementa la paga,e “dico PAGA da PRECARIO” e non da stipendiato.Poi si sufruisce ankora di un’altro arrotondamento dal sussidio di disoccupazione agrikola,ke viene pagato in base alle giornate lavorative e al nukleo famigliare.X farla breve;se non ci fossero gli invasori disgraziati dalla loro politica a togliere una buona percentuale di lavoro,x paghe misere e da “SKIAVI” si starebbe meglio!e “SENZA RUBARE”.Ci vediamo.
Sono stato un facile Profeta nella mia nota del ( January 9th, 2010 at 9:35 pm ) e Come Volevasi Dimostrare, il Ministro Gelmini ha già subito Rettificato la sua Proposta di Legge “sgangherata” sul 30% di immigrati nelle Classi scolastiche.
La Gelmini ha aggiunto che dal computo del 30% di immigrati nella Classi delle Scuole si escluderanno i figli nati in Italia.
Quasi certamente, appena si faranno ulteriori verifiche si tornerà indietro anche sulla restante parte della Legge, per evidenti e lapalissiani violazioni di elementari e basilari Diritti Universali dell’Uomo, dai quali non si può prescindere se non si vuole rischiare che la Comunità Internazionale ci imponga di farlo mettendoci in ridicolo e facendoci fare, ancora una volta, marcia indietro dopo una magra figura.
Bisogna infatti che venga in ogni modo salvaguardato e garantito prima di tutto il Diritto all’Istruzione di Tutti i figli degli Immigrati e non solo di una Percentuale.
Per quanto riguarda Rosarno la Formula Matematico-Politica indicata da Lupogrigio:
Meno PONTI = Meno MAFIA
Significa semplicemente che i tantissimi Soldi che si intendono spendere per fare Opere Faraoniche ( PONTE sullo STRETTO ) se si destinassero in Infrastrutture di Base ed Essenziali ( Strade, Scuole, Servizi Pubblici, .. si veda la mia Nota del January 10th, 2010 at 9:07 pm ) si aumenterebbe il Lavoro e la Legalità con la conseguente diminuzione della Mafia.
Va poi osservato che l’intervento della Polizia e dei Carabinieri a Rosarno è stato fatto solo per il trasporto degli Immigrati in salvo nei Centri di Accoglienza e non si è fatto ancora nulla per prendere ed arrestare i Criminali Malavitosi che hanno sparato ed i Farabutti che hanno schiavizzato e maltrattato quei poveri disgraziati; e non si dica che nessuno sapeva niente perchè non è vero, i Fatti ed i Criminali erano e sono ben noti a tutti, Forze dell’Ordine in primis, e non si è intervenuti.
Ripeto quello che ho già detto, lo Stato e l’Italia ne escono sconfitti ed hanno dato a noi italiani ed al Mondo intero un’immagine veramente “meschina” di se.
Si è avuta la Prova Provata che Non Basta la Legge Bossi-Fini per la Gestione dell’Immigrazione, essa è infatti legata al Problema del Lavoro, a quello del Sottosviluppo e dell’Ignoranza ed a quello della Criminalità Organizzata del Meridione Italiano e quindi, purtroppo, ci vuole ben altro per risolverlo.
meglio il guado se proprio devo segliere ,che la mafia?
in questo momento è necessario che lo stato dia un segnale della sua presenza. Gli immigrati clandestini vanno espulsi e basta, così come gli italiani che hanno commesso reati vanno puniti, poi bisogna sperare che gli immancabili giudici che fanno lotta politica e non il loro lavoro, non assolvano tutti, così solo per andare contro il governo
Lupogrigio.
Ho accolto con serietà il tuo “ponti”, nel convincimento che tu volessi con quello riferirti alle infrastrutture in generale, ovvero a tutte quelle opere complementari (tra le quali, per l’appunto, i ponti), cioè necessarie allo svolgimento di una qualsiasi attività.
Se però la tua affermazione è da intendersi alla lettera, se ne ricava, necessariamente, che l’alternativa alle mafie sono i guadi.
Per il grave Problema della “Questione Meridionale” che in Italia esiste da sempre, anche prima di Garibaldi, non potremo certo noi trovare Taumaturgiche Soluzioni in tempi rapidi.
La Soluzione del Problema Meridionale e che nel resto dell’Italia si manifesta più semplicemente come “Disoccupazione” è molto complessa e si articola certamente su più interventi, alcuni dei quali sono di tipo “Strategico” da realizzare nel lungo periodo, altri sono di tipo “Tattico” da mettere in campo in tempi medi e brevi.
Sono quasi tutte state toccate anche dai vari interventi nel Blog, ed esemplificate egregiamente da Anita, cerco di fare un riepilogo:
Interventi di tipo “Strategico”:
1- Interventi dello Stato per l’Istruzione Pubblica per tutti: Scuole, Insegnanti, Incentivi ed Agevolazioni per chi Studia e si Specializza nei canali formativi individuati ed indicati dalle Regioni per le reali esigenze del mondo del lavoro locale e nazionale.
2- Creazione di un’Agenzia del Lavoro Regionale per indirizzare l’Istruzione e la Formazione Professionale secondo le esigenze reali del Mondo del Lavoro, favorendo l’incontro tra Domanda e Offerta con una “gestione pubblica” da affiancare al normale e spontaneo incontro privato.
3- Interventi dello Stato e delle Amm.ni Locali per la realizzazione delle Infrastrutture Essenziali e Primarie: Strade, Ferrovie, Reti dei Servizi Pubblici di Base, Rete di Trasporti Pubblici e Privati, Asili, Scuole di ogni Ordine e Grado, Servizi Pubblici per Giustizia e Sicurezza, Servizi Privati,….etc, ..etc.
4- Incentivi ed Agevolazioni dello Stato per la Creazione e lo Sviluppo di Progetti, Attività ed Aziende in Settori Strategici individuati dallo Stato e dalle Regioni.
5- Presenza dello Stato diffusa con Stazioni di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza in ogni Centro abitato.
Interventi di tipo “Tattico”:
1- Servizi di Supporto per il controllo del Territorio da parte dell’Esercito.
2- Controllo dello Stato e delle Amm.ni Locali sull’Immigrazione per il Rispetto e la Garanzia della sua Regolarità.
3- Interventi dello Stato e delle Amm.ni Locali per la “pulizia”, il risanamento e la eliminazione delle Situazioni di Degrado Socio-Ambientale e per impedire il perpetrarsi di Condizioni di Vita non consone ai livelli che un Paese Civile, Avanzato ed Occidentale deve avere.
Per intenderci, gli interventi fatti a Rosarno di Trasferimento degli immigrati nei Centri di Accoglienza e delle Ruspe per “pulire” il territorio sono stati interventi “Tattici” ( certo anche necessari, data la situazione di emergenza ) che sortiscono però solo effetti temporanei, mancano infatti tutti i necessari interventi Strategici che sono molto, ma molto più importanti ed essenziali e, se non verranno fatti, non si sarà ottenuto assolutamente niente e saremo punto e da capo.
Anzi a Rosarno oggi la situazione è peggio di prima, essendosi verificata, in forma plateale, certificata e sotto gli occhi di tutti, una Grande Sconfitta dello Stato, delle Amm.ni Locali, dei Cittadini, dei Disoccupati ed anche dei poveri Immigrati con la netta Vittoria della Criminalità Organizzata..
Ha vinto la ‘Ndrangheta che, nel CAOS e nell’Assenza dello Stato e delle Istituzioni ha tutto da guadagnare avendo dimostrato di essere lei e solo lei il Vero Gestore Determinante per la Situazione in quel Territorio.
sempre x man dai un occhiata a quest’ articolo
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2415516&yy=2010&mm=01&dd=10&title=una_scuola_e
anita concordo in tutto
be x il gf forse se salta è maglio ma x il resto è un ottimo segnale x i fan del silvio.
Sciopero Mediaset, rischio Campionato e GF
I dipendenti dicono no alle esternalizzazioni del lavoro decise dall’azienda e si asterranno dal lavoro domenica e lunedì. A rischio anche “Il grande fratello”
Il ragionamento di Filippi fila, si incaglia nella pratica. Molti italiani rifiutano un lavoro che sarebbe in perdita secca, perchè sottopagato. Gli stranieri invece lo accettano non perchè “si contentano di poco” ma perchè riescono a gestire situazioni per noi inaccettabili. Si trovano stranieri disposti a lavori (anche fissi) da quattro soldi, che poi scopri vivono in otto-nove in bilocali attrezzati con letti a castello in condizioni di promiscuità per noi inaccettabili (più famiglie assieme). Così pagano un affitto che – a cranio – è di un centone mese. In questo scenario non solo sono veramente ricchi al confronto con qualsiasi normale lavoratore italiano, ma riescono anche a mandare soldi in patria. Diciamole, anche , queste cose. Pagate adeguatamente il lavoratore e questo il lavoro non lo rifiuterà di sicuro.
Vorrei rispondere a Stefano Filippi sul suo ultimo paragrafo. Quel che scrive è magnifico… sulla carta. A parte che un misero ettaro di terreno costa dai 20 ai 25000 euro, a parte che agricoltori non ci si inventa, anche ammesso che un gruppo di giovani riesce a mettere su un’azienda agricola, a piantare un aranceto, curarlo, aspettare che cominci a fruttificare, ammesso che arrivino alla raccolta senza subire danni da grandine, ammesso che oltre alle loro braccia si aggiungono anche braccianti regolarmente ingaggiati, ammesso che la ‘ndrangheta non ha bruciato i mezzi agricoli, o distrutto il frutteto, o minacciato i mercati generali che compreranno il loro raccolto … Ammesso tutto questo, alla fine della stagione il loro primo raccolto sarà di 80 000 kg di arance(l’optimum!) pagate ai mercati generali tra 0,26 e 0,29 al kilo, (che lei paga da 0,80 a 1,20..) ossia 23.200 euro. Con questo pagheranno i braccianti (8 ore x 9 euro per 5 operai per 14 giorni lavorativi = 5.000,00 euro ottimizzando) + le casse agricole, la C.A.C., le assicurazioni, i trasporti ai mercati generali,gli interessi bancari per l’acquisto del terreno e dei mezzi agricoli, dei concimi e dei fittofarmaci, dell’acqua (sapeste quanto beve un’ arancio!) e speriamo che abitano ancora tutti da mamma/papà che li nutrono e li tengono al caldo. Ancora ammesso che loro stringono i denti, accendono ceri per il favore dei due Santi del ghiaccio (Medardo, Barnabeo), aspettano la stagione seguente continuando ad indebitarsi per i fittofarmaci, i concimi, le potature, l’acqua, la banca, i mezzi agricoli, quanto ci metteranno prima di cedere e prendere mano d’opera della ‘ndrangheta? E quando la banca comincerà ad essere feroce ? Chi li proteggerà dalle pressioni degli usurai ? E se hanno preso terreni agricoli confiscati, chi protegge il loro lavoro e la loro vita ?
Vede Sig. Filippi, la volontà di fare ai giovani calabresi e del sud in generale non manca, ma devono sempre guardarsi alle spalle e non entrare in conflitto con la ‘ndrangheta perché sanno che non possono contare sullo Stato per la loro sicurezza, perché lo Stato gira la testa dall’altra parte e lascia fare. Chiude gli occhi sugli abusi (6 miliardi di contributi agricoli non pagati), sulle truffe alla CEE, sulle braccianti agricole sempre incinte “ingaggiate” dal proprio padre agricoltore diretto, sulle false malattie e le false giornate lavorate, sui falsi invalidi, sulle false dichiarazioni di tasse, ecc.. Vede Sig. Filippi essere onesti è sempre difficile, esserlo in Calabria dove tutto è truccato con il benessere della politica e dello Stato è una scommessa persa in partenza.
il ministro ministro maroni è lo stato caro gianfry.
concordo con te che devono essere i cittadini che contrastano lo stato ma stiamo aspettando questa riscossa da piu di 50 anni .
uno che si è distinto contro la mafia
Mori fu quindi trasferito a Firenze nel gennaio del 1915, con la carica di vicequestore. In seguito ad un inasprimento della situazione in Sicilia, coincidente con l’inizio della guerra, vi fu rimandato al comando di squadre speciali mirate ad una campagna contro la delinquenza. Nel corso dei suoi rastrellamenti, Mori si distinse ancora una volta per i suoi metodi energici e radicali. A Caltabellotta, in una sola notte, fece arrestare più di 300 persone[2]; nel complesso, ottenne risultati molto positivi. Quando i giornali parlarono di “Colpo mortale alla mafia”, Mori dichiarò ad un suo collaboratore:[2]
« Costoro non hanno ancora capito che i briganti e la mafia sono due cose diverse. Noi abbiamo colpito i primi che, indubbiamente, rappresentano l’aspetto più vistoso della malvivenza siciliana, ma non il più pericoloso. Il vero colpo mortale alla mafia lo daremo quando ci sarà consentito di rastrellare non soltanto tra i fichi d’india,
ma negli ambulacri delle prefetture, delle questure, dei grandi palazzi padronali e, perché no, di qualche ministero.
questo si che ci vedeva chiaro
mori aveva capito 1oo anni prima la tresca mafia politica . falcone e borsellino le scoprirono piu dardi.
soluzione niente missioni di pace all’estero perche la guerra
cè qui subdola invisibile ;militarizzazione del sud inplacabili verso le mafie e soprattuto verso i politici mafiosi. ecco la soluzione
ha ragione stefano niente ponte
fenderico non ho detto opere infrastutturali o detto
-ponti=-mafie -mafie=+lavoro e legalita’.
ciao DamyEku
Risalve tutti!? Basta credere nel posto fisso ke si può arrivare a fine mese.Da me ci si è arrikkiti con il posto da precario,pokissimi hanno avuto il posto fisso,e,se non allungavano le mani col cavolo arrivavano a fine mese.Sono più x una casa x tutte le famigle!e vediamo se facendo il precario non si arriva a fine mese.
fammi capire facendo il precario e rubacchiando qualcosa ti sei fatto la casa??
mann non c’entra niente quello che tu dici col tetto del 30%
lo so che ci sono extracomunitari alle medie ed anche alle professionali ma col tetto non c’entra nulla.
Roma, 8 gen. (Apcom) – Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini annuncia che dal prossimo anno scolastico scatterà il tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi, lo comunica lo stesso ministro in una nota, spiegando che “si parte dal 2010-2011 dalle classi prime di elementari, medie e superiori”, e sottolineando: “Aperti alla integrazione, ma salvaguardia anche dei simboli e dell’identità della scuola italiana”.
giusto o sbagliato?
DamyEku, spero sia una battutaccia la tua… mi si è stretto il cuore, credimi.
Risalve tutti!? Basta credere nel posto fisso ke si può arrivare a fine mese.Da me ci si è arrikkiti con il posto da precario,pokissimi hanno avuto il posto fisso,e,se non allungavano le mani col cavolo arrivavano a fine mese.Sono più x una casa x tutte le famigle!e vediamo se facendo il precario non si arriva a fine mese.Poi tutti si lamentano,e tutti giokiamo a grattare! devo dì ke se lo stato,vuole veramente aiutare gli italiani,deve blikkare i gratta e vinci x qualke anno,ormai il gratta e vinci ha preso dal più piccolo al più grande.Sse vedemm gente
Caro Filippi sperare che gli oppositori di Berlusconi (di questo si tratta) possano trovare un che di positivo nei provvedimenti di questo governo è escludibile a priori. Ciò che serve è sempre qualcosa di diverso, nel merito, nel metodo o in ambedue. Piacerebbe a chiunque che in due mesi i problemi non risolti o aggravatisi in oltre quaranta anni trovassero soluzioni ideali, che a tutti fosse garantito un reddito dignitoso, che la malavita venisse estirpata e che le opere pubbliche necessarie spuntassero spontaneamente come le erbacce ai margini delle strade. Sono convinto che quanto si sta facendo potrebbe essere fatto meglio, più velocemente e con maggior grazia ma dopo tanto dibattere mi sembra più rilevante che dei problemi si cominci a prendere coscienza con più realismo e meno ideologia e si inizi la sperimentazione di soluzioni possibili (non fantasiose) da perfezionare nel tempo. I problemi legati al lavoro e all’immigrazione sono sicuramente tra quelli di più difficile soluzione, volendo garantire un minimo di rispetto per tutti. Non parlo per sentito dire. I miei nonni migrarono per procurarsi di che vivere (con lavori sicuramente non comodi ne puliti) e mio padre, dopo tre anni di scuola (dico tre) alla bella età di otto anni cominciò la sua attività lavorativa trasportando calce e mattoni su e giù per le impalcature. In seguito, con un reddito microscopico, problemi legati ad una guerra a cui partecipò direttamente salvando solo la pelle, con il contributo di una moglie capace di sacrifici che non faticherei a definire eroici, ebbe il coraggio di crescere dignitosamente tre figli e di farli studiare assecondando le sue e le loro aspirazioni. Ovviamente si trattava di persone a cui la virtù non era estranea e che non si sarebbero mai sognate di pretendere o anche solo sperare di poter affidare ad altri la soluzione dei loro problemi, pur coscienti di non esserne la causa. Le virtù che permisero l’incredibile sviluppo del nostro paese mi sembrano veramente ridotte al lumicino, quando non definitivamente scomparse, mentre sono salite alle stelle pretese e lamentazioni di ogni genere. I problemi ci sono e come, ma nessuno può escludere che la loro soluzione debba ancora passare dalla capacità di fare sacrifici e di accettare rinunce. I ricchi c’erano anche ai tempi del mio buon papà ma io non ricordo di averlo mai sentito inveire per questo motivo, o per lamentare la mancanza delle tante cose che non potevamo permetterci. Rispettava il suo lavoro, le leggi dello stato e anche quelle della Chiesa, ci dimostrava il suo amore in tutti i modi che gli erano consentiti e quando era in vena di bagordi si concedeva una sigaretta o un bicchiere di vino, oltre tutto di pessima qualità.
Salve tutti!? Non diciamo stupidaggini! nelle campagne son pokissimi i lavori umili o da skifo.Ve ne cito qualkuno: raccogliere le olive,tagliare il sedano e forse qualke altro.Raccogliere i pomodori non è un lavoro pesante ok? e come tanti altri,ormai in campagna non si fanno più;nè lavori pesanti e nè umili.E non è vero ke gli italiani non vogliono far lavori di campagna! anzi investono invece nei terreni.Da noi una giornata lavorativa x 6-7 ore viene pagata 45 euro,mentre lo stesso lavoro (con più ore)fatto dagli emigrati vien pagato non più di 30 euro,questo è il vero problema il xkè l’accanimento contro gli emigrati,altro ke un disoccupato(come qualkuno ha scritto)ke non vuole lavorare.In poke parole;ki vuole la manodopera e bianca e nera pretende da entrambe le razze la vera “SKIAVITù” e ki la sopporta (in questo caso) gli emigrati.Sse vedemm gente.Ah! x lupo; sono un Homeless.
Tutte storie. Non è vero che gli italiani non vogliono più fare certi lavori, è che non possono più permettersi di farli con salari che sono i più bassi d’Europa. I padroni, così umani!, chiedono porte aperte agli immigrati per mantenere bassi i livelli salariali: aumentando l’offerta di manodopera la si inflaziona e si abbassa il costo. E’ chiaro?
Lupogrigio.
Meno opere infrastrutturali, meno mafie; meno mafie, più lavoro e legalità.
Se con questo intendi dire che le mafie sono incline ad intrufolarsi in ogni significativa attività economica, ciò è vero. Ma affermare che l’interesse delle mafie è rivolto alle sole opere pubbliche, non mi pare corrisponda a verità. In ogni caso, la costruzione di strade, ponti, ferrovie, aeroporti, ecc. è requisito fondamentale per l’economia di qualsivoglia regione.
Lotta alla mafia. In questi ultimi due anni si è fatto quanto negli ultimi cinquanta.
Provate ad andare in un corteo di disoccupati e chiedete loro se vogliono andare a raccogliere pomodori per 8 ore al giorno, scommettiamo che nessuno dira’ di si? Il disoccupato che sfila per le strade vuole il posto di lavoro, non di fatica, vuole andare in ufficio o in fabbrica dal lunedi al venerdi, avere 3 pause caffe’, pause illimitate per fumare, pranzo in mensa riscaldata,stipendio puntuale il 27 del mese.
Nessuno accettera’ mai di andare nei campi,nessuno spacchera’ mai la legna, nessuno mai “fatichera’” vogliono il lavoro, e questo manca, o magari non esistera’ mai per tutti, ma tra arrangiarsi vivendo alla giornata o andare nei campi la scelta e’ ovvia da parte dell’italiano, nei campi ci vadano gli immigrati, noi vogliamo il lavoro e lo stato ce lo deve dare.
Ma se i nostri giovani , che pur avranno un pò di puzzetta sotto il naso , rifiutano certi lavori soprattutto perché non ci si campa ( figuriamoci tirar su famiglia ) perché dovrebbero pretenderlo gli extra-comunitari , che tra l’altro la famiglia – o meglio la tribù – , per legge , se la portano dietro.
Ma vorrei anche rispondere a lupogrigio che si lamenta della Gelmini e del tetto di stranieri per classe. Quando si apre bocca caro amico bisogna sapere ciò che si dice : ci sono alunni extracomunitari anche alle scuole medie ( quelli detti di prima alfabetizzazione ) che si ritrovano nelle classi solo per una questione di età , ma che non spiccicano una parola di italiano perché magari appena arrivati in Italia; ne consegue che o vengono abbandonati al loro destino o si ferma tutta la classe. Un consiglio : prima di aprire bocca accertati di avere il cervello connesso.
Questa è una bella discussione! ed infatti le nostre opinioni risentono meno degli orientamenti politici, ma vanno più sui nostri pensieri(a parte il solito Dany…).
Nella mia azienda, i lavori più faticosi, sono fatti da extracomunitari, e penso sia così anche nella maggior parte delle aziende del nord.
Lavori a dire il vero non usuranti, con tutele nel campo della sicurezza e dei diritti, questo darebbe ragione a quanto dice Stefano Filippi cioè che i giovani oggi certi lavori li rifiutano e quindi vengono fatti dagli extracomunitari.
Se parliamo del sud però la faccenda si complica, perchè subentra la mancanza di sicurezza di diritti e anche di tutela sindacale, unita a un salario da fame, posso capire che i giovani del sud cercano lavori diverso o emigrano al nord.
Non sono tanto daccordo in questo caso con Carlo, perchè è giusto seguire i propri ideali e le proprie ambizioni, ma come dice un detto delle mie parti “Pensa alle cose che ti piacciono dopo che hai portato il pane in casa!” era un pò diverso…ma insomma,direi che rende.
Perchè non facciamo una bella proposta trasversale?
Lasciamo perdere quell’obbrobrio di progetto del ponte di Messina, sappiamo benissimo tutti come andrà a finire, e investiamo questi soldi per i giovani del sud che si vogliono associare o mettere su impresa? creaiamo una struttura di uomini ben pagati e controllati direttamente dal ministro dell’interno che verificano che questi fondi vengano effettivamente usati bene, forse qualcosa può cambiare che ne dici Stefano e voi tutti?
rispondo a lupogrigio che dice che a contrastare il monopolio malavitoso ci DOVREBBE pensare prima il ministro maroni…NO, secondo me, a contrastare i malavitosi devono essere i cittadini che devono rifiutare qualsiasi aiuto della malavita, solo allora deve intervenire lo Stato ed aiutare i giovani;la malavita funziona solo se riesce a reclutare giovani per contrastare lo Stato, ma se si trovasse sola, non avrebbe ragione di esistere.
fenderico e riccardo le cose che dite voi sono opposte
se non lo fossero tutto dovrebbe funzionare a meraviglia.
per quanto riguarda la malavita al sud è la classe politica di ieri e di oggi che non la vuole estirpare.
con un tasso cosi alto di delinquenza ,tutte le attivita economiche sono danneggiate; e quindi poco lavoro poca innovazione .
la soluzione?
invece di costruire ponti eliminate le mafie.
-ponti=-mafie -mafie=+lavoro e legalita’
A Carlo.
Non credo che in Italia si impedisca a qualcuno di promuovere una attività primaria, secondaria o terziaria da lui liberamente scelta e a lui gradita. Quel “qualcuno”, però, non può pretendere che vi sia un altro obbligato ad offrire a lui il lavoro che più gli aggrada.
Quanto alla “Questione Meridionale”… è quasi tema enigmatico. Esempio:
Prendiamo gli anni dal 1951 al 1973. E’ istituita la Cassa per il Mezzogiorno a cui segue una dinamica di investimenti più sostenuta rispetto alla media nazionale. Il loro tasso d’incremento medio annuo (nel periodo in esame) è stato dell’8,79%, contro il 6,77% della media italiana; e, a partire dal 1971 fino al ’73, il volume degli investimenti annui supera quello dell’Italia Nord-occidentale.
Investimenti pro capite:
1951 – Meridione e Isole = 7.806 — Centro-Nord = 25.394
1961 – Meridione e Isole = 21.371 — Centro-Nord = 53.751
1971 – Meridione e Isole = 59.981 — Centro-Nord = 49.975
Occupazione. Periodo 1951 – 1973
Il tasso di occupazione passa dal 36,77% (1951) al 30,5% (1973)!
x DamyEku
prova fare un piccolo sforzo
in quale stato geografico ti trovi?
in che regione ti trovi?
in che provincia ti trovi?
e in che comune ti trovi.
vedi ora se il tuo ospedale funziona .
poi tira le conclusioni.
è destra o sinistra.
Salve tutti!? Sarà una koglionata la proposta del 30% degli immigrati in ogni scuola.Ma i sinistrati,almeno quelle le sanno fare? Non credo! voi sapete solo raccomandare e lottizzare(vedi i disastri in ogni ospedale e in ogni metro della pubblica amministrazione).Fate veramente skifo!!!!!!! Ci vediamo gente.
Caro Stefano Filippi,
permettimi di sottolineare il tranello ordito dalla Confindustria nella quale sei caduto – do’ per scontato la tua buona fede- e consistente con quanto riferisce il Giornale: nel sud il lavoro c’é ma gli italiani lo rifiutano. Ecco perché c’é bisogno di immigrati e relativa immigrazione di famiglie e parenti anche lontani,
perché altrimenti l’economia italiana si ferma …..BUM!
No, Filippi. Queste sono delle COLOSSALI BUGIE,che giá alla fine del secolo scorso i padroni terrieri del Sud di allora andavano propalando ,davanti allo sciopero compatto della manovalanza locale,e messa alla fame da salari offerti, e dove al posto degli immigrati, che allora non c’erano, si ricorreva ai crumiri.
Che cosa successe? Questa é storia economica verificabile da tutti.
Davanti alla massiccia emigrazione del sud, che spopolo’ le campagne del Sud Italia , i padroni terrieri fecero quello che avrebbero dovuto fare prima di costringere i loro conterranei ad emigrare per non morire di fame a causa loro.
ALZARONO I SALARI ED INTRODUSSERO I MACCHINARI IN AGRICOLTURA
..e l’economia italiana,che secondo i padroni si sarebbe dovuto fermare a causa della mancanza di manodopera,ancora oggi funziona benissimo. Cosi’ come le bugie stereotipate che ripetono i pronipoti di quei padroni e i loro servi.
Ecco caro,Filippi quale é la ricetta di ieri come quella di oggi.
N.B:ricordalo al direttore Feltri prima che s’ insulti ingiustamente i giovani del Sud e gli italiani.
Il Lavoro deve essere quello che ciascuno sa fare, sceglie e gradisce di fare, non quello che “devi” fare per forza se non vuoi morire. Il Lavoro fatto senza libera scelta, per necessità, è più simile alla schiavitù che al lavoro libero.
Certo i poveri immigrati fanno quello che trovano, vengono dal Terzo e Quarto Mondo, da paesi diseredati, dilaniati da fame, povertà, malattie e guerre; ma i cittadini italiani, i cittadini del 7 Paese più avanzato ed industrializzato al mondo, membro di diritto del G8, gli 8 Paesi più Ricchi della Terra, possono pretendere di fare un lavoro giustamente retribuito e rispettoso delle regole e delle normative sul lavoro più avanzate?
Se gli Italiani non vogliono fare quei lavori ci sarà pure un motivo, o sono solo dei pelandroni?
Ma qualcuno sa cosa vuole dire fare la Badante? O Lavorare nei campi a coltivare e raccogliere pomodori e carciofi?
Forse molti non lo sanno, ma è duro, durissimo quel lavoro, è mal retribuito e tutelato ed inoltre non offre prospettive certe per il proprio futuro.
Ma il Caso di Rosarno è anche un’altra cosa: lì c’entra la ‘Ndrangheta, la Criminalità Organizzata, il Duro Lavoro Sottopagato, le condizioni di Vita disumane degli Immigrati e l’Assenza dello Stato.
Direi, senza ombra di dubbio, che l’Assenza Endemica e Storica dello Stato è la cosa più grave ed è quella che a Rosarno, così come in tutto il Meridione, avrebbe potuto fare la differenza se non ci fosse stata.
La Storica “Questione Meridionale”, riferita alle popolazioni del Sud d’Italia, è caratterizzata dalla Arretratezza, dall’Ignoranza e dalla presenza diffusa della Criminalità Organizzata ed è dovuta soprattutto all’Assenza dello Stato ed alla mancata creazione delle condizioni, per tutti i cittadini, per l’Istruzione, il Lavoro, la Giustizia e la Sicurezza.
Per quanto attiene il limite del 30% di “stranieri” nelle Classi delle Scuole, si tratta di un provvedimento di stampo palesemente “razzista” e, senza ombra di dubbio, verrà sanzionato dalla Comunità Europea ed Internazionale.
Infatti se con tale Provvedimento non venissero accettati nelle scuole tutti i bambini “stranieri” che lo richiedessero, ci sarebbe di fatto un “negazione” al diritto all’istruzione che è una palese violazione dei basilari Diritti che uno Stato Civile deve garantire a tutti indistintamente.
Il che dimostra e fa capire che il provvedimento della Gelmini è, non solo un provvedimento “razzista”, che di fatto impedirebbe a tutti gli “stranieri” di accedere all’istruzione, ma è anche un’emerita “stronzata” che verrà sicuramente ritirata mettendo in evidenza la palese coglioneria di chi ha avuto per primo l’idea di fare una simile proposta.
scusi filippi ma a contrastare il monopolio malavitoso NON ci DOVREBBE pensare prima il ministro maroni o mi sbaglio.
vede ci si dimentichi della vicenda di monsignor bragantini
e del comportamento dei vertici della chiesa.
………..
“Questa terra mi ha accolto come un figlio”. Commosso, nella Cattedrale di Locri, dove alle 12,10 di giovedì il Pro Cancelliere della Diocesi di Locri-Gerace don Vincenzo Ruggiero, ha dato l’annuncio ufficiale della sua nomina ad Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Boiano, mons. Giancarlo Maria Bregantini si è congedato dalla sua gente.
Tantissimi i fedeli, le autorità ecclesiastiche civili e militari, presenti alla cerimonia di lettura del provvedimento di nomina di Papa Benedetto XVI. Una cerimonia intrisa di tanta tristezza per la comunità della Locride alla cui guida il presule era dal 7 maggio del 1994.
Bregantini, il vescovo operaio, ha ricordato di essere stato accolto nella Locride come un figlio. “Con questa terra – ha detto – ho lottato, sofferto, gioito. Ringraziato tutti, nessuno escluso, e chiedo perdono laddove posso avere sbagliato. Concludendo, ha lasciato delle consegne ai giovani, alle scuole, ai preti, ai consacrati, alla politica, “ai fratelli deviati dalla mafia ed alle altre chiese della Calabria”,
LEI DICE CHE :
“La mancanza di lavoro è la madre di tutte le violenze nella Locride” ha dichiarato poco tempo fa il vescovo della diocesi Giancarlo Maria Bregantini e lui, figlio adottivo di questa terra, ha pensato bene di impegnarsi personalmente per aiutare soprattutto i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro. Ha ideato dunque lo sportello “Crea Lavoro”, attivo a Locri presso il Centro Salesiani, che è anche occasione di gemellaggio tra la Locride stessa, la Federazione Trentina delle cooperative e la Regione trentina.
il limite alla presenza degli alunni stranieri non vuol dire che la scuola li rifiuta ma che li distribuisce in più classi, questo lo capisce anche un bambino. cosa si lega?
in agricoltura filippi si fa la fame provi a chiedere ai suoi conterranei .
a 3 euro l’ ora a raccogliere pomodori al sud ci vanno solo i disperati che in questo momento della stagione non servono a nulla pomodori raccolti clementine pure olio anche allora ammaziamoli pure.Sarà un caso, ma proprio nel giorno della rivolta di Rosarno, a ridosso cioè della protesta di migliaia di cittadini extracomunitari che non sono più in grado di contenere la loro disperazione e di esprimere in modo composto e compunto la loro rabbia per essere trattati come bestie ridotte in schiavitù, la Maestra Unica dell’Istruzione ha comunicato i provvedimenti di “tetto-massimo” per gli alunni stranieri.
“Massimo 30% di stranieri per classe: è una misura contro le classi ghetto, per favorire l’integrazione e la crescita e una migliore didattica nelle classi”, ha annunciato fieramente la Ministra.Non basta : “Oltre al tetto, inoltre, è fondamentale prevedere classi di inserimento di durata limitata per poter insegnare la nostra lingua a chi è appena arrivato in Italia ad un livello sufficiente per non sentirsi in difficoltà con i coetanei”, dichiara la Gelmini. E giù sproloqui (i soliti, ormai li conosciamo a memoria) sulla necessità di “dare ordine alle procedure di integrazione e salvaguardare, nel contempo i simboli e l’identità della scuola italiana”.
tutto si lega filippi