Prima che scatti la mezzanotte di questo 19 luglio, un giorno di commemorazioni, voglio ricordare un anniversario passato sotto silenzio: i 25 anni della tragedia di Stava, in Trentino. Crollarono due bacini d’acqua e fango ai piedi delle miniere di fluorite nel monte Prestavel, le cui sponde erano un terrapieno cementato dal deposito dei materiali risultati dall’estrazione del minerale. Alle 12,23 l’ondata travolse il paese e seppellì 268 persone. Una strage figlia dell’avidità delle imprese minerarie, della pubblica incuria che mancò i controlli, di una mentalità che non conosce il senso del limite.

Oggi molte cose sono cambiate nelle leggi, nelle amministrazioni, nelle imprese. Al posto dei bacini sono stati piantati larici e abeti. Case, strade e alberghi sono ricostruiti. Un percorso tra i boschi conduce alle prese d’acqua, all’imbocco delle miniere, al limitare del crollo. E’ un aiuto a non dimenticare.

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