L’outing di Saviano: la faziosità è un diritto

Ieri sera si è concluso “Vieni via con me” e per la terza volta (su quattro puntate) me ne sono occupato sul Giornale (qui l’articolo on-line). A causa degli orari di stampa, non ho potuto riferire dell’ultima parte del programma. Lo faccio qui, riportando un passo centrale del secondo monologo di Roberto Saviano. “Come si può pensare che raccontare una storia d’amore, quella fra Piergiorgio e Mina Welby, fosse pro morte? E’ una storia d’amore che non va a negare chi ha deciso un’altra scelta, va solo a dire: si può scegliere. Il racconto è un luogo dove proporre un’idea […]

  

Pazza idea: Berlusconi faccia come la Merkel

Presidente Berlusconi, mi consenta di darle un consiglio. Fini le ha imputato la “strategia del paracarro”, cioè l’assoluta immobilità di fronte al venir meno della maggioranza. Bossi fa capire che lei sta puntando a un profilo basso. I cinque punti su cui aveva chiesto e ottenuto la fiducia un mese e mezzo fa sono sostanzialmente rimasti sulla carta. Se si voterà in primavera, non è detto che dalle urne uscirà una maggioranza solida, ed è certo che il centrodestra non ripeterà il successo del 2008. Se invece si tirerà avanti senza votare, nelle condizioni odierne il governo è destinato alla […]

  

Il giornalismo dei bavagli incrociati

Riflessioni sparse sul giornalismo italiano di oggi. Faccio questo mestiere da 25 anni e non ricordo un clima più inquinato. Non esiste più il diritto di critica ma soltanto la libertà di insulto. Negli ultimi anni mi è capitato sovente di scrivere di Santoro, Floris, Vespa; mai però ho ricevuto tante offese dopo l’articolo su «Vieni via con me», un programma Rai malriuscito con un Saviano fuori contesto, criticato tra gli altri da Grasso (Corriere) e Rondolino (ex consigliere di D’Alema), che ha violentemente attaccato Berlusconi e il Giornale tacendo su chi organizzò la «macchina del fango» (quella sì) contro […]

  

La triste fine del moralismo applicato alla politica

C’è un filo che lega tanti episodi che avvengono nel nostro Paese, fatti di cronaca come di politica: è l’incapacità di considerare ciò che accade con uno sguardo pienamente umano. Ne ho già accennato in post precedenti, vorrei qui approfondire partendo (come esempio) da un caso che mi capitò qualche anno fa, ai primordi della crisi. A Padova un professionista sui 55 anni, travolto da un rovescio finanziario, uccise la figlia in un momento di follia. Una ragazza bella, studentessa universitaria modello, con la passione del canto, dedita al volontariato, circondata da amici: la figlia che ogni genitore vorrebbe avere. […]

  

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