Sul Giornale di questa mattina (qui il link) ho pubblicato un articolo sui sondaggi che non colpiscono Berlusconi per il caso Ruby mentre, al contrario, perde consenso il Pd che non appoggia gli operai Fiat anti-Marchionne (chi ne guadagna è Vendola). Tutti gli istituti demoscopici sono concordi, sia quelli utilizzati dal premier sia quelli di Ballarò o del quotidiano del Pd Europa. I motivi sono facilmente individuabili: in testa la mancanza di alternative credibili, e poi il fatto che il gossip non smuove le opinioni degli elettori quanto alla governabilità; essi invece sono molto sensibili ai temi del lavoro.

In altre parole, sono le questioni che riguardano la vita quotidiana e futura, la società presente e quella che lasceremo ai nostri figli e nipoti, a incidere sulle opinioni degli elettori. Se la fiducia verso il governo Berlusconi è immutata, ciò significa che gli italiani approvano l’operato del centrodestra sull’affronto della crisi e l’approvazione di poche ma significative riforme (pubblica amministrazione, scuole, università, federalismo). La sinistra, sempre che voglia ritornare al potere, dovrebbe decidersi a prendere sul serio questi segnali e dedicarsi a costruire un’alternativa credibile a Berlusconi e al berlusconismo invece che puntare tutto sulla credibilità delle escort.

Mentre scrivevo, mi tornava in mente una canzone d’amore di De Andrè, Via del Campo, dedicata a una prostituta bambina. Il brano si conclude con una frase rimasta famosissima, “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior“. Ricordo quando, in vacanza da piccolo (Trentino), sentii per la prima volta l’odore di stalla e mio padre si stupì del mio stupore: “Di cosa credi sia fatto il concime?”. C’è chi si scandalizza del cattivo odore e chi invece affonda il forcone nello sterco per alimentare le campagne (e quindi il benessere di tutti).

Oggi, almeno su giornali e tv, prevale chi s’indigna per la debolezza umana. Il moralismo di chi urla allo scandalo è il sentimento dominante. “E’ la grande scorciatoia morale e intellettuale dei pigri”, come scrive Giuliano Ferrara. Ipocrisia da sepolcri imbiancati e a senso unico, perché – per esempio – non ho avvertito pari indignazione verso l’Udc che ha portato in Senato Totò Cuffaro, condannato per gravi reati di mafia (a lui va comunque la mia stima per la dignità con cui ha affrontato la sentenza).

L’ho già scritto, lo ripeto: non mi piace il modo con cui Berlusconi trascorre certe serate, ma siamo tutti dei poveracci e senza la presenza di un Oltre saremmo condannati a restare vittime del nostro male. I sondaggi rilevano che la gran parte degli italiani è realista e non ideologica, di un politico giudica l’operato pubblico e non il privato. Ma questo, che è il sentire prevalente del nostro popolo, non viene rappresentato adeguatamente dal sistema mediatico. E poi ci si chiede perché i giornali sono in crisi.

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Il caso Ruby non fa cambiare idea agli elettori, 4.3 out of 5 based on 51 ratings
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