Dai lager cinesi alle tavole italiane

In Cina i campi di concentramento e lavoro forzato esistono ancora. Si chiamano laogai (nella foto, prigionieri al lavoro nella Xiongwangtai Prison Farm, Hubei); in essi i detenuti, per la quasi totalità dissidenti politici, sono costretti a lavorare in condizioni sub-umane per produrre beni destinati all’esportazione. Una testimonianza drammatica è contenuta nel libro “Controrivoluzionario – I miei anni nei gulag cinesi” scritto da Harry Wu, uno dei pochissimi prigionieri che è riuscito a fuggire in Occidente dopo 20 anni di lager. Il suo libro fu pubblicato negli Stati Uniti nel 1994 ma ha dovuto aspettare fino al 2008 per trovare una traduzione […]

  

Napolitano-Romano, duello rusticano

Giorgio Napolitano ha fatto le pulci al neo-ministro dell’Agricoltura Saverio Romano, “responsabile”. Una nota dell’ufficio stampa del Quirinale, pubblicata dopo la firma del decreto e il giuramento, rileva che “il Presidente della Repubblica, dal momento in cui gli è stata prospettata la nomina dell’on. Romano a ministro dell’agricoltura, ha ritenuto necessario assumere informazioni sullo stato del procedimento a suo carico per gravi imputazioni”. E che cos’ha scoperto l’inquilino del Colle, o i suoi uffici che secondo Berlusconi sono “sempre attenti e puntigliosi”? Questo: che “il giudice per le indagini preliminari non ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura […]

  

Libia e dintorni, l’ipocrisia dei neo colonialisti

Dopo tre giorni di guerra, il nostro governo ha chiesto una correzione di rotta nella missione militare in Libia: cambio di guida, intervento Nato, rispetto rigoroso dei limiti imposti dall’Onu, assistenza ai civili. Berlusconi (qui la mia cronaca del discorso di ieri sera) assicura che i nostri aerei militari non bombarderanno mentre il ministro Frattini ipotizza un comando separato italiano per le basi. Le ipocrisie degli alleati stanno venendo a galla una dopo l’altra mentre è sempre più chiaro che l’Italia ha soltanto da perdere in un conflitto del genere: Lampedusa scoppia, i nostri interessi economici sono in grave rischio, […]

  

Cina, il paradiso della felicità perduta

Arriva da Pechino una notizia clamorosa. Il Corriere della Sera la titola così: “La felicità in Cina diventa un dovere“. Repubblica sceglie un gioco di parole: “Partito consumista cinese”. Il partito comunista al potere ha indicato l’obiettivo politico della piena soddisfazione. La realizzazione dell’utopia della “società armoniosa” imposta dall’alto. I paradossi sono molteplici. Una dittatura che impone la felicità. Il comunismo che diventa consumismo. La felicità come antidoto ai crescenti malumori della classe media, sempre più numerosa e sempre più danarosa, ma anche sempre più preoccupata del futuro. La felicità senza la libertà di conquistarsela. Torna in mente un verso […]

  

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