L’intervento coordinato di cinque banche centrali per immettere liquidità in dollari nei circuiti finanziari ha rianimato le borse, a partire da Piazza Affari. Essendo più piccolo rispetto ad altri, il mercato di Milano reagisce sempre amplificando gli andamenti, nel bene e nel male: se perde, perde più degli altri, così come in caso di guadagni. In queste situazioni, gli indicatori economici (prospettive di crescita, disoccupazione, investimenti) c’entrano poco, visto che il pessimismo rimane per tutta l’economia occidentale, al pari degli interventi del governo richiesti – si dice – per «calmare i mercati» quando i titoli corrono al ribasso.

In pericolo è la solidità delle banche europee, i cui conti sono appesantiti dall’esposizione verso i debiti enormi di alcuni stati, in primo luogo la Grecia, e poi Italia e Spagna. Questi timori non sono stati fugati, ma temporaneamente alleggeriti. La nuova liquidità consentirà di affrontare le prossime settimane, ma quello che serve è un intervento internazionale coordinato: decidere come affrontare seriamente la questione greca (i soldi spesi finora non sono serviti a nulla), riformare il sistema finanziario (niente è cambiato dai tempi di Lehmann Brothers), come mettere al riparo gli stati più deboli (risanare i bilanci e ricominciare a crescere) garantendo il diritto alla reciprocità. Non si può chiedere – ad esempio – ai tedeschi di non sforare i parametri europei e al contempo di garantire il debito italiano con eurobond, senza che a ciò corrisponda un serio impegno da parte nostra.

Quello che dunque può fare l’Italia in una fase complessa come questa è assicurare affidabilità. Dopo settimane tormentate, il governo ha varato una manovra dignitosa, anche se molto resta da fare: riforme e misure per la crescita. Deve anche nuotare nel mare di fango delle intercettazioni, oltre 100mila, sulla vita privata di Berlusconi: discutibile e che non condivido, ma pur sempre vita privata. Poi, se il Giornale pubblica una sbobinatura, tutti sotto processo. In ogni redazione le intercettazioni arrivano per vie traverse, ma quelle del Giornale sono reato mentre le altre rafforzano la democrazia e la libertà di informazione.

Finché ha la maggioranza in Parlamento, e la recente fiducia lo conferma, l’esecutivo è legittimo e merita le stesse tutele che reclamano altre istituzioni. Deve governare, lo faccia: su questo venga misurato. Questo fine settimana c’è un appuntamento importante: la tre giorni leghista lungo il Po. Al di là delle folcloristiche simbologie padane, bisogna capire bene l’atteggiamento del Carroccio. Un anno fa Bossi sembrò marcare una presa di distanza utile soltanto a galvanizzare le truppe, perché i rapporti con il Pdl non vennero toccati. Quest’anno la Lega arriva all’appuntamento dell’ampolla con parecchi problemi interni: agitazione nella base, divisioni tra i colonnelli di Bossi, divergenze sulla linea politica in vista del prossimo voto amministrativo che alla Lega interessa almeno quanto le elezioni politiche. Vedremo se il Senatùr scioglierà qualche nodo, e quale.

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