O abbiamo la speranza in noi, o non l’abbiamo;
è una dimensione dell’anima,
e non dipende da una particolare osservazione del mondo
o da una stima della situazione.
La speranza non è una predizione,
ma un orientamento dello spirito e del cuore;
trascende il mondo che viene immediatamente sperimentato,
ed è ancorata da qualche parte al di là dei suoi orizzonti
.

Desidero augurare Buon Natale a chi frequenta il blog con queste parole del grande Vaclav Havel.

Ho trascorso alcuni giorni della vigilia parlando con vari imprenditori del Nordest dopo il suicidio di uno di loro, indebitatosi perché incapace di riscuotere crediti, gran parte dei quali in capo ad amministrazioni pubbliche. Dopo gli articoli pubblicati sul Giornale, altri imprenditori mi hanno scritto raccontandomi altre storie e altre difficoltà.

Che Natale è il Natale in tempo di crisi? Rischia di essere una ricorrenza come le altre, un evento lontano nel tempo o tutt’al più un devoto ricordo. Eppure proprio gli imprenditori testimoniano che nessuna realtà è mai così negativa per non sperare in un miglioramento. Ho incontrato persone sfiduciate, ma anche tanta gente che ha sfruttato la crisi per ristrutturare, riprendere, cambiare, con grandi sacrifici e grandi soddisfazioni. La speranza, dice Havel, non nasce da analisi ma da “un orientamento del cuore”. La crisi è sfida, occasione di cambiamento: in questo centocinquantenario dell’Unità, al netto della montagna di retorica di circostanza, pensiamo a tutto ciò che i nostri padri hanno costruito o ricostruito in condizioni senz’altro più difficili delle attuali.

Faccio mie le parole di Benedetto XVI contenute nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del prossimo 1° gennaio.

Vi invito a guardare il 2012 con atteggiamento fiducioso. E’ vero che nell’anno che termina è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. Sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno. In questa oscurità il cuore dell’uomo non cessa tuttavia di attendere.

Attende quel Dio che a Natale si fa uomo. Ancora auguri a tutti.

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
Tag: ,