“Morire per Danzica”. E per Atene?
Danzica 1939 come Atene 2012: il paragone, suggestivo, è messo nero su bianco da Piero Sansonetti nell’ultimo editoriale scritto per il settimanale che dirige, Gli altri. Che cos’era la città polacca settant’anni fa? Un piccolo territorio, non molto ricco, con scarso potere, ma strategico per il suo corridoio al mare. Nemmeno la Grecia è un colosso della politica e dell’economia, ma – questa almeno è l’opinione più diffusa – se dovesse fallire trascinerebbe nei guai tutta l’area euro.
Quando i nazisti invasero Danzica, inglesi e francesi reagirono in armi sfidando un’opinione pubblica e una politica incerte, divise, spesso scettiche sull’efficacia dell’opposizione al Terzo Reich. Oggi un’altra generazione di tedeschi è partita per quella che secondo Sansonetti è “la conquista della Grecia“, il “rinascere di uno sfrontato imperialismo di una parte del capitalismo europeo guidato dai tedeschi“.
E la sinistra tace anche davanti a una misura odiosa come il sequestro dei fondi pensione ellenici deciso dall’Ue che li usa come pegno per le banche europee. Sansonetti, ex direttore del rifondarolo Liberazione, arriva a paragonare lo sprezzante “L’Italia non è mica la Grecia” del presidente Napolitano allo “spezzeremo le reni alla Grecia” di Mussolini: l’uno si fa scudo delle banche, l’altro si proteggeva dietro ai carrarmati. In entrambi i casi, made in Germany.
Dopo aver accettato il pensiero unico liberista, ora la sinistra si piega al neo-imperialismo franco-tedesco considerato “l’unico dei mondi possibili”. E l’unica iniziativa politica del Pd è quella di candidare alle primarie personaggi impresentabili che non riscuotono nemmeno la fiducia del loro elettorato. A costo di lasciare il passo a figure come Vendola in Puglia, Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli e – ultimo – Doria a Genova, che rappresentano non la rivincita dell’estrema sinistra ma uno sfogo di esasperazione e il trionfo
dell’anti-politica.
“Non lasciamo Monti alla sinistra“, dice Berlusconi. A questa sinistra. Che ne pensate?

PER ANNA- DANZICA. Bene Anna, grida forte la tua verità!!! perchè qui si tace, si ignora, si continua ad essere ciechi. Io ho fatto molti viaggi in Polonia, a partire dal 1969 e conosco BENE ogni parola ogni sentimento che tu esprimi e GRIDI. Il popolo polacco è quello che più ha sofferto e le ferite, le ferite le cicatrici le lasciano per sempre.
leno lazzari il 24 febbraio 2012 alle 13:40:
Caro Leno, a cosa servirebbe il sì del PD su una “manutenzione” dell’articolo 18, con lo scorporo dei licenziamenti per ” motivi economici”?
Il 18 varrebbe solo nei casi in cui al datore di lavoro stia antipatico in dipendente?
Ma, dato che mi sembra la solita furbata del ” partito dei lavoratori ” chiamare “MANUTENZIONE” il FUNERALE DI UN TABU’ ormai ultraquarantennale, penso che il PD troverà anche qualche altro escamotage per far passare ( non so sotto quale appellativo ) anche il MOTIVO ECONOMICO.
Mi preoccupa invece che non si parli di estendere tale e quale lo statuto dei lavoratori ai dipendenti pubblici ( ivi compresi i parlamentari e i magistrati ), come verrà fuori dalle attuali trattative o dalle decisioni autoctone della FORNERO, visto che Brunetta di fannulloni là dentro ne ha trovati a vagonate e ritengo siano una delle prinipali cause del ns. declino economico e di perdita di posti di lavoro produttivi.
Per sollecitare ancor più l’ equiparazione tra pubblico e privato, proporrei inoltre di aprire le assunzioni nella P.A. agli extracomunitari ( magari a quelli che sono stati respinti in Libia con tanto di condanna dell’ Europa ), per poi mandarne qualcuno a far parte, almeno per la quota italiana, dell’ALTA CORTE che ci ha condannato.
LENO, non ti sembra che qualche RAS ci starebbe bene in mezzo a tanti ASCARI?
I MARO’ ITALIANI DEVONO ESSERE RIPORTATI A CASA SENZA SE E SENZA MA.
SOSPENDERE I FINANZIAMENTI ITALIANI ALL’ ONU, MANGIATOIE COLLEGATE E RITIRO DEI MILITARI ITALIANI ALL’ ESTERO.
Il governo inizia a fare sul serio ?
http://www.repubblica.it/politica/2012/02/24/news/governo_semplificazione_fiscale-30464948/
……”Il governo ha approvato un importante decreto legislativo che equipara il lavoro interinale a quello dei dipendenti delle aziende in cui si presta il lavoro, con adeguamento di orari, straordinari e, soprattutto, di tutele per la maternità.”……
Il che, mi pare, è un passo avanti rispetto alla riduzione delle tutele di chi tutelato è già.
Ma senza una “apertura” ( l’art. 18 o altra misura che abbia lo stesso effetto) del mercato del lavoro credo che lo stesso rimarrebbe irrimediabilmente ingessato e asfittico e continuerebbe a fare da freno agli investimenti.
Leno Lazzari
P.S. Pensierino. Malevolo. Che i partiti siano effettivamente inutili, quantomeno una “complicazione” di cui si possa fare a meno ?
Le possibili soluzioni a detta di sinsitri vari, ci sono.
Che senso ha il no a priori dell’accoppiata perdente CGIL-FIOM ?
http://www.pietroichino.it/?p=19759
Un brve botta e risposta estrapolato.
……”Vede il rischio che le spaccature interne al Pd possano riprodursi in Parlamento al momento del voto?”…….
……”No. Gli stessi Bersani e Fassina hanno detto, nei giorni scorsi, di concordare sulla soluzione proposta dalla Cisl per la “manutenzione” dell’articolo 18, con lo scorporo dei licenziamenti per motivi economici. Se dunque su questa proposta si realizzerà la convergenza tra Governo, Confindustria, Cisl e Uil, mi pare assai poco plausibile che il Pd si schieri contro, solo in omaggio a un ipotetico veto della Cgil”…….
Io continuo a vedere la CGIL-FIOM come parte del problema. Questo, oppure le altre più importanti sigle sindacali, affatto secondarie, si sono “vendute”, e questo, a parte tutto, non sarebbe la prima volta che ciò accada.
Leno Lazzari
In merito ai licenziamenti “facili”, forse la soluzione potrebbe trovarsi in un aggiustamento delle regole attuali e con un bel passo indietro della CGIL-FIOM.
Le guerre di trincea, e dell’illicenziabilità di fatto ANCHE di ladri condannati etc, servono soltanto a tenere ingessato il mercato del lavoro.
Leno Lazzari
fedenrico scrive in merito ai finanziamenti all’ ONU :
…..”La Cina contribuisce con il 3,2%. La Russia con l’1,6%….Alla luce di questo, il 5% dell’Italia mi pare irragionevole.”……
Chissà perche, con tanta frequenza, da noi si pretende di più che da altri.
E ancora, l’Europa ci ha testé condannati per i
respingimenti libici.
E dato che non mi risulta che l’Europa abbia avuto da ridire contro la Francia (chiusura delle frontiere) ne contro i mitragliamenti della Spagna, e ne tanto meno contro Malta che si fa i porci comodi suoi,………
mi domando in base a quale ca@@o di metro di misura ci condannino a noi.
Forse per la ritrovata “affidabilità” monticiana ?
Forse ci converrebbe essere meno……..attenti alla forma ?
Leno Lazzari
Con l’amico Martello Carlo per
L’ITALIA AGLI ITALIANI
I MARO’ ITALIANI DEVONO ESSERE RIPORTATI A CASA SENZA SE E SENZA MA.
SOSPENDERE I FINANZIAMENTI ITALIANI ALL’ONU E MANGIATOIE COLLEGATE.
RITIRO DEI MILITARI ITALIANI ALL’ESTERO
DURO E PURO
Caro Martello Carlo, novello Catone,
sostengo appieno il tuo costante appello per la liberazione dei nostri soldati caduti in vile agguato e catturati.
Sui finanziamenti all’Onu vedrei, con favore, una più equa ripartizione.
L’Italia, oggi, contribuisce con una quota pari al 5%. Dopo Stati Uniti (22%), Giappone (12,5%), Germania (8%), Regno Unito (6,7%), Francia (6,6%).
Il Consiglio di sicurezza è composto da cinque membri permanenti: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina, Russia.
La Cina contribuisce con il 3,2%. La Russia con l’1,6%.
Alla luce di questo, il 5% dell’Italia mi pare irragionevole.
Caro Leno,
in merito ai tuoi ultimi, un contributo.
Spagna.
Riforma del lavoro 2012.
7. LICENZIAMENTO COLLETTIVO
a) Cause economiche: Si precisa la definizione di cause economiche ai fini di poter procedere all’ estinzione dei contratti di lavoro se l’ azienda dichiara perdite attuali, previste o la diminuzione persistente di benefici e vendite durante almeno 3 trimestri consecutivi.
b) ERE (cassa integrazione): Si elimina l’ autorizzazione amministrativa per i licenziamenti collettivi previo un periodo di consultazioni con i rappresentanti legali dei lavoratori e la comunicazione alle autorità laboral competenti.
8. LICENZIAMENTO GIUSTIFICATO
a) Mancanza di adattamento del lavoratore: L’ azienda dovrà offrire un corso per facilitare il cambio di mansione della durata di 2 mesi. Se il lavoratore terminato il corso non si adatta al cambio di mansione potrà essere licenziato.
b) Assenze, anche giustificate pero intermittenti che superino il 20% della giornata di lavoro per un periodo di 2 mesi o il 25% per un periodo di 4 mesi non continuativi (in un anno).
9. LICENZIAMENTO SENZA GIUSTA CAUSA
a) Compensazione: Il licenziamento senza giusta causa dei lavoratori a tempo indeterminato si ridurrà da 45 giorni con un massimo di 42 mensilità a 33 giorni per anno di lavoro con un massimo di 24 mensilità.
b) Nei contratti firmati prima del 12/02/2012 la compensazione si calcolerà in due fasi:• Per gli anni lavorati prima del 12/02/2012 45 giorni per anno lavorato • Per gli anni lavorati dopo il 12/02/2012 33 giorni per anno lavorato • In ambedue i periodi con un massimo di 42 mesi.
c) Compensazione per sentenze: Si elimina la compensazione per i periodi di attesa di sentenze per licenziamento anche se l’ azienda opta per la riammissione del lavoratore.
(Fonte: StudioCataldi.it)
“I MARO’ ITALIANI DEVONO ESSERE RIPORTATI A CASA SENZA SE E SENZA MA.
SOSPENDERE I FINANZIAMENTI ITALIANI ALL’ ONU, MANGIATOIE COLLEGATE E RITIRO DEI MILITARI ITALIANI ALL’ ESTERO.”
http://it.wikisource.org/wiki/L._20_maggio_1970,_n._300_-_Statuto_dei_lavoratori#Art._18_-_Reintegrazione_nel_posto_di_lavoro
Seguono miei pareri, non dogma :
Tutto il mondo (al netto di Cina e India) è cresciuto senza un art. 18, che in se e per se non è ne un bene ne un male. Ma le aziende che vorrebbero assumere senza poi essere costrette a tenersi il dipendente una volta calato il lavoro, (perche stagionale o altro) hanno paura ad assumere.
Quest’ ultimo punto non è smentibile.
Gli investitori, anche stranieri non si “azzardano”, e da noi non si investe.
Ma forse si potrebbe………obbligarli a farlo ? Intanto se ne vanno in Spagna come in Croazia, in Austria come nella Rep. Ceca, etc.
Il problema è anche, ovvio, di rendere meno conveniente, per l’azienda, il contratto a termine, e poi di aumentare la “qualità” delle condizioni degli stessi, per i lavoratori.
In Germania, dove governo e sindacati hanno trovato la “giusta misura”, lavorano con contratti a termine credo oltre 7 mln di cittadini ! E questo è un dato incontrovertibile.
Eppure, pur essendo la Crucconia ormai in recessione, il governo e i sindacati non parlano di tornare all’ illicenziabilità per “proteggere” i lavoratori.
I crucchi “lavoratori con contratti a termine QUASI MAI guadagnano più di € 800 al mese !
Mentre sul perche mi pare ci sia bisogno di una “rottura” rispetto a certo sistema Italia………………
……”Il mercato del lavoro italiano, da decenni diviso fra garantiti e non garantiti, è il luogo nel quale il patto scellerato ha preso forma e si è cristallizzato. Di quel patto scellerato l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è il tassello principale, ma solo il simbolo.”………. Estrapolato dal sottostante link :
E allora, se serve, siano abbattuti i simboli.
http://mappeser.com/category/7a-fonti-di-studio-per-autori/ricolfi-luca/
Per i dubbiosi, Ricolfi, dichiaratamente gommunista, non è un politico.
Leno Lazzari
P.S. Neanche Polito è de destra, soltanto non s’è mai voluto omologare al “pensiero unico”, compreso quello dei sindacati.
Leno, in quattro parole mi spieghi l’articolo 18.
Non necessariamente Leno, ovvio, visto che magari vive con ironia/sarcasmo questa mia esigenza.
Essendo leggermente frastornato mi piacerebbe saperne qualcosina di più.
Grazie,
Valter
Monti sembra faccia sul serio, e dice, nel link sotto :
……”"Abbiamo una responsabilita’ verso l’opinione pubblica. Ci saranno alcune modifiche che verranno accolte e qualche altra modifica che non potremo accogliere e che non accoglieremo”…….
http://www.agi.it/politica/notizie/201202232129-pol-rt10303-monti_sulle_liberalizzazioni_non_arretriamo
In gioco ci sono le liberalizzazioni ma, in definitiva, il futuro del paese. Cioè, il futuro dei nostri figli.
Così per le libearalizzazioni. Ma il grosso punto nodale rimane l’articolo 18, per l’economia asfittica e per le coseguenze della sua abolizione sul PD perche si dice esista la possibilità concreta che l’indeciso a tutto Bersani potrebbe essere scaricato dalla maggioranza del suo partito che il treno Monti non vuole prorpio perderlo.
La destra ? Dov’è ? Che fa ? Con chi s’accompagna ? Possibile mai che alla fin fine mi tocca di morire democristiano-casiniano e senza il bipolarismo o un maggioritario come Cristo comanda ! ?
Leno Lazzari
Papademos e Monti.
Gara all’ultimo respiro.
Grecia.
Il Fondo Monetario internazionale considera ancora a rischio la situazione in Grecia. La recessione dovrebbe finire nel 2013 e il Paese dovrebbe tornare a crescere, secondo il direttore del dipartimento relazioni esterne dell’Fmi.
(‘euronews’ – 23/02/2012)
Italia.
«L’incertezza in Italia resta elevata, lo stimolo alla crescita è peggiore delle attese», dice Bruxelles.
«I consumi precipiteranno nel 2012, a causa del crollo degli introiti delle famiglie, della disoccupazione e delle misure di consolidamento del 2010-2011. E lo stop della domanda bloccherà anche gli import», si legge nel rapporto di Bruxelles. Inoltre, «le condizioni cicliche negative, assieme ad alcuni limiti sul lavoro, porteranno ad una stagnazione della produttività, che a sua volta farà aumentare il costo del lavoro».
«L’economia italiana si stabilizzerà nel secondo semestre del 2012, se lo spread rimarrà stabile intorno ai 370 punti e se non ci sarà ulteriore deterioramento della situazione sui mercati finanziari».
(‘Leggo’ – 23 Febbraio 2012).
Quale il traguardo?
post scriptum da anna di danzica. Un grande grazie ai lettori che non si sono scordati ,e questo una rarità- del doppio attacco Russia e Germania. Non solo Germania come si scordano alcuni. Ed anche scuse da parte mia ai tutti lettori che soffrono i miei errori grammatici ed ortograffici e di stile.
Egreggio Sig. Filippi Una piccola precisazione da un cittadina di Danzica per tanto tempo,per di più allevata vicino ex soldati di Westerplatte perciò alcone cose ho avuto piacere sentire direttamente,ma non di questo voglio parlare. Ecco la Danzica non era la cittadina pococ ricca e non significante,era una delle più ricchie citta non solo nella Polonia .Veramente per tanto tempo la Danzica era la città libera come una volta Bremen o Venezia.Ricchissima,perchè non solo per le navi e il vecchio porto ,ma anche per la produzione orafa,ambra qui che nasceva nel laboratorio del orafo DIVENTANDO BELLISSIMO GIOIELLO.e poi altre cose anche. Penso che lei si riferiva alla piccola Gdynia fondata negli anni 20 nello scorso secolo,appena finita prima guerra mondiale. La mia citta adesoo e una delle tre città Danzica ,Sopot e Gdynia chiamate Trojmiasto -tre-città tradotto più o meno.gdynia una volta piccola insignificante grazie al porto, all epoca nuovo ultramoderno ha dato come frutto una grande ricchezza.La disgrazia nostra nella ragniatela rossa,stesa poi da vari traditori chiamati alleati,come del resto adesso .Polonia che dopo centinaia di anni ha cominciato godersi la meritata libertà un ‘altra volta sotto dittatura peggiore. In breve dove è stata stesa la ragniatela rossa sangue- molta non poca,rovina ,degrado liberta della parola-niente,per sino compromessa liberta di pensiero concludo poi taco -IL COMUNISMO HA FATTO PIù VITTIME CHE NAZZISMO èANCORA CERCANO FARCUI CREDERE CHE SONO DEI SALVATORI,IL COMUNISMA DA SUBITO DOVREBBE ESSERE FUORI LEGGE INSIEME AL NAZISMO,E SIMBOLI SVASTICA E FALCE E MARTELLO PER SEMPRE SEPOLTE.I PIU GROSSI BOIA SONO DITTATORI COMUNISTI .ITALIA SVEGLIATI.DETTA DA UNA POLACCA CITTADINA ITALIANA.CRESCIUTA IN poLONIA,EX LAVORATRICE DEI SINDACATI ”SOLIDARNOSC” DANZICA .CORDIALI SALUTI DA ANNA FEDELE AL GIORNALE MA CON LA TESTA AUTONOMA DA PURO SANGUE POLACCHO.siamo cosi.-è un difetto-preggio.
In riferimento al primo capoverso le secolari vicende di Danzica e l’attuale vicenda Greca, nonchè, la vicenda Greca legata all’ultima guerra mondiale, a mio parere, hanno un filo conduttore storico molto simile. Anzi io, al posto del dott. Sansonetti, avrei ricordato Danzica già dal 1631. Data in cui Danzica si ribellò all’Ordine Teutonico dichiarandosi territorio libero. Per tutela propria, tuttavia, accettò la protezione del Re di Polonia che la considerò parte integrante del Regno.
In Particolare le vicende Greche legate all’ultima guerra mondiale potrebbero essere un esempio di ciò che potrebbe accadere anche oggi o in un prossimo futuro. In breve. in piena II° guerra mondiale il Governo Mussolini si accordò con il Governo Greco per un occupazione pacifica del Paese ellenico. Gli Alpini delle Divisione Jiulia, però, arrivati a Tpelene ebbero scontri sanguinosi con i Greci che impugnavano armi inglesi di ultima generazione. Ebbene si, gli inglesi erano arrivati dopo, ma probabilmente avevano offerto di più. E noi, dopo scontri di posizionamento durati mesi,tornammo a casa con le pive nel sacco.
Ora, poichè gli Ordini Teutonici sia antichi come dell’era moderna ne hanno indovinate veramente poche, come ricorda la storia, non vorrei che, a forza di tirare, la corda greca si rompesse. Al mondo vi sono potenze che potrebbero riscattare il debito greco senza battere ciglio. E noi potremmo ritrovarci con un potente e potenziale nemico vicino di casa.
Atto di guerra.
‘Libero.it’, oggi:
“I nostri marò, Massimilano Latorre e Salvatore Girone, sono stati costretti a scendere dall’imbarcazione sotto la minaccia delle armi: erano in sedici, armati e molto nervosi”.
Credo sia compito delle nostre Forze armate liberarli.
Grecia.
Mikis Theodorakis (12 febbraio 2012):
“Fino al 2009, la situazione economica della Grecia non era molto grave. Le grandi ferite della nostra economia sono state le eccessive spese militari e la corruzione di una parte del mondo politico, finanziario e dei media. Ma sono responsabili anche alcuni Paesi stranieri, tra questi Germania, Francia, Inghilterra e USA, che hanno guadagnato miliardi di euro a spese della nostra ricchezza nazionale vendendoci anno dopo anno equipaggiamento militare.* Questa emorragia costante ci ha impedito di progredire mentre arricchiva gli altri Paesi. Lo stesso si potrebbe dire per quanto concerne il problema della corruzione. Per esempio, l’impresa tedesca Siemens aveva un’agenzia speciale dedicata a corrompere i greci perché questi dessero la loro preferenza ai loro prodotti sul nostro mercato. Così, siamo stati vittima di questa coppia di predatori, tedeschi e greci, che si sono arricchiti a spese del Paese.”
“Nel 1986, il governo di Andreas Papandreu chiese un prestito di un miliardo di dollari a una banca di un grande Paese europeo. Gli interessi di questo prestito abbiamo finito di pagarli nel 2010 e sono arrivati a 54 miliardi di euro!”
“Ma nell’estate 2009, quando Papandreu si riunì in segreto con Strauss-Kahn per mettere la Grecia sotto la tutela del FMI, era già iniziata la loro cospirazione contro il popolo greco. È stato l’ex-direttore del FMI a fare questa rivelazione.
Per riuscirci, fu necessario falsificare la situazione economica del nostro Paese in modo che le banche straniere si spaventassero ed aumentassero a livelli proibitivi i tassi di interesse che pretendevano per i prestiti. Quella costosa operazione fu iniziata con l’incremento artificioso del deficit pubblico, dal 12% al 15% per l’anno 2009… A causa di questo aumento artificioso del deficit, il procuratore di Stato Grigoris Peponis venti giorni fa ha citato in giudizio Papandreu e Papakonstantinu (il suo ex ministro della Pubblica Amministrazione).”
“Nel maggio 2010 il ministro delle Finanze firmò il Memorandum, cioè la sottomissione della Grecia ai nostri prestatori.”
“Tutto il pacchetto di decine di miliardi di euro che arriva in Grecia ritorna ai nostri creditori, mentre noi ci indebitiamo sempre di più a causa di tassi di interesse insopportabili.”
*Gli anni di Karamanlis sono stati una vera manna per la Germania. «In quel periodo – ha calcolato una rivista specializzata – i produttori di armi tedeschi hanno guadagnato una fortuna». Una delle commesse di Atene riguardò 170 panzer Leopard, costati 1,7 miliardi di euro, e 223 cannoni dismessi dalla Bundeswehr, la Difesa tedesca. Nel 2008 i capi della Nato osservavano meravigliati le pazze spese in armamenti che facevano balzare la Grecia al quinto posto nel mondo come nazione importatrice di strumenti bellici. Prima di concludere il suo mandato di premier, Karamanlis fece un ultimo regalo ai tedeschi, ordinò 4 sottomarini prodotti dalla ThyssenKrupp
Anche Papandreou ha dovuto pagare pegno a Sarkozy. Durante una visita a Parigi nel maggio scorso ha firmato un accordo per la fornitura di 6 fregate e 15 elicotteri. Costo: 4 miliardi di euro. Più motovedette per 400 milioni di euro. Alla fine la Merkel è riuscita a liberarsi di Papandreou, sostituito dal più docile Papademos. E i programmi militari ripartono: si progetta di acquisire 60 caccia intercettori. I budget sono subito lievitati. Per il 2012 la Grecia prevede una spesa militare superiore ai 7 miliardi di euro, il 18,2 per cento in più rispetto al 2011, il tre per cento del Pil. L’ Italia è ferma a meno dello 0,9 per cento del Pil.
(Generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana).
Come uscire dalla crisi.
I primi provvedimenti ‘Salva-Grecia’ del marzo 2010 (col plauso della Ue e del Fmi):
Iva: Dal 19% al 21%
Benzina: + 8 centesimi/litro
Gasolio: + 3 centesimi/litro
Sigarette: + 65%
Alcolici: + 20%
E, ancora, taglio di tredicesime, quattordicesime e congelamento pensioni.
Chissà perché, mi sono familiari.
FEDENRICO, GIURO CHE HO LETTO SOLO ORA IL TUO POST, APPENA DOPO AVER POSTATO IL MIO: VEDO CON MOOLTO PIACERE CHE LA TUA ANALISI COINCIDE PERFETTAMENTE CON LA MIA, IL CHE SIGNIFICA CHE SONO INCONTESTABILI.
CIAO.
Filippi, LA SINISTRA non aveva altra scelta, altrimenti avrebbe dovuto ammettere che l’aver ridotto sul lastrico il Paese era dovuto esclusivamente al fine di distruggere BERLUSCONI.
Ora, prima che la SUA gente si accorga del baratro cui l’ ha portata, sta accettando le stesse ricette del suo acerrimo nemico, prima bloccate con ogni mezzo ( dai referendum, alla corte costituzionale, ai TAR, al presidente della repubblica ), naturalmente con sanzioni, interessi e strozzinaggi elevati all’ ennesima potenza.
Già, la SUA gente… ed altro.
Ma la NOMENKLATURA COMUNISTA, sa benissimo che QUESTA GENTE si beve tutto perché è come un macchiavelli accecato dai dogmi gramsciani finalizzati alla conquista del potere da cui gli accoliti risorgeranno, i poverini, come UOMINI NUOVI IN UN MONDO NUOVO ( magari in SIBERIA ).
Napolitano con la frase ” non siamo mica la Grecia ” ne è la dimostrazione senza calcolare però che si rischia di riuscire a tirarsene ( forse ) fuori a gravissimo prezzo perché, come ho già sottolineato in precedenti post, il REVANSCISMO TEDESCO ha causato enormi danni alla Germania, all’Europa ed all’intero mondo.
BERLUSCONI lo aveva capito mentre ai KOMUNISTI ANTITALIANI bastava distruggerlo A PRESCINDERE, magari firmando ( tacitamente forse ) un NEO PATTO MOLOTOV RIBBENTROP.
Berlusconi dice non lasciamo Monti alla sinistra,la sinistra risponde non lasciamo Monti a Berlusconi.Queste posizioni,entrambe, a me sembrano una totale mancanza di rispetto verso il Prof. Monti.Possibile che non si chiedono che Monti ha le sue idee.Non credo proprio che il Prof.Monti sia disposto ad offrirsi al miglior offerente questo perchè,per nostra fortuna,non ha una mentalità di politico di professione.Lasciamo quindi che decida lui cosa vorrà fare da grande.Se posso esprimere una mia opinione ritengo che sia molto più vicino a Berlusconi che a Bersani per quello che ha dato a vedere fino ad oggi.
In riferimento a. “Fine del bipolarismo”.
Caro Leno,
E’ da quando è nato il Regno d’Italia che abbiamo problemi storici. Proseguiti, poi, con la Repubblica. Tali e quali.
E’ da quando voto, e sono quarantasette anni, che mi turo il naso.
E a forza di turarmi il naso ho compromesso il mio olfatto. Saluti amicali.
Il silenzio della Sinistra.
Settembre 1939.
Nazisti (1 settembre) e Sovietici (17 settembre) invadono la Polonia.
28 settembre. Mosca e Berlino firmano il trattato di amicizia e si spartiscono la Polonia.
I prigionieri polacchi sono equamente divisi. Una parte nei lager nazisti, l’altra nei gulag sovietici.
Oggi “la sinistra tace” e “si piega al neo-imperialismo franco-tedesco”.
Ieri la sinistra taceva, piegata al neo-imperialismo nazi-sovietico.
Plaudo anch’io all’articolo odierno del dott. Filippi, qui:
http://www.ilgiornale.it/interni/noi_pronti_partire_riprenderli/23-02-2012/articolo-id=573570-page=0-comments=1
Mi associo a quanto scrivono Fedenrico e Carlo Martello. Facciamo sentire la nostra voce di solidarietà ai nostri militari, non lasciamoli soli, non lasciamoli giudicare da uno Stato che viola il diritto internazionale, non lasciamoli marcire in una prigione indiana!
“Noi, pronti a partire per riprenderli”.
Grande articolo, Stefano Filippi! Penetra il cuore. Esorta l’animo.
L’Italia subisce un atto di aggressione.
Uno Stato che vuole essere degno di questo nome provvede senza indugi ad approntare ogni misura utile a neutralizzarla. Ad oggi, le misure adottate e mostrate dal nostro Governo risultano inappropriate.
“Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia”. Oppure, togliendo dalla naftalina Clausewitz, “Là dove due parti si scontrano, la parte debole attira sempre contro di sé i colpi dell’altra”.
leggevo il commento Utnapishtim è l’unica cosa che mi ha incuriosito e un pò mi ha dato fastidio perchè parla di gente irresponsabili e poco credibili come DORIA,PISAPIA,DE MAGISTRIS ecc..io prima di sparare degli aggettivi cosi forti vorrei vederli all’opera come abbiamo fatto con i preedenti ex sindaci e poi si tirano le somme e poi si possono esprimere giudizi.
“I MARO’ ITALIANI DEVONO ESSERE RIPORTATI A CASA SENZA SE E SENZA MA.
SOSPENDERE I FINANZIAMENTI ITALIANI ALL’ ONU, MANGIATOIE COLLEGATE E RITIRO DEI MILITARI ITALIANI ALL’ ESTERO.”
FILIPPI, mi scusi se antepongo questo appello al suo argomento di oggi, ma ho deciso di ripeterlo in ogni sito, ed ogni giorno, come gia’ ieri, finché i NOSTRI MARO’ non saranno tornati.
Vedo con grande piacere che anche Lei, con il suo articolo odierno sul GIORNALE, ritiene la questione prioritaria, da non lasciar cadere nel dimenticatoio e che anzi vada rilanciata organizzando dimostrazioni, petizioni,e quant’altro serva per porre fine ad un’azione di vigliacca PIRATERIA DA PARTE DI UNO STATO CHE, FINO A PROVA CONTRARIA SIEDE ANCORA ALL’ ONU STRAFREGANDOSI DELLE NORMATIVE INTERNAZIONALI.
Quindi, basta con le chiacchiere, servono AZIONI CONCRETE a tutti i livelli, a partire dai vertici militari che DEVONO DARE UNA SVEGLIA A MONTI e NAPOLITANO per costringerli, se serve, ad ANDARE A SBATTERE LE LORO SCARPE SUI BANCHI DEL PALAZZO DI VETRO, COME FECE A SUO TEMPO IL VECCHIO KRUSCEV
SALUTI.
Filippi, devo ammettere che il suo blog è inesauribile fonte di riflessione.
Ci capito raramente, ma ogni volta è una nuova sorpresa.
Ad esempio:
“La sinistra tace anche davanti a una misura odiosa come il sequestro dei fondi pensione ellenici deciso dall’Ue che li usa come pegno per le banche europee…”
E la destra invece? Protesta?
E, dica, al posto della misura odiosa, che è all’interno di un pacchetto nel quale la Banca centrale europea trasferirà i suoi profitti sui bond greci acquistati negli ultimi due anni nell’ambito del securities market program alle banche centrali nazionali, che a loro volta li passeranno ai governi perché possano trasferirli ad Atene, e nel quale tutti i Paesi membri dell’eurozona hanno accettato un’altra riduzione retroattiva dei tassi di interesse del prestito alla Grecia, lei, invece, che cosa avrebbe fatto?
Ovvero, più in specifico, cosa avrebbe fatto per la Grecia, al posto del neo-imperialismo franco-tedesco, dato che per lei evidentemente esiste un altro mondo perfettamente possibile?
Ed in ultimo una riflessione di carattere più generale: lei lamenta che il Pd abbia candidato personaggi impresentabili che rappresentano “il trionfo dell’anti-politica”
Ora, lasciando da parte il fatto che in tema di candidature di personaggi impresentabili il Pd arriva solo al terzo posto in graduatoria (vuole indovinare chi sono i primi due?), la mia riflessione verte sul fatto che, dato che la politica è la prima e principale responsabile dello sfascio sociale, economico ed istituzionale nel quale si trova il nostro povero Paese, non so a lei ma a me, vede, sentir parlare di anti-politica allarga il cuore.
A proposito, Filippi, una domanda che le avrei sempre voluto fare: avrebbe voglia di spiegarmi come mai ha scelto come “motto” del suo blog l’espressione “Gente del Nord”
Come dice anche fedenrico,
……”i partiti esitano, tentennano, attenti a cogliere gli umori di una base elettorale ancora più confusa e incerta.”
e data la fiducia “trasversale” di cui gode Monti mi pare che il quadro politico nel dopo Monti potrà essere ridisegnato di “sana pianta” e molto diverso dell’attuale.
Sempre che il “dopo Monti” non sia proprio Monti, come sempre più spesso ed ecumenicamente viene “auspicato”.
Leno Lazzari
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“Non lasciamo Monti alla Sinistra”.
Forse, più corretto, “Non lasciamo la Sinistra a Monti”.
In questa fase, il solo ad avere una chiara visione politica è Monti. Monti, il vero caposaldo.
Attorno a lui i partiti esitano, tentennano, attenti a cogliere gli umori di una base elettorale ancora più confusa e incerta.
Sono francamente stanco del cicaleccio e dei concionamenti di buona parte del giornalismo, stampa e TV compresa. Il fatto è che di certo non c’è nulla.
Ne sulle future alleanze ne sulla composizione interna dei partiti come sono oggi e che probabilmente non saranno domani.
Sento dire da più parti “non lasciamo Monti alla sinistra”. Giusto, caro Filippi, il suo “a questa sinistra” che ora, con l’arrivo dell’ articolo 18 dovrà fare, credo obtorto collo, la scelta tra mollare la sua ala “sinistra” al suo destino o se riavvicinarsi all’ area dove “regna” Vendola.
Ma se si sgancia dalla sua ala-anima sinsitra se ne vedranno delle belle al centro ! E anche in casa Casini non sarebbero tutte rose e fiori.
Non per nulla, Rutelli è stato mandato avanti con la dichiarazione “pericoloso dare la cittadinnanza troppo presto o troppo facilmente”, il che, per la sua area è in se una grossa novità.
Leno Lazzari
Pur che Silvio ci riesca, sacrosanto farlo. Secondo me, Mario punta più alla Commissione Europea o al Quirinale, che a…lottare contro i partiti per una prossima, intera legislatura. Una legislatura che vedrà, purtroppo, come primi attori i soliti noti che non spariscono mai: i nomi….lasciatemi digerire in pace l’aperitivo che mi sono appena degustato fra le mura di casa.
Ancora non ho capito che cosa vuol fare da grande la cosiddetta sinistra. È un arcipelago che non riesco a decifrare. Accanto al PD, si trovano partiti come il Partito Comunista dei Lavoratori (portavoce Marco Ferrando), Partito dei Comunisti Italiani (segretario Oliviero Diliberto), Partito della Rifondazione Comunista (segretario Paolo Ferrero). Poi c’è Sinistra Ecologia e Libertà (presidente Nichi Vendola), ma anche il Partito Socialista Italiano, e altre formazioni che sarebbe tedioso elencare. E l’Italia dei Valori come si colloca? A sentire i toni, le espressioni usate da Di Pietro, senz’altro in un’area estrema, che nulla a che vedere con principi liberaldemocratici.
Abbiamo anche singoli personaggi come Pisapia, De Magistris, Doria che sono senz’altro inquadrabili in una generica sinistra estrema e radicale, pur senza esplicita affiliazione a un partito.
Come si può comporre un simile puzzle?
È possibile ipotizzare una “sinistra di governo” che non si sfaldi e si frammenti al primo stormir di fronde? È possibile anche solo immaginare una linea politica univoca anche nel solo PD, il maggior partito della sinistra (genericamente parlando)? In esso infuria una lotta di tutti contro tutti che non saprei né seguire né capire. Al di là della bramosia di potere, di privilegi e di poltrone.
Il PD appoggia il governo Monti, ma contemporaneamente si porta appresso la palla al piede della CGIL e si deve guardare le spalle da un Di Pietro sempre più incarognito.
Chi è il vero leader della cosiddetta “sinistra democratica e riformista”? Bersani o Napolitano? Chi tesse le fila dei giochi di potere che contano?
Cari amici, come vedete non riesco a portare un buon contributo alla discussione, ma solo perplessità e interrogativi a cui non riesco a trovare risposta.
Intanto la Grecia è di fatto commissariata, umiliata e a sovranità limitata. E noi dobbiamo stare in guardia per non subire la stessa fine.
Nel 1939 ci si chiedeva se valesse la pena di morire per Danzica, oggi pochi si chiedono seriamente se vale la pena di salvare dalla fame l’intero popolo greco.
È questa l’Europa che volevano i padri fondatori e che vogliamo noi? E la “sinistra” nostrana che posizione intende assumere di fronte a una plutocrazia sempre più arrogante e famelica? Al di là degli slogan e delle dichiarazioni di personaggi irresponsabili del tutto privi di credibilità come Ferrando, Di liberto, Ferrero, Vendola, Pisapia, De Magistris e Doria?
in una situazione così, oggettivamente difficile, per la grecia per l’europa per l’italia soprattutto
è difficile per tutti volendone parlare sfuggire
dalle gaffe, Napolitano docet. detto questo posso fidarmi di Sansonetti? di tutti i partiti l’unico
che fà le primarie è il PD e addirittura le fà “aperte”. prima di sbeffeggiarli, come la mettiamo?
E che vi aspettavate? Da che esiste la sinistra italiana ha SEMPRE scelto per il peggio, tradendo regolarmente coloro che invece dovrebbe proteggere: il popolo.
Oggi si sono venduti alle mafie ed al capitalismo più disumano: pensano di riempircisi le tasche ancor di più alla faccia dei fessi che gli hanno creduto.
Spero solo che raccolgano una tale tempesta da scomparire al pari dei loro cugini nazisti.
Egregio Filippi, questo o quello per me pari sono, cioè zero. Di quello che dice mr. B. ormai non importa più niente a nessuno: ha la stessa credibilità dei suoi colleghi, se non meno. La verità è che la gente è nauseata e non intende andare a votare. Quanto al prof, credo che la sinistra non intenda ereditarlo; è un po’ come una bomba che sta per scoppiare e che nessuno vuole avere in mano. Inutile anche sperare in un altro personaggio: nessuno avrebbe la possibilità, anche volendo, di cambiare le cose. Siamo una colonia, terra di conquista, dal 410, abitata da tanti capponi di Renzo (quando non da struzzi). Se non riusciamo a riportare a casa due coraggiosi Marò (quelli sì da rispettare, con tutti gli onori) possiamo passare la mano mentre ci illudiamo di aver scampato il pericolo come ci vogliono far credere…
Saluti disillusi