I partiti sono inutili?
Domandina secca, prendendo spunto da una “malevola considerazione” espressa in un commento di Leno Lazzari: i partiti sono diventati inutili?
Sul blog si è spesso discusso del rapporto tra tecnici e politici, in base al numero di clic non è tra i temi più popolari ma insisto a parlarne perché per me è uno snodo fondamentale, un problema che è sbagliato non porsi. I partiti sono talmente delegittimati che non se ne sente più il bisogno, anzi sono percepiti come un intralcio per la democrazia e una spesa inutile. Lasciate fare ai tecnici e ai giornaloni che spiegano tutto per benino, mandiamo a casa questo esercito di zavorre: questo è il refrain. I sondaggi confermano.
Ok. E dopo? Esiste una democrazia senza partiti? Michele Ainis sull’Espresso di questa settimana lancia esplicitamente questa ipotesi che ci riporta ai tempi di Pericle: sempre in Grecia si va a finire. Anni di campagna anti-casta hanno avuto il merito di rivelare molti scandali, e il demerito di paralizzare del tutto la classe politica, incapace di auto-riformarsi. Ancora prima, vent’anni fa, avevano provato i giudici di Mani pulite a cambiare i partiti: il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Ed eccoci al dunque: la politica, i partiti, ridotti a maggiordomi della finanza. Possiamo rinunciare ai partiti? Se sì, come può esprimersi quella sovranità del popolo che da 2500 anni si chiama democrazia? Se no, da dove ripartire? Attendo i vostri pareri.

Alba, quadro perfetto. Condivido pienamente e dico che quanto lei scrive dev’essere scritto su tutti i giornali allo scopo di essere portato a tutti -a prescindere dagli orientamenti politici-, e da tutti essere letto. Se poi pian piano si assorbe anche questo seme di democrazia e lo si fa crescere, beh allora potrebbe cambiare la nostra attitudine e finalmente allargare la mente, sbarazzandoci delle fandonie inculcateci da anni. Ma io lo vorrei veder crescere in fretta, sono anni che aspetto una svolta INTELLIGENTE! Un cordiale saluto
L’Italia si spaccia per Repubblica Democratica, ma non lo è mai stata concretamente.
Diciamo seriamente che la forma politica adottata in Italia è Repubblica pluridittatoriale, esercitata dai rappresentanti politici eletti, opprimendo la libertà e sopprimendo gradualmente i diritti dei cittadini onesti.
Una volta eletti, i rappresentanti cambiano idea ed agiscono come vogliono. Le promesse sono infrante, agiscono contrariamente ai desideri di chi li ha votati.
In mano loro finiscono un’alta quota delle nostre risorse, ottenendo in cambio solo l’aumento del debito pubblico, riduzione dei servizi sociali, opere pubbliche iniziate e mai finite, allo scopo di mantenere i loro privilegi varati da decenni e produrre sempre, con i soldi dei contribuenti, interessi privati.
La Democrazia diretta non è oggi difficile da attuare grazie alla tecnologia ed internet che consentono di dare ai cittadini una capillare informazione, di dare voce a pensieri diversi, idee ed opinioni diverse, ma uniti nella diversità.
La Democrazia diretta ci appare difficile da mettere in pratica da tutti perché i cittadini non hanno ricevuto la necessaria istruzione sulla politica, come se fosse una disciplina estranea alla loro vita, che debba studiare solo una classe dirigente.
Ci sono diffuse fonti politiche di informazione e di chiarimento delle idee?
Ci sono oggi sufficienti dibattiti per chiarire le idee ai giovani sulla politica?
A me risulta che non ci siano.
Se lo Stato italiano vuole considerarsi “Repubblica democratica”, La scuola deve farsi carico necessariamente d’insegnare ai giovani la politica.
La mancanza di partecipazione alla politica dei
giovani e dei meno giovani, o addirittura dei vecchi, è un fatto grave, un difetto strutturale dello stato.
Uno stato che veda i giovani disinteressarsi della politica è uno stato corrotto, qualcosa di tecnico insomma, cioè uno stato che non funziona, uno stato che ha delle tali disuguaglianze dentro di sè da non configurare niente di armonico, niente di funzionante, niente di democratico.
E’ necessario far studiare il dirittocivile, quel sistema di leggi che
regola nell’ambito pubblico i rapporti tra i cittadini.
I cittadini, in un vero Stato democratico, sono tutti operatori politici, operando dentro un quadro, un ordinamento, che consente certe cose e non ne consente altre. Questo è il diritto.
nelle scuole medio-superiori, ma anche nelle medie, sarebbe indispensabile, eliminare materie meno importanti, inserendo l’insegnamento della “Politica”, in modo che i cittadini vadano a votare con più consapevolezza di cio’ che essi stessi vorrebbero dallo Stato. Non come oggi che votano senza sapere e per tradizione…
All’università c’è una facoltà giuridica, ma è , a mio avviso, necessario dare nozioni di diritto a tutti i giovani nelle scuole superiori, , lo ritengo fondamentale, anzi direi ritengo molto più importante lo
studio del diritto di quanto non ritenga importante lo studio di altre materie che servono poco alla vita.
L’istruzione politica ha un ruolo, svolge un ruolo importante nei confronti del progresso. Cioè la politica si appoggia all’istruzione per formare una
classe dirigente. E quindi il ruolo dell’istruzione è realmente importante anche per il cittadino comune che deve contribuire al progresso civile di uno Stato democratico.
Il ruolo dell’istruzione del “diritto” è la cosa più importante che ci sia in una Società moderna, complessa, difficile vivere: è la cosa più importante in assoluto.
Costituisce una ragione di progresso. Il progresso è ciò che riusciamo a realizzare, migliorando le condizioni del vivere sociale, del vivere politico.
Della politica non si sa abbastanza, perché a scuola non la si studia.
Capire che cos’è la politica, credo che sia evidente l’importanza per i cittadini, la necessita’ di studiare il diritto di più, fin da quando si è giovani, quindi, nella scuola.
Questo a me pare veramente fondamentale.
La politica è la realizzazione del bene, e il “bene” è l’essenza della politica.
Solo con l’istruzione dei giovani in tale campo è possibile il “bene”…
La scarsa partecipazione dei giovani alle problematiche politiche porta a un distacco fra la società civile e la politica che rimane, rimane riservata a pochi eletti.
In questo modo si perde il concetto di democrazia.
In una vera “Democrazia” i cittadini sono favoriti alla partecipazione intensa della politica, ricevendo gli strumenti idonei, nelle sedi della vita sociale, nella scuola, nella società…così come i giovani la vivono.
Con la tecnologia moderna è possibile creare una “Democrazia diretta” e votare non appena si ha necessità di conoscere un verdetto referendario.
Con la tecnologia moderna sarebbe possibile votare in tempo reale un provvedimento o atto governativo pro/contro la volontà popolare.
Il voto per via elettronica incrementa la partecipazione alla vita politica decisionale dei cittadini.
Anche se un’iniziativa non è approvata, il dibattito che ne deriva costituisce un importante contributo alla vita politica, e può spesso cambiare gli atteggiamenti di disinteresse dei giovani cittadini.
I giovani non possono interessarsi alla vita politica se non vengono educati ad essa in famiglia, nella scuola o centri appositamente istituiti…
Le nuove tecnologie informatiche e di comunicazione verranno sfruttate per nuove forme di democrazia diretta: per questo é importante l’iniziativa di dare al popolo uno strumento valido di potere decisionale, per guidarlo verso tale forma politica.
Se aspettiamo che lo facciano i politici, campa cavallo!!!
A loro conviene mantenere il popolo nell’ignoranza e distanti dalla politica.
Leno Lazzari il 27 febbraio 2012 alle 22:47:
“E Berlusconi, per certa sinistra e relativi tifosi con l’anello al naso, sarebbe stato il colpevole della nostra cattiva fama all’estero? ”
Caro Leno, penso che all’estero la cattiva fama dipenda da noi italiani, non da ieri, non dal 94 e non ingiustificatamente, al dilà dei luoghi (mica tanto comuni) come quello che ha suggerito alla signora australiana , in onore del marito di origine italiana, di chiamare la propria cagnolina ” mafia “. Scelta di dubbio gusto ma simtomatica.
Si critica molto la Germania perché non vuole pagare i deficit degli altri paesi, Italia compresa. Come darle torto quando, come dici tu, si vede arrivare i rifiuti da napoli perché non si vogliono i termovalorizzatori?
E mi fermo qui perché la lista delle ragioni, anche storiche. del negativo giudizio sull’ Italia sarebbe troppo lunga.
Altro che S.B.: Berlusconi è uno dei pochi che ha combattuto questi vizietti tutti nostrani, ed è anche per questo che l’hanno fatto fuori.
[...] qui: I partiti sono inutili? – Il Blog di Stefano Filippi Share var addthis_config = {"data_track_clickback":true}; Categoria: [...]
Inutili i partiti ? Behhhh, magari bisogna vedere da quale punto di vista, no ? Perche dal punto di vista dei medesimi sono utilissssssimi.
Insomma, se vi credevate inkazzati, beh, ci aggiungo un dettaglio non di poco conto…….
Attivate l’audio e prendetevi una camomilla.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-673734e9-1c37-4475-91fd-d2675d73efcf-radio1.html
Poi dicono che uno s’incazza………..
Leno Lazzari
La politica tradizionale in italy, non serve piu’, veniva usata come impieghificio, pertanto i candidati potevano essere degli autorevoli incompetenti.
Oggi con la responsabilizzazione coatta (soldi da gettare non ce ne sono piu’)i dirigenti dovrebbero essere reali e non solo di nome, in grado cioe’ di proporre scelte conseguenti alle crisi sempre piu’numerose(di sistema) che si accavallano generando problemi da risolvere con sollecitudine e competenza, superando il consueto sotterfugio di ripararsi, da parte del politico, dietro alle complessità legittimanti l’inerzia dell’incompetente incosciente che ci trascina nel suo fallimento, che qualcuno pagherà.
Occorrono, al posto del tradizionale burocrate sonnacchioso e attendista meridionalizzante, figure di esperti, in grado di esprimere sintesi condivisibili.
Dovrebbe essere creato un corso di livello universitario per preparare la nuova figura di alto profilo tecnico, con preparazione in discipline come l’economia, ma anche diritto, sociologia,urbanistica,infrastrutture,psicologia, marketing.
La nuova società necessita di una figura alternativa alla politica e al politico.
Ilio Catarsi scrive della bacchettata europea per le nostre discariche.
Sette regioni, primatista il Lazio, sono a rischio fallimento per il buco della sanità.
Da anni spediamo la nostra immondizia in germania che ci costa per il viaggio e perche sia ivi incenerita, obviously, a nostre spese, anche se i crucchi, per nulla fessi, ci producono l’energia elettrica. Per loro.
Abbiamo migliaia di chilometri di coste che se debitamente sfruttate potrebbero far LAVORARE tutto il sud a pieno regime per almeno otto mesi l’anno. Quasi il doppio della stagione turistica di Roma o Firenza. Ma grazie ai Verdi e non solo non vi si può costruire nulla.
Una banda di facinorosi pseudo black block, spallegiati da poche migliaia di valligiani, pompati da alcuni politici cui manca tanto l’aria degli anni di piombo, oggi hanno avuto un momento, per loro, catartico.
Uno dei loro, un tantino più esaltato della media, s’è avvicinato troppo ai fili dell’alta tensione, forse credendosi Nembo Kid, e rischia di lasciarci le penne. Se sopravvive avrà ustioni devastanti e forse, peggio, e succede, soffrirà per sempre di turbe psichiche.
Perche in questo paese del “volemose bene”, a quattro idioti, (se paragonati alla popolazione totale) montati ed esaltati viene permesso di tenere sotto scacco lo stato e gli interessi della comunità nel suo insieme ?
Perche gli stessi idioti e la stessa politica che li appoggia possono impedire la costruzione di inceneritori quando a Vienna e ad Amburgo ne hanno uno cisacuno nella loro area pomerale !? !? !?
Come riesce una regione (nel caso, la Calabria, a forte rischio fallimento) a NON presentare allo stato centrale un rendiconto delle proprie spese per la sanità !? !? !?
E Berlusconi, per certa sinistra e relativi tifosi con l’anello al naso, sarebbe stato il colpevole della nostra cattiva fama all’estero ? Si, ma soltanto per certa politica e relativi tifosi.
Leno Lazzari
Per quanto mi riguarda Berlusconi non è ne colpevole,ne innocente. E’ prescritto, che vuol dire non giudicabile perchè decorsi i termini entro cui emettere la sentenza,punto.
Guardiamo oltre che è meglio.
La politica della recente storia nostrana è la testimonianza certa e indelebile che ha condotto al fallimento lo Stato repubblicano.
E’, tuttavia, doveroso e utile ricordare che anche altri Poteri dello Stato hanno contribuito, non marginalmente, nel condurre la Nazione alla fallimentare situazione attuale.
E’ mia opinione che una seria, imparziale, onesta e tempestiva azione giudiziaria avrebbe risparmiato all’intero Paese le umiliazioni, le incertezze economiche, nonchè, il carico fiscale che dovremo sopportare quando le normative, dette, Salvaitalia andranno a regime. E che, probabilmente, dovranno sopportare anche i ns. figli e poi i ns. nipoti. Quando dagli schermi televisivi vedo e sento parlare ex Magistrati, diventati leader politici grazie all’uso sconsiderato fatto dell’attività forense, capisco di quale ottimo apparato digerente siamo dotati noi italiani. E’ di oggi la notizia che l’Europa ha avviato, nei nostri confronti, pratica di infrazione per l’irregolarità di 102 discariche di rifiuti solidi urbani e speciali. Nella Città dove risiedo abbiamo una discarica che stà diventando una collina. Ma come sono possibili situazioni del genere. Dalle cronache quotidiane pare proprio che, da noi, l’unico apparato che funzioni sia quello delle tangenti. A proposito, il denaro che, negli anni, è stato destinato alle tangenti è considerato come evasione fiscale?
Gent.le Alba,
Lei ha descritto a meraviglia sistemi di secolari democrazie mittel e nord europee. Nazioni con caratteristiche territoriali geografiche che si espandono in larghezza. Popoli, rispettati e rispettosi, che hanno rapporti secolari di fiducia reciproca con le proprie Istituzioni e i Rappresentanti Eletti.
L’Italia, gentile Alba, ha la caratteristica territoriale geografica che si estende in lunghezza, oltre a non aver ancora risolto problemi secolari di conflittualità e convivenza democratica fra Stato e la propria società nazionale.
Maggioritario a doppio turno in collegio uninominale: so chi ho votato, quello che pensa e tutto il collegio compresi i mass-media locali.
direi che i partiti oramai rappresentano poco l’espressione dei cittadini,tranne quei molti che ne hanno tratto un vantaggio economico,di posto di lavoro ecc…cosidetto clientelismo.I problemi della gente nel corso degli anni sono aumentati, sono aumentati i poveri,si è allargato il divario tra ricchi e poveri,sim stanno distruggendo migliaia di posti di lavoro,e si stanno facendo morire migliaia di piccole imprese .Tantissime indusrie del nord hanno lasciato il nostro paese andando a produrre all’estero. Non mi viene in mente nulla che mi faccia ricordare che i partiti servano a qualcosa ?Comunque secondo me non sono i partiti ma gli uomini che vi fanno parte il problema,anche se andrebbero ristrutturati e resi più trasparenti.
Lo devo dire. Non sopporto certe persone che, essendo di sinistra, pretendono di essere considerate credibili ed equidistanti rispetto agli schieramenti politici nonostante tutto quello che dicano e scrivano sia sistematicamente anti destra.
Cavoli, io, almeno, sono dicharatamente di destra. Magari oggi monticiano perche alternative ora non ce n’è. Ma lo dico apertamente onde evitare di generare “confusione nell’ interlocutore.
Pur essendo io ben conscio dei problemi oggi internamente alla destra, personalmente dedico la maggior parte dei miei sforzi da “concionatore”, alla sinistra (il PD, perche il resto non conta) perche per la sua mancanza di coraggio non ha fatto chiarezza sul suo passato e il suo futuro da grande e tiene inchiodata LA politica al passato e alle sue beghe interne.
Questa “incertezza” del PD, ma anche la sua divisione interna, fa si che non possa fare seriamente politica non potendosi permettere una “posizione precisa” perche verrebbe sconfessata il giorno dopo dal suo interno. Anche se, loro, è dal ’93 che la chiamano…….. …………dialettica interna.
Ed è per questo suo non essere ne carne ne pesce che non può far altro, dal funerale del PCI, che appoggiarsi all’operato spesso nebuloso di CERTA magistratura (alla De Pasquale, per capirci) nonche tenere alta la “tensione nervosa” (l’odio) dello zoccolo duro del suo elettorato indicando costantemente Berlusconi (e ancora oggi) come l’oggetto da odiare.
Lo odiano perche è l’unico ostacolo tra loro e il potere, ergo la “necessità” del nemico esterno che serve anche a distogliere l’attenzione dei meno “raffinati” (la maggior parte ?) dell’ elettorato dai problemi e contradizioni di fondo del partito.
Forse va considerato un passo avanti verso la ragione il loro aver abbandonato l’idea d’un papa straniero.
Ma io confido che l’articolo 18 sarà la boa che il PD dovrà per forza doppiare, magari cercando di evitare un’altra “schettinata”. Problema, questo, immediato e reale visto che Veltroni l’Africano ha fatto sapere di esserci anche lui e che ambisce a “ri” mettere le mani sul timone del PD.
Allora Bersani diverrebbe ancora un segretario PD sconfessato e defenestrato da aggiungere alla già nutrita serie di capri espiatori in salsa rosa.
Leno Lazzari
“I MARO’ ITALIANI DEVONO ESSERE RIPORTATI A CASA SENZA SE E SENZA MA.
SOSPENDERE I FINANZIAMENTI ITALIANI ALL’ ONU, MANGIATOIE COLLEGATE E RITIRO DEI MILITARI ITALIANI ALL’ ESTERO.”
L’india non riconosce il diritto internazionale,non versa contributi ONU, ne riceve a iosa dai baracconi collegati, ma continua a questo punto IMPUNEMENTE a risiedervi.
Pretendere l’intervento delle nazioni unite SUBITO, altro che perizie BALLISTICHE.
Valter il 27 febbraio 2012 alle 01:30:
Ma valter è serio o sta facendo dello spirito? Se fosse vera la prima ipotesi significherebbe cominciano a saltargli i nervi e, non potendosela più prendere con S.B., diventa, non so se patetico o ridicolo, perché qualcuno scrive (secondo lui) delle cavolate, come se egli stesso non lo avesse mai fatto a iiosa
Se si guardasse solo a questo aspetto, altro che applicazione dell’ art. 18 (???), il desso meriterebbe di essere deportato in SIBERIA..
Fai attenzione perché i diritti civili ai ricoverati non sempre sono rispettati.
RIGUARDATI.
E’ no! Caro Filippi. Mi consenta questa vena confidenziale.
Immagino che, il dott. Michele Ainis, probabilmente, all’epoca di mani pulite fosse un giovanotto in età scolare se, “oggi”, sull’Espresso riferisce che già i Giudici di mani pulite avevano provato a cambiare i partiti. All’epoca di mani pulite io avevo già superato la mezza età e quella vicenda la ricordo bene. I Giudici di mani pulite non hanno affatto provato a cambiare i partiti. Io mi ricordo che hanno, sistematicamente, demolito tutti i partiti che, dal dopo guerra in poi, avevano governato l’Italia repubblicana. Unica eccezione, poco rilevata, il P.C.I. Partito, quest’ultimo, la cui vicenda “Gardini”, dall’epoca di mani pulite, pare sia rimasta sepolta fra montagne di carte annegate dalle ragnatele.Partito, l’ex P.C.I., che dopo vent’anni ha i propri eredi indagati in plurime vicende di malaffare. Saluti.
I partiti sono lo strumentario necessario al popolo per esercitare il potere secondo i suoi bisogni.
Al pari di ogni altro strumento esigono una costante manutenzione, garanzia di una corretta funzione ed efficienza.
Manutenzione?
Sì. Sono organismi sensibili alla sclerosi. Per evitarla, una sola cura: assicurare sempre la loro trasparenza. Pervasi allora dal sole/popolo si conserveranno integri.
Uno strumento necessario, se guasto, lo si ripara. Non lo si getta.
democrazia-diretta-nazionale.it
Come costituire la democrazia diretta in Italia?
Penso che sia necessario iniziare a formare in un sito uno Stato virtuale a “Democrazia Diretta”, con un organismo nazionale e altri a livello di Comuni, province e regioni, per poi gradualmente farlo sorgere pacificamente nella vita reale, senza ricorrere possibilmente alla violenza.
E’ necessario cominciare così per eliminare la disinformazione e formare nei cittadini una mentalità di democrazia diretta, dove dare voce ad opinioni diverse, idee diverse, pensieri diversi, ma uniti nella diversità.
I cittadini Italiani TUTTI, si debbono unire senza tener conto delle ideologie partitiche del passato. Ci hanno propinato una quantità infinita di balle che dovremmo smantellare per pulire la nostra mente.
La nuova ideologia deve rispondere all’esigenza della vita attuale, diritti e doveri estesi a tutti i membri della Collettività, a partire dai più disagiati.
La democrazia diretta, per avere successo, per essere accettata da tutti, i promotori non devono essere politici conosciuti, già poco stimati dai cittadini.
I partiti non hanno insegnato ad essere democratici, ma a seminare antipatia, invidia e odio tra un partito e l’altro.
Gli organismi della democrazia diretta devono essere, nella vita reale, composti da gruppi di persone dipendenti con diverse qualifiche professionali:
dipartimenti di economia, di scuola, di sanità, di università, di Giustizia, di sicurezza, di fisco, di forza armata, di lavoro, di raccoglitori di proposte dei cittadini, referendum, ecc…
Questi dipartimenti , dovranno avere il diritto a ricevere ed attingere informazioni di tutte le attività, dalle Istituzioni (Governo, Parlamento, presidente della Repubblica ecc…), pubblicarle. Ogni informazione deve essere espressa con un linguaggio semplice, in modo che, anche il cittadino di bassa cultura possa capire…
Dai cittadini, questo organismo, riceverà ed esaminerà lamentele, proposte di referendu abrogative, propositive e costituzionali…
Dovrà mettere a disposizione dei cittadini un canale senza filtro dove potranno esprimere le proprie proposte o richieste.
Le proposte di referendum possono essere fatte da un singolo cittadino, da un gruppo di cittadini, da associazioni ecc…
Ricevute ed esaminate, dal dipartimento di competenza, le proposte referendarie, quelle di interesse collettivo, l’organismo si dovrà occupare della loro pubblicazione gratuita sul sito e su tutti i mezzi di informazione possibili, stabilendo la data di inizio e fine della raccolta delle firme e il loro numero, dopo di che, indirrà il referendum.
I referendum devono essere vincolanti per il Governo, nel senso che il verdetto di un referendum, può essere abrogato solo da un altro referendum, non da una leggina di palazzo…!
Questo tipo di Istituzione, eliminandone mille altre, si possono costituire a livello comunali, provinciali e regionali…
Come pagare questo organismo…? Tranquilli…! Soprattutto con i soldi che i partiti non potranno più truffarci per un controllo costante dei cittadini sul bilancio statale…!
Dove già esistono, costano meno di un terzo di quanto ci prendono i partiti…
E i cittadini sono orgogliosi di partecipare alla vita politica e rispettare le leggi che hanno varati essi stessi…
Credo che sia superfluo aggiungere che alle elezioni, i cittadini votano chi vogliono loro, questo organismo non si dovrà occupare di candidati politici. Se i cittadini sono bene informati, non andranno a votare per tradizione, ma per conoscenza: sapranno scegliere…
In poche righe è difficile descrivere un organismo complesso, con varie attività. Quindi è facile capire una cosa per un’altra: bisognerebbe avere però il buon senso e volontà di migliorarlo con proposte e di penetrare nei dettagli per comprendere esattamente la funzione di un nuovo organismo o sistema politico…
In altre Nazioni, i veri promotori della “democrazia diretta”, dopo aver raccolto un elevatissimo numero di consensi da parte dei cittadini, hanno più o meno costituito questo organo che ho descritto a grandi linea, composto da un gruppo di persone (non rappresentanti del popolo, ma impiegati dipendenti), che trasmette notizie dal Governo ai cittadini e viceversa, lancia e deposita un’iniziativa, in genere sarà in disaccordo con lo Stato e farà prevalere le decisioni del popolo.
Questa Istituzione si adopera perché leggi, ordinanze e trattati siano il più chiari e più comprensibili possibili. Per un Paese come l’ Italia è indispensabile che l’intera legislazione e tutti i principali testi del Parlamento, del Governo e dell’amministrazione siano disponibili con un linguaggio semplice e nazionale, in una versione ineccepibile. La popolazione e i tribunali
devono avere la certezza che la legge sia comprensibile.
Con questa Istituzione è sempre il cittadino il detentore del potere decisionale che esercita attraverso i referendum, resi più accessibili, grazie proprio a questo organismo. Nessuna sezione del Popolo e nessun individuo ha il diritto di attribuirsi la sovranità.
L’importanza di questo organo sta nel fatto che non potrà nascondere notizie riguardanti le attività delle Istituzioni, manterrà sempre aggiornato ed informato i cittadini sui lavori del Governo: se il Governo prende provvedimenti contrari alla volontà del popolo, il popolo potrà intervenire tempestivamente per blocare i provvedimenti, prima che vadano in vigore…
Il Sito democrazia-diretta-nazionale.it è a disposizione gratuita dei cittadini che vorranno dare forma alla “Democrazia Diretta”.
alba.villa@yahoo.it
Caro Filippi dopo avere letto questo testo a lei indirizzato:
“Caro Filippi, scusi l’ardire, ma credo non serva aggiungere altro. Possiamo considerare tranquillamente ed esaustivamente trattato l’argomento partiti e loro in-utilità”.
Mi sento umilmente autorizzato a consigliarle di verificare se detto testo e il suo naturale approdo può considerarsi impugnabile in base all’articolo 18.
Rimango comunque, comprensibilmente esterrefatto, in attesa di un suo nuovo “argomento” da sviscerare nei prossimi giorni.
Qualora incontrasse difficoltà nella individuazione di argomenti alternativi, suppongo, anzi ne sono certo, saprà su quale spalla reclinare il capo.
Sgomento,
Valter
Il male della politica italiana è solo uno: alle ultime elezioni erano ancora presenti candidati che a suo tempo erano stati già votati da mio nonno ( e io ho 42 anni ).
Vogliamo curare la politica italiana?
Un mandato e poi a casa! Tutti!
In altri paesi cambiano i leader, i partiti sono sempre gli stessi.
Stranamente da noi avviene il contrario.
Vi prego, ditemi che stò sbagliando e che non siamo messi così male!
Riporto questo periodo del post di Ilio Catarsi delle 19.48 perche mi pare spieghi meglio d’un trattato di politica i motivi e le cause dei nostri problemi :
” I partiti sono stati resi inutili e dannosi, alla comunità nazionale e a quelle locali, da generazioni di politicanti immorali, sfaccendati, cialtroni, arraffoni e arruffoni. Individui che si sono dati alla politica, ormai è palese, con il preciso intento di fare i propri interessi personali. Feccia della società che, per decenni, ha truffato i cittadini con il loro stesso voto concesso in buona fede.”…..
Caro Filippi, scusi l’ardire, ma credo non serva aggiungere altro. Possiamo considerare tranquillamente ed esaustivamente trattato l’argomento partiti e loro in-utilità.
Leno Lazzari
P.S. Viva la T.P.T., Tecnocrazia Pro Tempore
fedenrico il 26 febbraio 2012 alle 16:02:
Si, fedenrico, quella dello sputtanamento “a tappeto” è ovviamente una “tradizione” antica. Ma i nostri ne hanno fatto una scienza. E con suddetto sistema hanno creduto di poter annullare l’altra parte senza dover faticare a far politica ne rischiare di parlare in modo chiaro
all’ elettorato.
Elettorato al quale non hanno mai, del resto, parlato, ma soltanto indicato di volta in volta chi votare e chi odiare. Al Partito dava fastidio Berlusconi ? Sin dal suo primo passo in politica è stato un ploriferare di programmi pseudo satirici mirati.
Al Partito serviva a tutti costi Di Pietro in politica ? Lo hanno “piazzato” in Mugello, quella Mugello che più comunista non si potrebbe, e tutti insieme hanno votato AdP senza se e senza ma.
E visti e sentiti i primi commenti a caldo sulla sentenza Mills, mi pare che l’unico (tanto per cambiare) a usare un po di cervello sia stato Matteo Renzi di Firenze. Ma il PD, per la quota parte di Bersani, sta ancora in guerra contro il demonio, Silvio.
Per ciò che attiene al tuo parallelo Cesare-Monti, probabilmente hai ragione che un Monti non valga un Cesare, ma attualmente, per via del vuoto “partitico”, he is all we’ve got, perciò possiamo solo sperare.
Leno lazzari
francesco il 26 febbraio 2012 alle 18:52:
Francesco, sei stato mooolto più breve e sintetico di me, ma hai aggiunto una cosa fondamentake che ho colpevolmente dimenticato: l’ ELEZIOE DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO.
A questo punto mi sembra che siamo COMPLETAMENTE D’ ACCORDO.
Saluti.
I partiti sono stati resi inutili e dannosi, alla comunità nazionale e a quelle locali, da generazioni di politicanti immorali, sfaccendati, cialtroni, arraffoni e arruffoni. Individui che si sono dati alla politica, ormai è palese, con il preciso intento di fare i propri interessi personali. Feccia della società che, per decenni, ha truffato i cittadini con il loro stesso voto concesso in buona fede. Voto vigliaccamente e ripetutamente tradito, dai soliti noti politicanti truffaldini, fra gli arazzi dei palazzi del potere di ogni livello politico-amministrativo. Faccendieri della politica, quali si sono rivelati essere, che hanno anteposto l’interesse proprio e/o della propria corrente partitica all’interesse generale del Paese e dei propri cittadini elettori. Individui senza onore, che, anche per le proprie inadeguatezze mentali, oltre che per i propri interessi, hanno tralasciato di adeguare i ns. massimi sistemi ai cambiamenti naturali sopravvenuti nelle società moderne in continua evoluzione. Questi politicanti non rappresentano nessuna classe sociale. Ed è’ un povero illuso chi pensa il contrario. Politicanti talmente inefficenti e inefficaci da dover essere sostituiti, addirittura, con un Governo tecnico di Professori, per Loro natura, dilettanti della politica.
Non sono, quindi, i Partiti ad essere inservibili, ma è la classe dirigente politica che li ha occupati che ha tradito lo spirito per cui sono nati.
India. Esame balistico.
“il Giornale” di oggi:
“Il lavoro è delicato: gli esperti dell’Arma devono trovare i proiettili incastrati nella nave indiana che ospitava i due pescatori, per poi verificarne il calibro. Se saranno proiettili calibro 5,56 Nato, vorrà dire che sono compatibili con le armi in dotazione ai fucilieri del San Marco.”
Mi permetto di porre alcuni interrogativi:
L’imbarcazione è sempre stata nella completa disponibilità delle autorità indiane.
Chi assicura l’autenticità dell’imbarcazione oggetto dell’esame?
Se autentica,
Chi assicura che tutti i proiettili attualmente incastrati nella nave siano quelli riconducibili all’attacco subito?
Ancora:
Chi può escludere che i pescatori siano vittime dell’intervento di una motovedetta guardia costiera indiana?
La sola certezza è nell’esame delle salme.
Ma i cadaveri in cui la verità è celata e che nessuno ha mai visto, sono spariti.
Abbiamo la necessità di uno snellimento dell’apparatp di rappresentanza democratica che parta da un concetto molto semplice:mandato a termine! Repubblica presidenziale con elezione diretta del presidente che nomina un suo governo e una camera legislativa eletta in concomitanza con l’elezione presidenziale di uguale durata (4/5 anni). Mandato presidenziale non reiterabile, mandato parlamentare max due volte.
I partiti devono diventare associazioni private, non potranno accedere al finanziamento pubblico ma potranno usufruire di finanziamenti privati fatti alla luce del sole e riportati sui bilanci.
Chiedo scusa per la lacuna.
Nel mio precedente,il virgolettato indicato con (*)è in “Cesare” di Eberhard Horst – Fabbri Editori, 1982 -
Leno Lazzari scrive:
“Monti NON l’ho voluto ma vissuto come un’ imposizione, oggi non abbiamo alternativa al caos e al cinismo della politica se non la tecnocrazia”. E fa poi cenno ad una politica impotente “causa guerra tra le parti”.
Questioni antiche, caro Leno.
“Questa repubblica, corrotta fin nei suoi vertici… Scossa nelle sue strutture, in preda alla crisi, aveva bisogno di un nuovo ordinamento statale”.
Così Eberhard Horst tratteggia una Roma repubblicana in agonia. Una Repubblica nella quale insospettabili politici così vicendevolmente si ammaestravano:
“Soppesa attentamente tutti i momenti favorevoli e sfavorevoli! (…) Esamina accuratamente i tuoi avversari, scava a fondo nel loro passato, così che tu possa trascinarli nel fango per quel che sia consentito e quanto più spesso possibile, poiché solo la costante ripetizione ottiene un qualche effetto! Non disdegnare alcuna esagerazione, per quanto folle sia: più suonerà improbabile, tanto più volentieri ti crederanno! E nella rete rimarrà sempre qualcosa!” (Corrispondenza epistolare tra Cicerone e il fratello Quinto – In “Potere e denaro nella Roma antica” di H.D.Stöver).
Anche quella Repubblica scelse un uomo, voluto da un Senato compiacente e confermato da plebiscito.
E l’uomo scelto riuscì a dispiegare una attività legislativa di una “ampiezza, veramente sbalorditiva”(*). Il tutto nell’arco complessivo di soli tredici mesi.
“Quasi tutte le misure legislative” da lui emanate “rispondevano a un’idea ordinatrice che aveva di mira la giustizia e il miglioramento delle condizioni di vita generali, non solo di Roma, ma dello Stato, di tutto l’impero”(*).
“Retrospettivamente, dopo la morte di lui, Cicerone suppose che «lui stesso avrebbe valutato la legislazione come la parte più importante della sua opera»”(*).
Quel lui era Cesare. “Maestro della prassi politica, abile, prudente nelle sue disposizioni e nelle sue leggi, ben al di sopra degli interessi di singoli o di gruppi del suo tempo”(*). L’uomo che mise ordine nelle “complicate monetazioni nazionali” introducendo l’aureus, antesignano dell’euro.
Però Monti non è Cesare.
Per formulare il mio approccio al tema lanciato ( opportunamente ) da Filippi, evito accuratamente i post altrui, salvo poi dicutere le diverse opinioni.
Comincio dalla fine.
Filippi scrive: ” Ancora prima, vent’anni fa, avevano provato i giudici di Mani pulite a cambiare i partiti: il risultato è sotto gli occhi di tutti “.
Ecco, questo è uno dei punti CRUCIALI: LA COMMISTIONE SPUDORATA TRA MAGISTRATURA E POLITICA che ha TRUCCATO LE CARTE BARANDO nei confronti della COSTITUZIONE.
Se le cose fossero andate come programmato allora, ci troveremmo come LEADER MAXIMO L’ ACHILLE OCCHETTO.
Invece S.B. ha sparigliato tutto e il PARTITO/MAGISTRATURA non l’ha mai digerito, portandoci ad una lotta senza quartiere che ha ridotto, per impedire le riforme liberali che erano nella visione di F.I., al baratro economico, favorendo i TRADIMENTI, le CONGIURE DA SACRESTIA tipo prima repubblica.
Ne è conseguita la proliferazione di partitini alla ” divide et imperat ” contro la semplificazione del bipolarismo berlusconiano pur di eliminarne il promotore..
RISULTATO? All’ enorme peso della P.A. si è aggiunta una pletora di politicanti, di portaborse, di leccapiedi, di BOIARDI che ci paralizzano come una palla da forzati imponendo lo status quo.
Solo dalle ultime pubblicazioni dei loro redditi ci siamo potuti rendere conto di tutta la loro DISTRUTTIVA E PARASSITARIA DIMENSIONE, SOPRATTUTTO PENSANDO CHE E’ SOLO IL VERTICE DI UNA IMMENSA PIRAMIDE.
Di fronte al BARILE PROSCIUGATO, i partiti hanno DOVUTO scaricare le loro responsabilità sui TECNICI, in attesa che questi riempiano di nuovo il barile a ns. spese e poi ricominciare, esattamente come in BORSA, chiudendo il cerchio POLITICA + MAGISRATURA + SPECULAZIONE FINANZIARIA = DITTATURA CAMUFFATA = CLASSE MEDIA AZZERATA.
CHE FARE?
1 . Rompere il cerchio, riconducendo la magistratura nel suo alveo naturale,
2 . Limitare la finanza alle sue finalità originarie con regole antispeculative per favorire gli investimenti equamente remunerati finalizzati alla creazione di posti di lavoro produttivi.
3 . DIETA FERREA ED A TEMPO DETERMINATO PER I PARTITI.
Una volta eletti i PARLAMENTARI ( in N° più controllabile possibile e quindi ridotto al minimo ), SCIOGLIMENTO DEI PARTITI, CON SOSPENSIONE DEI FINANZIAMENTI, LASCIANDO AI PARLAMENTARI DELEGATI L’ ATTUAZONE DEI PROGRAMMI VOTATI ED ALLE NUOVE TECNOLOGIE IL CONTROLLO come ormai succede in quasi ogni parte del mondo….e, tanto per coinvolgere i tifosi, come dovrebbere succedere sui CAMPI DI CALCIO.
Un paese che stupidamente è innamorato dei partiti si merita ciò che abbiamo. DISINNAMORATEVI italiani! e usate la sostanza brillante contenuta nella vostra mente! Altrochè seguire un partito come cagnolini, e non mettere a fuoco l’essenza delle cose! Io INVOCO un ritorno ai principi dell’antica democrazia greca di Pericle, che è l’unica ispirazione all’uomo e ai suoi principi. L’Europa -che dagli antichi principi ha preso solo il nome e in breve si è trasformata in prostituta- ne è l’esempio: baratro assoluto. Io sono per gli uomini brillanti che fanno il bene della loro nazione, e finora non ne vedo…. Un caro saluto.
Basta levare i finanziamenti pubblici e vedi come non ci saranno più partiti.
Tecnologicamente parlando non so se riesco a renderlo fruibile.
Mi sembra una buona cosa.
http://www.repubblica.it/politica/2012/02/23/news/il_manifesto_di_libert_e_giustizia-30394025/?ref=NRCT-30523593-4
Valter
Una società basata su un regime (inteso come opposto di democrazia) è senz’altro l’opposto di quanto vado auspicando, per me come per il paese. Troppo evidenti le storture e la violenza la dove hanno governato e/o governino i regimi-dittature.
Ma io, di un sistema politico e di partiti ormai palesemente impossibilitati a combinare alcunche di serio, capaci soltanto di farsi la guerra per spartire una torta non loro, che me ne faccio ?
Meglio allora, un “regime tecnocratico” pro tempore sotto la guida della politica che, spesso, ipocritamente, appoggia o critica il governo cercando di evitarne errori e/o autoritarismi.
Ma credo l’unica strada che ci possa portare fuori dal pantano (mentre i politici se ne stanno buoni buoni fermi un giro) sia proprio quella scelta da Monti: Meritocrazia (di berlusconiana memoria) e severità (in stile se non tedesco, almeno austriaco) .
Proprio come nell’articolo linkato da Utnapishtim il 26 febbraio 2012 alle 10:05.
Leno Lazzari
DA VIRGILIO COMMUNITY ( purtroppo la mia home page ): ” cari ” berluscones, non cambia nulla. Silvio è un corruttore prescritto “.
Questo bloggarolo è il prototipo del popolo sinistro che per odio costituzionale ed inerzia mentale continua ad inseguire il disegno tracciato dalla sua NOMENKLATURA anche dopo il traguardo, a mò del classico giapponese nell’isoletta del Pacifico a 30 anni dalla fine della guerra.
Non hanno infatti ancora realizzato che l’obiettivo è stato raggiunto in pieno; Berlusconi è già stato condannato, ancor prima dell’inizio del processo, al pubblico ludibrio, diffamato ed esautorato della autorità che gli elettori gli avevano conferito.
Spero che questa genia continui a correre fino a fracassare le loro capocce inutili contro un muro.
Per quanto riguarda la magistratura, il suo dovere l’ha già fatto: tenere sotto torchio S.B. e con lui l’ intero paese per 20 anni senza mai riuscire a trovare uno straccio di prova.
Come poi si faccia a parlare di PRESCRIZIONE dopo 20 anni di processi, solo menti bacate da un BOLSCEVISMO SFRENATO lo possono sapere.
“I MARO’ ITALIANI DEVONO ESSERE RIPORTATI A CASA SENZA SE E SENZA MA.
SOSPENDERE I FINANZIAMENTI ITALIANI ALL’ ONU, MANGIATOIE COLLEGATE E RITIRO DEI MILITARI ITALIANI ALL’ ESTERO.”
Il Ministro Terzi:” in india per far tornare a casa i marò”.
SAREBBE ORA!
Leggo l’articolo del dott. Filippi sulla Bocconi apparso oggi, qui:
http://www.ilgiornale.it/interni/monti_torna_bocconiecco_club_che_vuolecambiare_italiani/26-02-2012/articolo-id=574291-page=0-comments=1
Forse i partiti in futuro verranno sempre più sostituiti da “tecnici” bocconiani. E tuttavia, nelle parole di costoro vedo brillare molto più del legittimo orgoglio di appartenenza, vedo brillare l’arroganza di chi si crede in qualche modo “superiore” alla massa di peones che popola il pianeta. Da qui a credersi “unto del Signore” il passo è breve.
Ai bocconiani desidero ricordare che in italiano “bocconi” «Indica la posizione di chi è disteso con il ventre e la faccia in giù (opposto a supino)».
Un briciolo di umiltà non guasta… I trappisti ce lo insegnano quando si salutano così: “ricordati fratello che devi morire”.
E allora, spariamola grossa. E’ possibile un società senza partiti. Meglio, visti i fatti trascorsi, è auspicabile.
Ma secondo me soltanto per un periodo limitato nel tempo. Nel caso del nostro paese a mio avviso eravamo arrivati a un punto per cui la politica non era più in grado di “fare” per il paese perche troppo occupato a guardarsi i propri porci comodi.
La politica italiana ha elevato all’ennesima potenza il connubio tra se stessa e il mondo dell’ economia e la guerra tra le parti politiche altro non è se non una guerra di trincea per non perdere il contatto con l’economia che, l’hanno capito tutti, produce gli “sghei” che sono la base del potere che si auto rigenera.
Allora, in breve, tanto sono stati impegnati a “combattersi” (con tutti i mezzi) che non hanno completamente perso di vista lo scopo del loro essere stati eletti e CHI li abbia eletti.
Senza partiti però, alla lunga si scivolerebbe inevitabilmente verso una dittatura. Una specie di ” club-regime” del quale se se ne fa parte si è dentro, se non, ciccia.
In breve, e lo sanno anche i sassi che io Monti NON l’ho voluto ma vissuto come un’ imposizione, oggi non abbiamo alternativa al caos e al cinismo della politica se non la tecnocrazia.
Spero soltanto che regga il tempo necessario perche la politica “rinsavisca”.
Alle prossime elezioni ? Per me, all’indirizzo della politica una bella pernacchia alla Totò e sotto ancora i tecnici (gli stessi), perche vissuti urbi et orbi come la “Protezione Civile” dell’emergenza politica, stanno facendo gran parte di cose che la politica DOVEVA fare ma non poteva più causa guerra tra le parti.
Per quello che non riescono ancora a fare, basti vedere chi ne intralcia il
lavoro e si vede chi abbia a cuore il paese, e, comunque, ragazzi, sono li da poco più di cento giorni, diamogli almeno il tempo di sedersi.
Leno Lazzari
P.S. Mi pare in ogni caso evidente come molti, sopratutto il PD, stia accettando supinamente, alcune cosette che a Berlusconi non avrebbe mai concesso di fare.
Caro Martello Carlo, sui dipendenti pubblici con me sfondi una porta aperta. E nella “Razza” primeggiano, naturalmente, i dipendenti RAI. Ho già qualificato l’ambiente statale come “malsano”.
Gli statali, ma non dimentichiamo che ci sono persone oneste tra loro, andrebbero “risvegliati alla realtà del mondo del lavoro, della vita vera.
Il PD ? Ormai lo vedo come un partito pronto per il “salto” di qualità, per allontanarsi dai radicalisti, tnuto però a freno da un manipolo di illusi che credono ancora di poter fare la politica dei due forni.
Ma non ne hanno la forza elettorale e nemmeno hanno capito che la gente ANCHE di centro-sinistra vuole chiarezza.
Inoltre, Carlo, condivido in toto il tuo pensiero sui PM di cui nel tuo post:
(martello carlo il 25 febbraio 2012 alle 15:02:)
……..che ho anch’io sostenuto fino allo sfinimento. Appunto, un processo già in se farsesco anche perche Mills ha negato per cinque volte le circostanze, e poi per il “codice” ad personam perche è Silvio.
Leno Lazzari
Non frequento questo blog, ma la domanda è così diretta e precisa che non ho resistito alla tentazione di mettere in discussione il mio punto di vista: LA DEMOCRAZIA NON ESISTE SENZA PARTITI, MA NON ESISTE NEPPURE CON PARTITI IPERTROFICI.
Sperimentiamo quotidianamente che esiste una relazione diretta fra ipertrofia dei partiti e complessità ed arroganza della burocrazia statale. Assistiamo quotidianamente allo spreco di risorse pubbliche per mantenere in vita un una politica pletorica ed un’amministrazione pubblica che soffre di gigantismo. Subiamo quotidianamente l’incremento della tassazione per mantenere Enti inutili, dipendenti pubblici che lavorano solo per intralciare le imprese ed i cittadini, lavori mai conclusi i cui costi lievitano all’infinito per via degli stop and go imposti dai litigi politici e dalle interferenze fra Enti.
Riflettiamo ora sulle amministrazioni elettive: più di 8000 comuni, più di 100 Provincie, 20 regioni, una Camera ed un Senato che fanno le stesse cose impegnando quasi 1000 parlamentari con relativi portaborse. Ogni amministrazione dello Stato ha i suoi dipendenti. Quanta gente c’è da eleggere? Quanta da assumere? E quanti sono i “trombati” a cui occorre trovare collocazione nel settore dell’amministrazione pubblica, magari mantenendo in vita Enti di Bonifica che hanno cessato la loro funzione da mezzo secolo o più? E che dire delle cosiddette parti sociali, da Confindustria ai Sindacati passando per veri e propri cartelli come l’ANIA, l’ABI, l’API, ecc.?
In Italia si può ancora esprimere le proprie opinioni, ma tutti gli altri aspetti della democrazia, a partire dalla libertà di impresa e di costruzione, sono gravemente minati dall’incertezza del diritto e dagli interventi a gamba tesa di coloro che non dovrebbero avere competenza sulla materia.
Se in Italia esiste un grave deficit di democrazia reale è perché esiste uno stretto rapporto fra amministrazione dello stato pletorica, politica ipertrofica, clientelismo e malaffare.
Che i partiti (attuali ed i loro attuali leaders) siano inutili, è stato sancito solennemente da Re Giorgio I, con il beneplacito della Chiesa e la benedizione degli speculatori… Il golpe dell’effettiva rottamazione è consolidato dal fatto che Monti (incoronato senatore a vita) riferisce (illegittimamente) al suo benefattore Giorgio I anziché al Parlamento. Ma, come i “rottamati”, anche Monti domostra l’impotenza ad agire, grazie ai boiardi di palazzo, tanto è vero che, in 100 giorni, ha fatto tante prospettiche e retoriche parole ma non è riuscito a fermare né la specilazione né l’inflazione, mentre il paese continua la sua corsa verso il pozzo di merda, voluta proprio dai viscidi boiardi di palazzo che, appunto, dal 1861 si sono replicati nel mettersi di traverso verso ogni conato di riforma… E, in democrazia sono proprio i partiti a dover funzionare da filtro tra governanti e governati, posto che i governanti non siano mummie al servizio dei loschi intrallazzi dei travé dei ministeti e della ragioneria dello stato che – da sempre – ha fatto soltanto finta di decrementare la spesa pubblica, incrementandola nei fatti, con i risultato che tutti conosciamo in termini di caos fiscale ed elefantiasi della spesa, insieme con il crescente parassitismo clientelare d’una inefficiente e costosa pubblica amministrazione, idrovora della pubblica ricchezza a scapito della spremitura latronesca degli italici contribuenti.
[...] Vai alla fonte Condividi questo post: [...]
Ormai dovrebbe essere acclarato che siamo in mano ad un’accozzaglia di bifolchi. I partiti servono per dividere su tutto i cittadini. Pochi riescono a discernere tra il giusto e lo sbagliato perchè prevale lo spirito di appartenenza.
Credo che i partiti non servano perchè,semplicemente, dovrebbe prevalere il buon senso del padre di famiglia. Benessere per tutti i cittadini, naturalmente in base alle capacità e al rendimento. Persone capaci e responsabili alla guida del paese, che facciano l’interesse e difendano anche il cittadino più sfortunato.
Lavativi e ladri pesantemente sanzionati. Poche parole e tanti fatti. Chi tradisce il mandato paga. I bilanci di stato, regioni, province e comuni aggiornato quotidianamente con la possibilità di vedere le fatture per i lavori svolti, con descrizione delle opere svolte, dove e quando.
Leggi stringate con breve descrizione del loro scopo in modo da evitare fantasiose interpretazioni. Pena doppia per chi sgarra essendo del settore interessato dall’infrazione. Ognuno al suo posto e se non all’altezza allontanato e sostituito con persona capace. Nessun privilegio, o fai quello per cui sei pagato o vai a fare i lavori più umili anche se sei un ministro. Questo dovrebbe valere tutti i partiti. Se non lo vogliono non servono a nulla.
Il benessere di tutti i cittadini è anche legato ad una più equa distribuzione delle risorse.(stipendi)
La democrazia rappresentativa senza partiti non esiste da nessuna parte, magari ci vorrebbe un pò di pulizia e la possibilità di votare per chi si vuole, senza soglie varie che rendono formalmente possibile ma non nella realtà il libero esercizio del diritto di voto, famosa teoria del voto utile, utile a chi, il governo tecnico una volta si sarebbe chiamato oligarchia, ossia anticamera della dittatura, quando leggo poi che il governo andrà avanti infischiandosene dei sindacati e dei partiti, mi viene il sospetto che la democrazia sia in veloce declino, poi con le ultime notizie si vede che non sono gli eletti a prendere troppi soldi, ma i burocrati che hanno stipendi esorbitanti senza uguali al mondo, facciamo una bella tosatina alle tasche dei tecnici.
Le occasioni di incontro, in un piccolo paese come il mio, sono comunemente il negozietto, il mercatino, il bar. Luoghi in cui la gente si scambia battute e commenti. Luoghi di spesa e di tanti argomenti, ma i più con il denominatore comune denaro-lavoro. E allora quel parlare s’arricchisce di critiche, lagnanze, pareri, che investono soprattutto chi governa, sia esso lo Stato o il Comune.
È un parlare in cui ciascuno cerca il consenso. Solo per potere credere nelle proprie idee.
Tuttavia, al di là della superficialità con la quale i temi sono trattati, emerge con forza un bisogno. Bisogno di benessere, equità e giustizia. Valori essenziali del vivere sociale.
Quel confrontarsi è certamente vano. Ma la sua vanità è data dalla mancanza di un unico elemento: la volontà. Volontà di agire per cambiare.
Tale volontà è il coagulante che trasforma un insieme di persone in gruppo omogeneo. Quel gruppo è l’embrione del partito.
Il partito è il solo strumento capace di trasformare i bisogni in programma d’azione politica.
Il partito funziona e assolve i propri compiti quando coloro che lo sostengono partecipano del suo vivere.
Il partito si corrompe quando coloro che lo sostengono trovano più comodo delegare ai funzionari ogni scelta e decisione, paghi di dare il loro placet ogniqualvolta chiamati.
Fine dei partiti. Trionfo della lagnanza e della futile critica.
https://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/photo.php?fbid=3197047492301&set=a.1323352371094.2046643.1449394596&type=1&theater
Valter
PROCESSO MILLS alla MAGISTRATURA:
La sentenza non sarà pro o contro S.B. ma pro o contro ( se ve ne fosse ancora bisogno ) la Magistratura, ( questa volta bisogna dire TUTTA ) che sopporta al suo interno il CODICE CREATIVO tipo: ” la corruzione non avviene nel momento in cui avviene, ma quando lo decide il giudice POLITICIZZATO “.
IN QUESTO SIAMO PERI PARI CON GLI INDU’.
Il problema non è nominalistico ma di contenuto.L’intervento tecnico che trova le risorse per il pareggio di bilancio con l’aumento delle tasse se contenuto in un programma per le elezioni non è invece politico?Non nascondiamoci nelle parole.L’anomalia della situazione è che questo governo non opera in base ad un mandato dei cittadini.La strada maestra erano le elezioni e basta.Le prossime ,se e quando si faranno,saranno politiche o tecniche?Se gli attuali geni osannati si presenteranno dovranno esporre le loro intenzioni che non potranno limitarsi ai conti della serva ma abbracciare tutto il panorama di governo che è politico e non tecnico.Tecniche possono essere le diverse soluzioni possibili ma gli obiettivi dichiarati no.Attaualmente ne viviamo senza perchè chi decide è nato come i funghi nel bosco in una notte di pioggia.
Una battuta, così a spanne, in attesa di essere approndita, direi che non sono inutili, ma sono NOCIVI.
Buon pomeriggio.
QUESTI partiti, QUESTA classe politica, sono dannosi, non solo inutili. La gente non si sente rappresentata, non ci si riconosce. Andrebbe azzerato tutto, costituzione compresa, per ricominciare da capo. Ma tutto questo avrebbe senso se l’Italia fosse realmente indipendente, non commissariata a vari livelli da UE, FMI, ecc. Vogliono smantellare tutte le istituzioni che ci garantiscono le nostre tradizioni, compresi i Carabinieri, la Guardia di Finanza, gli Alpini (mio padre si rivolterà nella tomba)… e la nostra Bandiera (cui ho prestato giuramento in più occasioni – mi viene veramente da piangere) sparirebbe all’ombra di quella europea e magari di altre ancora. Quindi occorrerebbe disdire a furor di popolo i trattati-capestro firmati senza consultare il popolo sovrano e la stessa adesione all’euro e all’UE. Non c’è legge elettorale che tenga (che poi verrebbe subito disattesa secondo la convenienza del momento, come è avvenuto per diversi referendum). Parafrasando il grande Gino Bartali direi che gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare! Realizzabile? Stando a certi sondaggi, quasi la metà degli italiani sarebbe (il condizionale è d’obbligo) a favore del governo tecnico; il che la dice lunga. Si salvi chi puo’, possibilmente emigrando verso altri lidi, magari in Australia a raccogliere i pomodori…
Cordiali saluti
Tema interessante.
La gente ormai percepisce i partiti come inutili per un unico semplice motivo, in tutti questi anni non hanno saputo risolvere i loro problemi.
Prendiamo l’ultimo caso, l’ICI fatta pagare alla chiesa a partire dal 2013, nessun partito o coalizione si è mai preso la responsabilità di farlo, perchè questo voleva dire inamicarsi i poteri forti del vaticano, quando la politica non sa fare scelte coraggiose, viene ritenuta inutile, e questo è un gran male, perchè un paese democratico ha bisogno della politica.
Alla domanda che ha posto Leno andrebbe tolto il punto interrogativo e posta come una affermazione bella e buona!
Invece alla domanda di Filippi, rispondo che non esiste democrazia senza che questa non sia rappresentazione e partecipazione della società, e a questo dovrebbe appunto pensarci la politica.
Il problema di oggi è sotto gli occhi di tutti la politica non è più nobile, non è più rappresentanza, i politici sono diventati un potere.
Faccio un esempio, un vecchi mitante dell’allora PCI, mi raccontava tutto il suo sconcerto per aver visto l’allora segretario di rifondazione Giordano, arrivare con le auto Blù alla festa dell’unità, avete capito? Rifondazione! un partituccolo! mentre l’allora segretario del PCI Giovanni Berlinguer arrivava in macchina al casello di Bologna, poi veniva “prelevato” dal servizio d’ordine della festa dell’unità, e lì vi veniva portato!
Ho detto in tempi non sospetti che questa classe politica tolti alcuni rari esempi, andrebbe tutta mandata a casa ci vuole una classe politica nuova, che faccia regole nuove perchè questa “politica” non le farà mai, il berlusconismo non è finito sotto i colpi della magistratura come ancora stoltamente si cerca di far credere, il berlusconismo è finito quando la gente(dopo 20 anni……..) ha capito che dietro non c’era niente! non un’idea, non uno straccio di ideale era ed è solo clientarismo e opportunismo.
Quando però le stesse persone guardano verso sinistra trovano solo confusione e incoerenza, quindi anche da quella parte lì non si sentono rappresentati, adesso abbiamo il 44% di persone che alle prossime elezioni non andrebbero a votare! basterebbe questo dato per rispondere alla domanda/affermazione di Leno.
Poi magari questa percentuale in prossimità del voto, scenderà pure, ma rimarrà molto alta di sicuro, questa “politica” ha ucciso quella che dovrebbe essere la vera politica intesa come rappresentanza della società civile, c’è nella società civile qualcuno che va in pensione con 2 anni e 7 mesi di lavoro? c’è qualcuno che prende 16.000 euro lordi e può pure permettersi di non andare a lavorare? che va al cinema gratis? mangia quasi gratis?
Con quale coraggio questa gente chiede sacrifici ad una società civile che li ha votati e che dovrebbero rappresentare?
Io spero che la politica non muoia perchè come dicevo prima è il sale della democrazia, ma questa politica per la società civile è già morta, spero che nasca un’altra politica che rappresenti veramente,con sobrietà e coerenza la società civile da cui è stata eletta.
Direi che, periodicamente, il Paese sente il bisogno di disintossicarsi dal tipo di politica che gestisce, assai malamente, la cosa pubblica. Perpetuando vecchi privilegi e creandone, con sorprendente fantasia, dei nuovi.
Il cattivo esempio, per arroganza e incapacità, quotidianamente offerto da politicanti che – profumatamente pagati – siedono da parecchi anni sugli scranni parlamentari, lo sperpero irresponsabile del denaro pubblico, l’inettitudine a risolvere i problemi reali che costituiscono la quotidianità del cittadino “normale” scevro di redditi milionari (sanità, occupazione, trasporti, sicurezza, ecc.) hanno provocato il disgusto generalizzato verso la cosiddetta “casta” e, di conseguenza, verso la politica.
Come se ne esce?
Con un lento e assiduo lavoro sulle coscienze, e quindi, nell’immediato, sul piano culturale.
La democrazia senza partiti non può esistere, questo è certo. Né i partiti senza la democrazia. Ciascuno si appoggia sull’altro. E tuttavia i partiti agiscono tramite l’essere umano, che è quello che è. Agli Italiani – in questo momento storico di governo non pienamente rappresentativo – è data l’occasione per meditare e riflettere. E, questo è il mio voto augurale, per crescere e maturare.