Il Cav ha trovato uno con il «quid»: Maroni

Se Silvio Berlusconi cercava un politico con il «quid» (che non trovava in Angelino Alfano), ha trovato pane per i suoi denti. Roberto Maroni sta giocando pesante. Sta tenendo testa al Cavaliere e ormai è quasi sicuro che rifiuterà un accordo elettorale con il Pdl. Il che significa agevolare la vittoria del centrosinistra alle politiche (senza il blocco Pdl-Lega sarà più facile per la coalizione Pd-Sel ottenere il premio di maggioranza nei collegi senatoriali lombardi) e probabilmente anche alle regionali perché, al momento, né Maroni né Albertini (o chi per lui, Gelmini, Romani, altri ancora) sembrano avere più voti di […]

  

Natale di «grazie». Anche per Asia Bibi

Ringrazio tutti per gli auguri di Natale, soprattutto perché non sono formali. Nelle difficoltà rimane la sostanza, e avverto nella vostra partecipazione il riflesso di ciò che per voi conta davvero. Non mi soffermo sull’Agenda Monti. Non è questione di mischiare sacro e profano: il più autorevole «mescolatore» è Dio stesso che non ha tenuto le distanze dalle miserie umane. Avremo due mesi per discuterne; per ora vi invito a leggere il manifesto del premier dimissionario. Preferisco pensare ad Asia Bibi, la madre di cinque figli incarcerata dal regime pakistano nel 2009 e condannata all’impiccagione per false accuse di blasfemia. […]

  

I conti del Cav senza l’oste padano

Una settimana fa Roberto Maroni esultava per la svolta anti-Monti di Silvio Berlusconi. Su Twitter e Facebook si leggono ancora i suoi messaggi tipo “forza Silvio“. Oggi, accanto all’ennesima svolta del Cavaliere, registriamo anche il contorsionismo maroniano. Che ridà fiato a quanti considerano la Lega un alleato inaffidabile per il Pdl. La correzione di tiro è dovuta alla durissima reazione della base contro il Cavaliere raccolta e rilanciata da due colonnelli di Maroni molto sensibili agli umori dell’elettorato padano, cioè Matteo Salvini e Flavio Tosi. Il ragionamento è semplice: Berlusconi ha sostenuto per un anno Monti, ora non può venire […]

  

Né il Cav né Bersani: lo spread vuole Monti

Non si sentiva la mancanza dello spread, il manganello agitato al momento giusto per avvertire i ribelli. E’ tornato a salire, evocato da Mario Monti mentre annunciava a un incredulo Giorgio Napolitano che sta per fare le valigie da Palazzo Chigi. Eppure basta fare una semplice ricerca sul web per verificare che – in quest’anno di governo tecnico – il famigerato spread ha galleggiato mediamente su livelli più alti degli attuali, superando addirittura i 500 punti-base agli inizi di agosto. Ergo, se davvero lo spread fosse l’unica unità di misura della salute di un Paese, il professor Monti avrebbe dovuto […]

  

Torna Silvio. Cade il governo?

Silvio Berlusconi si ricandiderà. Prepara la sua sesta campagna elettorale, «assediato» dall’insistenza di molti. Sono curioso di sapere che cosa ne pensano i lettori del blog. Personalmente osservo sia ragioni a favore sia contrarie. La vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie dice due cose: si compatta l’accordo con Nichi Vendola e si rinvia il rinnovamento generazionale. Con Matteo Renzi sarebbe stata un’altra partita. Il Pd è cresciuto molto nei sondaggi a scapito dei centristi, che sembravano l’ago della bilancia e invece perdono terreno. Aggiungiamo che, con tutta probabilità, la legge elettorale non cambierà e ancora una volta si premiano le […]

  

Che cosa insegnano le primarie Pd al Pdl

Che cosa insegnano le primarie Pd al Pdl (o ciò che ne resta)? Proviamo a stilare un piccolo elenco. 1. Che le primarie non si improvvisano. Sotto gli occhi di tutti sono le polemiche sulle «regole» che hanno arroventato la vigilia del ballottaggio democratico. Eppure il Pd ha impiegato mesi a individuare garanti, stilare regolamenti, organizzare seggi, stampare schede. È un partito che ha alle spalle altre tre primarie (due elezioni di segretari, Veltroni e Bersani, e un voto di coalizione quando ancora c’erano Margherita, Ds, eccetera) e non è riuscito a evitare discussioni feroci. Se il 1° dicembre il […]

  

Esodate la Fornero

La disoccupazione sta facendo segnare numeri record. Oltre un lavoratore su dieci è senza occupazione e oltre un giovane su tre. Le grida di allarme si moltiplicano come un tam tam. Tuttavia questo dato non è figlio soltanto della crisi delle economie occidentali, ma anche dei provvedimenti del nostro governo. La riforma del lavoro targata Elsa Fornero, per esempio, è un disastro: ha eliminato i contratti flessibili paralizzando un mercato già ingessato, e ha evitato accuratamente qualsiasi intervento pratico per facilitare l’apprendistato. Cose già dette e scritte anche su questo blog. La riforma del mercato del lavoro va a braccetto con […]

  

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