I Cinque stelle sono il primo partito alla Camera ma il premio di maggioranza è andato a Pd-Sel. Il Pd è il primo partito al Senato ma la maggioranza relativa va a Pdl-Lega. Silvio Berlusconi era dato per spacciato e invece ha smacchiato un Pierluigi Bersani che farebbe meglio a imparare come si pettinano le bambole. La gioiosa macchina da guerra della sinistra è avanti per meno di 50mila voti. Fini è sparito, Casini quasi, Mario Monti fa quasi tenerezza. La sinistra estrema e giustizialista è stata fagocitata da Grillo, ed è una curiosa eterogenesi dei fini per i vari Santoro, Ingroia, Ruotolo, e anche per quella larga fetta della sinistra che ha incoraggiato il peso della magistratura sulla politica sperando che gli facesse il «lavoro sporco» di far fuori il Cavaliere.
Paese ingovernabile? Mi è insopportabile vedere in tv le facce avvelenate di chi si scaglia contro il sistema elettorale in vigore dopo aver impedito che fosse modificato. Pensavano di avere la maggioranza in tasca, che i premi garantiti dal «Porcellum» gli mettessero il Paese nelle mani. «Fortuna cieca, i suoi acceca». Ho già scritto e ribadisco che un regalo di 200 deputati alla Camera, chiunque vinca, è uno scandalo. Ma sarebbe peggio se adesso si facesse una legge che prevede premi ancora più larghi. E comunque è il momento di finirla di scaricare tutto sulle leggi. Sono gli uomini, non le regole, a garantire governabilità e responsabilità, come ha dimostrato la storia recente di una maggioranza vasta (centrodestra) che si è sgretolata e di un governo tecnico che contava sul consenso più largo mai visto (Pdl+Pd+centro) ed è finita come sappiamo.
Già si parla di tornare a votare. Balle. Il popolo si è espresso, molta gente ha dimostrato un attaccamento, una passione, una voglia di riprendere iniziativa che non va disperso. I parlamentari si mettano al lavoro e cerchino un accordo. Il cardinale Ratzinger, una persona per la quale provo una stretta al cuore e alla quale sono legato ancora più di prima, scrisse alla fine degli Anni 80 (il libro si intitola «Chiesa ecumenismo e politica») che «non l’assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell’attività politica». Non nel senso di interessi di parte, ma di ricerca della migliore strada percorribile.
Pd e Pdl, mettetevi d’accordo, fate un governo, trovate un sistema per rimettere in moto questo Paese perché è questo che gli elettori vi hanno chiesto.

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