Pierluigi Bersani non ha ancora assorbito l’uppercut incassato due settimane fa. Mi piace l’immagine dell’uppercut, un colpo al mento dal basso verso l’alto. Non è un colpo da ko, non sempre, ma ti lascia un po’ suonato. Ecco, Bersani non sembra essersi ancora ripreso.

Ha cercato l’accordo con Grillo e sdegnosamente rifiutato le offerte di Berlusconi. Ora Grillo gli ha detto di no e il Cavaliere – tanto per cambiare – è sotto attacco della magistratura.

A Bersani restano due possibilità: un governo con il Pdl per fare una nuova legge elettorale, oppure andare a votare prestissimo, con il rischio di ritrovarsi nella stessa situazione, se non addirittura scivolare indietro nelle preferenze (come indicherebbero alcuni sondaggi).

Grillo non vuole responsabilità. Non è una novità: sul blog ne ho parlato spesso. Demolire è molto più facile che costruire. Comunque sarà interessante vedere i grillini all’opera in Parlamento: potremo finalmente misurarli concretamente, e gli elettori capiranno se è un voto “per” qualcosa o “contro”, come tutto finora lascia pensare.

I guai di Berlusconi complicano parecchio il quadro.

Forse la vera opzione del segretario Pd è andare a votare subito per sterilizzare la concorrenza interna di Renzi e scommettere su un’erosione grillina.

Nel frattempo, dei veri problemi del Paese (tasse, disoccupazione, redditi, povertà, recupero di produttività, crescita, eccetera) non si sente più parlare. Purtroppo.

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
Tag: , , , , ,