Rieccolo: il partito delle tasse

«Rieccolo» – il soprannome che Indro Montanelli affibbiò ad Amintore Fanfani – si attaglia bene anche al rinato partito delle tasse. Che rialza la testa appena il governo ne cancella una. Mario Monti, Piero Ichino, Stefano Fassina: tre nomi, tra gli altri, che hanno storto il naso per l’abolizione dell’Imu. Monti non perde la nostalgia del suo esecutivo taglieggiatore: la sua è stata una vera contestazione, nemmeno fosse all’opposizione del governo Letta assieme a Grillo. Arriverà una nuova tassa, la Taser. Il suo importo è tutto da valutare, per cui sarei prudente a gridare «al lupo». Inoltre nel 2013 non […]

  

L’Imu val bene le larghe intese?

“Parigi val bene una messa”, disse Enrico IV che si convertì al cattolicesimo per ottenere il trono di Francia. Ebbene, l’Imu val bene le larghe intese? Lo pongo ai lettori del blog come interrogativo per conoscere la loro opinione sul tema che – guai giudiziari del Cavaliere a parte – ci accompagnerà fino alla fine del mese. E che potrebbe anche fare cadere il governo Letta. L’abolizione dell’Imu sulla prima casa è stato l’argomento con il quale il Pdl ha sfiorato una clamorosa rimonta elettorale. La profonda revisione della tassa più odiata dagli italiani è uno dei pilastri sul quale […]

  

Esposito faccia un passo indietro

Breve riassunto della vicenda Esposito. Sabato una delle penne più felici e puntigliose del Giornale, Stefano Lorenzetto, racconta (in questo articolo) che cosa gli disse a una cena nel 2009 il giudice Antonio Esposito, presidente della sezione di Cassazione che ha definitivamente condannato Silvio Berlusconi e ora si accinge a scriverne le motivazioni. L’alto magistrato esternò il suo fastidio per l’allora premier, mostrando di conoscere a fondo presunte intercettazioni mai pubblicate, e anticipò il verdetto (di condanna) su Vanna Marchi che la Cassazione medesima avrebbe preso di lì a pochi giorni, aggiungendovi pesanti giudizi personali inopportuni. La prevenzione verso una persona […]

  

Aggrappati a Napolitano

Chissà che cosa sarebbe successo se la Corte di Cassazione avesse toccato la sentenza di Milano. Avrei voluto vedere i soloni che predicano «le sentenze si rispettano», i giornali che della demolizione di Silvio Berlusconi hanno fatto l’unica ragione di sostentamento, gli avversari politici che – con dolori addominali sempre più forti – governano con il Pdl, e anche gli avversari che non governano ma che hanno bisogno del Cav per dire «votate noi perché non siamo come lui». Si sarebbe scatenata una canea contro i giudici piegati alla ragione di stato, contro il potere di ricatto di Berlusconi, eccetera. […]

  

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