Ieri sera, durante il programma Virus di Nicola Porro, è stato presentato un interessantissimo sondaggio di Euromedia Research che ha ipotizzato la composizione del Parlamento se si votasse con l’ultima versione dell’Italicum in base alle intenzioni di voto attuali. Vincerebbe il Pd di Matteo Renzi. Sparirebbero i partiti minori e in Parlamento entrerebbero soltanto Pd, Cinque Stelle e Forza Italia.
Come si giunge a questa composizione? Al primo turno nessuno, né partito né coalizione, raggiungerebbe il fatidico 37% che garantisce il premio di maggioranza senza ballottaggio. Il Pd è quotato al 28,5% che, con l’aggiunta dei partiti di sinistra, porterebbe la coalizione di centrosinistra al 32,5%. Forza Italia parte più bassa, 22,3%, ma l’importante contributo degli alleati consente al centrodestra di raggiungere addirittura il 33,7%. Queste due coalizioni andrebbero al ballottaggio, da cui sarebbe escluso il Movimento 5 Stelle che pure è forte di un 22,1%: una manciata di voti dal partito di Silvio Berlusconi. Nessun’altra coalizione supererebbe il 12%, nessun altro partito valicherebbe le varie soglie di sbarramento.
Al ballottaggio, tuttavia, le parti si invertirebbero perché i grillini voterebbero Renzi e non Berlusconi (o meglio, il candidato premier di Forza Italia visto che il Cavaliere non potrà presentarsi). Il risultato è che il Pd conquisterebbe 327 seggi alla Camera su 630, mentre gli azzurri ne avrebbero 146 e i grillini 144. I restanti andrebbero ai collegi esteri e alle minoranze linguistiche.
Che dire? L’Italicum è un sistema che ghigliottina i piccoli, costringendoli ad allearsi ai grandi «gratis», senza cioè che il loro apporto di voti si traduca in seggi. Spariscono Alfano e Casini, ma anche Vendola e la Lega. L’unica possibilità di sopravvivere è formare liste uniche, senza moltiplicare i simboli. Ma così il loro potere di veto, tanto temuto, non viene cancellato quanto anticipato al momento di formare le liste. Questo vale soprattutto nel centrodestra, dove al momento, senza il contributo dei centristi e del Nuovo centrodestra, Forza Italia ha il fiato sul collo dei grillini.
A ciò si aggiunge l’antiberlusconismo ancora radicato che – al secondo turno – induce gli esclusi a votare la coalizione avversa al centrodestra. In definitiva, la coalizione maggioritaria nel Paese viene sconfitta mentre un partito che al primo turno raccoglie il 28% incassa il 53% dei seggi: un premio del 25% e, in proporzione, un incremento di quasi il 90%. Complimenti.

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