Nella foga degli annunci, Matteo Renzi ha annunciato un grande piano di edilizia scolastica per quest’estate in modo da mettere in sicurezza gli edifici per l’inizio delle lezioni a settembre. La sua prima uscita pubblica dopo la fiducia è in una scuola media a Treviso. Bene, a settembre verificheremo – rubando una battuta a Pierluigi Bersani (bentornato e tanti auguri) – lo «spread» tra fatti e annunci. Con la speranza che lo «spread» sia pari a zero: se gli ispettori sanitari andassero a controllare le condizioni igieniche e il rispetto delle norme di sicurezza delle nostre scuole con lo stesso giusto puntiglio con cui verificano (e multano) cantieri e capannoni industriali, i nostri figli farebbero lezione sotto l’azzurro fitto del cielo.
Da Renzi però vorremmo anche qualcos’altro. Cioè una scuola non solo sicura ma davvero libera. Ammesso che ogni tetto scolastico venga riparato e ogni scala antincendio messa in sicurezza, resta il problema di cosa si insegna e come si selezionano gli insegnanti. La scuola dev’essere libera e autonoma, capace anche di rifiutare certe sciocchezze ministeriali tipo quelle sui «gender», e deve essere possibile – per chi non voglia sottostare all’indottrinamento di stato ma frequentare istituti paritari – non pagare due volte le tasse scolastiche. È una battaglia difficile e di lungo respiro. Ma Matteo Renzi è giovane e ama le sfide impegnative…

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La scuola libera che vogliamo da Renzi, 5.0 out of 5 based on 14 ratings
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