Venti giorni fa, in piena campagna elettorale, il premier Matteo Renzi faceva tappa alla fondazione Vita di Milano (autorevole riferimento del Terzo settore in Italia) per dimostrare il suo interesse verso il volontariato. Oggi proprio dal grande mondo del no-profit si leva una protesta fortissima contro il governo degli annunci senza seguito. «Quattro milioni di persone sono senza cibo per colpa di promesse non mantenute dal governo e lungaggini burocratiche», dicono gli enti caritativi del gruppo Insieme per l’aiuto alimentare (tra cui Fondazione Banco alimentare, Caritas, Croce rossa, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Banco delle opere di carità e Società di San Vincenzo).
L’Unione europea, che – a differenza nostra – non è ancora del tutto insensibile verso gli indigenti, ha stanziato fondi cospicui per i più poveri. All’Italia sono destinati 85 milioni di euro, 75 gestiti dal ministero del Welfare e 10 dall’Agricoltura. In alcuni Paesi, come la Francia, questi denari sono già a disposizione degli enti caritativi. In Italia ancora no, e la colpa è delle lungaggini burocratiche del governo Renzi.
Dice Marco Lucchini, direttore generale della Fondazione Banco Alimentare: «I tempi della fame e della burocrazia non sono compatibili! Promesse e attese non sfamano famiglie, bambini e anziani. Da sei mesi aspettiamo che il ministero dell’Agricoltura sblocchi il Fondo nazionale di 10 milioni e il ministero del Welfare renda disponibili 75 milioni di euro del FEAD (Fondo di aiuti europei agli indigenti). Il 19 maggio dalle pagine di Avvenire il viceministro Olivero ci tranquillizzava dicendo che nel giro di una settimana i soldi sarebbero stati disponibili per porre fine all’emergenza. Ma finora c’è stata solo la convocazione di un tavolo di lavoro il 12 giugno. Anche il ministro Poletti ha rassicurato più volte noi e le altre associazioni di voler procedere rapidamente nella presentazione all’UE del piano operativo, ma non ne sappiamo ancora nulla. Lo stesso premier Renzi nel documento di riforma del Terzo Settore ha lodato quell’Italia generosa – che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle persone, l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no-profit, delle fondazioni e delle imprese sociali, ma ci sentiamo abbandonati perché alle dichiarazioni non seguono i fatti».
Il Banco Alimentare, che distribuisce cibo e aiuti a migliaia di enti impegnati quotidianamente a sfamare quasi 5 milioni di italiani (l’8 per cento della popolazione), ha i magazzini quasi vuoti. Per questo è stata organizzata una Colletta alimentare straordinaria, che raddoppia il tradizionale appuntamento dell’ultimo sabato di novembre. La raccolta di cibo nei supermercati italiani si svolge domani, sabato 14 giugno, e invito tutti a partecipare facendo la spesa nei punti vendita che aderiscono. «La Fondazione Banco Alimentare e le 15.000 strutture caritative che in tutta Italia assistono gli indigenti chiedono che le istituzioni intervengano in maniera rapida e concreta, avendo a disposizione i fondi, per fronteggiare questo gravissimo momento e perché 4 milioni di persone povere non possono più aspettare», è l’appello di Lucchini.

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Il governo lascia senza cibo quattro milioni di italiani poveri, 4.8 out of 5 based on 16 ratings
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