Consiglio di leggere questo articolo pubblicato dal quotidiano Italia Oggi. Esso riporta l’appassionata difesa (d’ufficio) di Legacoop per due cooperative rosse affiliate finite sotto la lente dei magistrati.

La prima è Terremerse, il cui ex presidente Gianni Errani è stato condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi per truffa ai danni della regione Emilia-Romagna presieduta dal fratello minore Vasco. Il quale, condannato a sua volta in appello (falso ideologico) per un episodio legato all’inchiesta Terremerse (ha fornito alla procura una falsa ricostruzione degli avvenimenti forse per “coprire” il fratello maggiore), ha dato le dimissioni da governatore. Per inciso, e con una punta di orgoglio, ricordo che la procura di Bologna ha aperto il fascicolo Terremerse dopo i miei articoli sul Giornale: di solito la magistratura indaga e i giornali le vanno dietro, per una volta è successo l’opposto.

La seconda società affiliata per la quale Legacoop insorge scandalizzata del trattamento giudiziario  è Manutencoop, un gigante dei servizi al sistema sanitario (pulizie, manutenzioni, eccetera) con fatturato da un miliardo di euro l’anno. Il suo presidente Claudio Levorato è indagato nell’inchiesta sugli appalti Expo e il tribunale del riesame ha dato parere favorevole all’arresto. Per il numero 1 di Legacoop Mauro Lusetti (qualche anno fa sulla stessa poltrona era seduto il ministro Giuliano Poletti), Levorato deve restare al suo posto senza dare le dimissioni.

E’ l’ennesima riprova del doppiopesismo della sinistra: le condanne ai propri amici sono ingiuste e comunque per prendere provvedimenti occorre attendere la sentenza definitiva perché i compagni non sbagliano mai mentre sono i giudici ad aver avuto un “atteggiamento non lineare”; viceversa, se le condanne riguardano altri (fate voi i nomi) esse non vanno discusse né criticate perché i magistrati sono intoccabili.

C’è una terza cooperativa sotto inchiesta in questi mesi: anche di questa mi sono più volte occupato. E’ il Forteto di Vicchio del Mugello. Il fondatore Rodolfo Fiesoli e 22 suoi stretti collaboratori sono a processo per reati sessuali e violenze su minori a loro affidati. Poche settimane fa la corte d’appello di Firenze ha ricusato il presidente del collegio giudicante per alcune frasi dette durante le audizioni dei testimoni: fatto senza precedenti nel capoluogo toscano. Per una coincidenza, il giudice relatore della ricusazione fino a qualche anno fa lavorava al tribunale dei minori che assegnava, assieme ai servizi sociali, i ragazzini abusati anche al Forteto. Prima ancora il governo del fiorentino Matteo Renzi e del ministro Poletti aveva negato il commissariamento della coop chiesto dal governo Letta. Un altro caso in cui i compagni non sbagliano mai.

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