Responsabilità è una parola che mi piace molto. Significa “rispondere a” qualcosa o qualcuno: a una proposta, una provocazione, una chiamata, fate voi. La responsabilità è la mia libertà che sceglie di aderire a un invito. Non è una mia iniziativa. È farsi carico di un impegno non previsto, non voluto, che la realtà propone improvvisamente e inaspettatamente, e spesso nella risposta a questa sorta di chiamata si manifesta di quale stoffa siamo fatti. Assumersi una responsabilità significa accettare le sfide, prendere posizione, non permettere che la realtà ci passi sopra come l’acqua sulle pietre.

Negli ultimi anni la responsabilità è diventata anche una categoria della politica. Per “responsabilità” Alfano e i suoi hanno lasciato Forza Italia così da non fare cadere il governo Letta. Si sono chiamati “responsabili” i fedelissimi di Raffaele Fitto che contestano Silvio Berlusconi ma fino a un certo punto. Ora i “responsabili” del Pd votano l’Italicum convinti in cuor loro che sia una legge fascista. Pensano che Renzi sia come Mussolini eppure lo sostengono senza battere ciglio. Per una volta bisogna dare ragione a Enrico Letta: “Se la fiducia sulla legge elettorale fosse stata posta da Berlusconi, ora saremmo in piazza” e non nei corridoi della Camera a mercanteggiare. 

La responsabilità in politica è stata storpiata. È diventata una foglia di fico che copre opportunismi e pusillanimità. Una bella (bellissima) parola di cui si ammantano incoerenze e indecisioni, bracci di ferro e ricatti. In nome della responsabilità, cioè di garantire un governo alle istituzioni, il Nuovo centrodestra sta con Renzi a Roma, con Salvini in Lombardia, con Tosi in Veneto e con Berlusconi in Campania e Liguria. E sempre in nome della responsabilità (e forse di qualche poltrona, vedremo) i riformisti del Pd ammainano le ferocissime critiche all’Italicum. Davanti alla prova di forza le buone ragioni vengono meno.

Chiamatevi leali, opportunisti, deboli, disciplinati, fedeli, inesperti, amici della poltrona. Ma per favore non chiamatevi responsabili

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